Russia, la prima volta del Gazovik

Mai come nelle ultime stagioni la geografia del calcio russo sta cambiando e per un paese di tali dimensioni la diffusione e la delocalizzazione dello sviluppo del torneo ha una rilevanza di prim’ordine. Rispetto ad una decina di anni fa il limite a est è ormai costantemente delimitato dai monti Urali (tranne qualche saltuaria apparizione del Tom Tomsk, ancora in corsa per partecipare alla prossima edizione della Russian Premier League), precludendo l’ingresso ai club dell’estremo oriente (fino al 2008 si doveva andare a giocare fino a Vladivostok!); nonostante ciò, sono comparse nuove piazze, debuttanti, che hanno spodestato alcuni club storici e altri, moscoviti, di minore appeal che hanno dovuto ripartire dalle serie minori, come l’Fc Mosca e il Saturn. Per un movimento l’approdo di nuove realtà non è obbligatoriamente un pericolo alla stabilità che può essere consolidata da club presenti in maniera duratura e quindi consci delle difficoltà da affrontare, bensì risulta essere di grande aiuto per l’allargamento dei confini calcistici nazionali, soprattutto se si considera che queste nuove squadre rappresentano non solo le proprie città, ma anche le loro repubbliche. L’Ufa ha portato il grande calcio in Baschiria, il Mordovia, l’Arsenal Tula e, tornando un po’ più indietro nel tempo, Anzhi e Ural hanno permesso a molti cittadini russi di vedere dal vivo i grandi campioni. A proposito di Ural, Ekaterinenburg è uno dei principali centri del paese ed è quasi logico che meriti una squadra di ottimo livello come quella che quest’anno si è salvata con larghissimo anticipo.

Ecco, in quest’ottica si può cominciare a parlare di Gazovik e della sua città, Orenburg, Avamposto russo durante la colonizzazione della Siberia, si trova a metà strada tra Ufa e il Kazakistan, in una parte di Russia che raramente ha visto il grande calcio. Ma i segnali di una promozione così prepotente e mai in bilico, in un campionato totalmente dominato, c’erano già stati lo scorso anno, quando in coppa di Russia il Gazovik terminò la sua corsa soltanto in semifinale, perdendo ai calci di rigore contro la futura vincitrice, la Lokomotiv Mosca. Una grossa chance sciupata che ha però messo le basi per questa indimenticabile stagione, coincisa con la prima storica promozione in Russian Premier League.

Un grande collettivo, senza individualità di spicco. Il giocatore con maggiore esperienza è sicuramente è Inal Getigezhiev, in prestito dal Rubin e con un passato al Rostov e alla Lokomotiv; oltre al coriaceo difensore Roberto Edmokimov, allenatore senza alcun acuto importante nella sua carriera, può contare su Dmitry Abakhumov, ex portiere del Mordovia, con diverse gare all’attivo in Russian Premier League. Oltre a loro una serie di onesti mestieranti della categoria rimpolpa la rosa: Appaev, Delkin e Vorobjov vantano un passato al Krylya Sovetov, per quanto riguarda gli stranieri è il lettone Zyuzins il calciatore più talentuoso. Presente anche un russo di colore, il 34enne Adessoye Oyewole, che quindi non verrà considerato come straniero.

Nonostante la meritatissima promozione, il Gazovik è chiamato ad effettuare numerosi acquisti in fase di mercato, per evitare una fugace e deludente apparizione nella massima serie. Il caso dell’Arsenal Tula, che peraltro accompagnerà la squadra di Orenburg nell’olimpo del calcio russo dopo un anno di purgatorio, deve essere d’esempio. Con l’improvvisazione, soprattutto in un torneo del genere, non vai da nessuna parte.

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Grande appassionato di calcio russo, tifoso dello Zenit San Pietroburgo. Estimatore del calcio giocato nei luoghi meno nobili e più nascosti, preferirebbe vedere un Torpedo-Alaniya rispetto a uno Juventus-Milan.