MondoPallone Racconta… Helmut Schön, leggenda della panchina

Il 23 febbraio 1996, ovvero 20 anni fa, scompariva una leggenda del calcio tedesco e mondiale: Helmut Schön. Attaccante prolifico in gioventù, ha legato il suo nome all’epopea della Germania Ovest negli anni ’70, guidandola dalla panchina a traguardi gloriosi con l’immancabile coppola sulla testa e grande passione nel cuore.

Bomber in gioventù

Helmut Schön nasce a Dresda (Germania) il 15 settembre 1915. Il padre Anton, mercante di opere d’arte, non apprezza particolarmente questa passione del figlio per il pallone. Ad ogni modo, Helmut si afferma tra i migliori attaccanti tedeschi a cavallo tra gli anni ’30 e ’40. Proprio con la casacca del Dresdner SC diventa per due volte campione nazionale (1943 e 1944) e conquista altrettante Coppe di Germania (1940 e 1941). Si laurea capocannoniere della Gauliga (l’odierna Bundesliga) 1943-44. Il mitico Sepp Herberger, selezionatore della Nazionale, lo schiera in 16 partite tra il 1937 ed il 1941: e lui ripaga con un formidabile score di ben 17 reti internazionali (tra cui un tris e 4 doppiette). Il modello di Helmut era il grande bomber Richard Hofmann, poi diventato suo compagno di squadra. Calcio, ma non solo: si diploma al Liceo Ginnasio di Dresda (studiando con maggior piacere le scienze naturali), lavora come apprendista banchiere e poi in una casa farmaceutica, sempre nella sua città natale. Con la Nationalmannschaft è però sfortunato. Deve infatti rinunciare alla Coppa Rimet 1938 per infortunio. Durante il nazismo, fa parte della schiera dei calciatori privilegiati che vengono esentati dal fronte.

Con la maglia della Germania
Con la maglia della Germania

Le prime esperienze in panchina

Nel 1951 debutta come tecnico sulla panchina del Wiesbaden, dove si stabilisce con la famiglia. Ma già l’anno seguente viene contattato dalla federazione del Saar, rappresentativa attiva tra il 1950 ed il 1956 prima di venire inglobata dalla Germania Ovest di cui di fatto era una “costola”: pur essendo parte del territorio tedesco, il Saar era diventato protettorato francese dopo la Seconda Guerra Mondiale. Schön subentrò al francese Jordan nella quinta partita della storia di questa piccola rappresentativa, guidandola nella sua unica e sfortunata campagna di qualificazione mondiale (per Svizzera 1954) fino al suo scioglimento. 15 partite in tutto con 3 soli successi all’attivo e punteggi clamorosi, come la vittoria con la Francia (7-5) e le sconfitte contro Uruguay (1-7), Jugoslavia (1-5) e Portogallo (1-6).

La grande avventura con la Germania Ovest

Quando la nazionale del Saar scompare dal panorama europeo, Schön diventa assistente di Sepp Herberger, selezionatore della Germania Ovest campione del mondo in carica. Poi, al termine del regno dell’iridato 1954, ne prende il posto. La sua prima gara da Commissario Tecnico della Germania occidentale è valida per le eliminatorie del Mondiale 1966: è il 4 novembre 1964, pareggio per 1-1 contro la Svezia. Si apre un’era destinata a restare negli annali come la più gloriosa della storia teutonica. Con l’uomo di Dresda a coordinare le operazioni, la Germania Ovest si stabilisce ai vertici del calcio: ai Mondiali mette insieme un 2° (1966) ed un 3° posto (1970), prima di riuscire finalmente a sollevare la Coppa nel 1974. Conclude la sua grande avventura, per motivi anche fisiologici e generazionali, dopo l’eliminazione nella seconda fase di Argentina ’78. Nel frattempo ha anche detto la sua a livello continentale con la vittoria nell’Euro ’72 e la sconfitta in finale con la Cecoslovacchia 4 anni dopo. Ben 139 panchine con la Germania Ovest, che gli sono valse l’ammirazione dei suoi connazionali anche perché icona di un calcio romantico, appassionato e non guidato dalla ricerca spasmodica di denaro. Certo: c’è da rimarcare come Schön abbia avuto a disposizione fuoriclasse del calibro di Maier, Vogts, Beckenbauer, Netzer, Overath, Breitner, Gerd Müller… ma mettere insieme così tante “prime donne” e farle coesistere nello stesso collettivo non sarà stato certo scontato.

Con la Coppa del Mondo 1974
Con la Coppa del Mondo 1974

Gli ultimi anni

Schön, dopo aver raggiunto la pensione, non ha mai più lasciato la città di Wiesbaden. Lì ha lottato negli ultimi anni della sua esistenza contro la malattia di Alzheimer, prima di lasciare questo mondo il 23 febbraio 1996 all’età di 80 anni. Ad oggi, è il Commissario Tecnico che ha guidato per il maggior numero di partite la Germania. Ma Joachim Löw, campione del mondo 2014 ed in carica da quasi 10 anni, è a quota 127 e potrebbe raggiungerlo.

 

Condividi
Cagliaritano, classe '81. Pazzo per Brera, Guerin Sportivo e Panini. Da anni membro di MP: principalmente ed inevitabilmente, per scrivere sulla storia del calcio. Italiano ed internazionale.