Il calcio nella canzone italiana – quarta parte

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Calcio e canzone si sono incontrati e continuano ad incontrarsi in diversi ambiti e meno sporadicamente di quello che si pensi, dato che anche i cantanti delle nuove generazioni hanno intensificato questo legame: circa tre anni fa decidemmo di dedicare una piccola serie di articoli riguardo i rapporti tra la canzone italiana e il gioco del calcio e ci è sembrato giusto ripartire da dove ci eravamo lasciati per riallacciare un filo interrotto e riprendere così un discorso che era considerato chiuso, ma che grazie alla natura viva della musica si è magicamente riaperto.

Per andare avanti bisogna necessariamente guardare indietro, quindi diamo un primo sguardo alle canzoni che hanno disegnato il nostro rapporto con il calcio negli anni passati. Negli articoli precedenti avevamo già citato Claudio Baglioni e la sua passione per il calcio (evidenziata in un disco e in una tournèe dal titolo “Alè-Oo”) senza però parlare di un piccolo classico del 1975, quella allegra “2 1 X” che parlava di Totocalcio e di vita reale, e della passione per il calcio che ha portato Baglioni a scrivere “Un azzurro lungo un sogno“, l’inno della Nazionale Italiana ai Mondiali di calcio del 1998, finiti ai rigori per la nostra nazionale: profetico a questo proposito sembrò dopo il brano “Prima del calcio di rigore”, incluso nel disco “Da me a te” e che sembrò proprio dedicata a Luigi Di Biagio, il “colpevole” del rigore sbagliato costato l’eliminazione alla squadra azzurra.

Da Claudio Baglioni passiamo a Antonello Venditti, che con la sua “Notte prima degli esami” cita l’avventura, purtroppo finita male, della Roma nella Coppa dei Campioni del 1984 nel passaggio “notte di sogni, di coppe e di campioni“: chiudiamo ideologicamente l’approfondimento su Roma con un insospettabile Renato Zero che con “Canzone a Dino Viola” si rivela giallorosso dedicando una canzone al compianto presidente.

Andiamo a Milano e ascoltiamo Max Pezzali, nerazzurro DOC, che con la sua “La dura legge del gol” parla della differenza tra bel gioco e risultati e che con la sua canzone “Gli anni” ricorda il grande Real Madrid degli anni ’80 di Butragueno e Valdano: ci spostiamo di poco ed andiamo ad ascoltare un altro cantautore, Enrico Ruggeri, che con la sua “Rien ne va plus” parla di “calciatori sconfitti che si allenano per nuove partite” o di “girone di andata che fa posto al ritorno“.

Chiudiamo questa quarta puntata di questo viaggio sportivo e musicale con un piccolo omaggio a Lucio Battisti: in “Ho un anno di più” recita “Io giocavo a pallone, sono il solito scarpone, ma ancora gioco“, mentre in “Anima Latina” rende omaggio alla passione calcistica dei bimbi sudamericani col verso “e corre sulle spiagge atlantiche seguendo il calcio di un pallone, per finire nel grembo di grosse mamme antiche dalla pelle marrone“.

Per la quinta parte, appuntamento a venerdì 6/11

Stefano Pellone
Stefano Pellone
Parte-nopeo e parte bolognese, ha collaborato a vari progetti editoriali e sul web (Elisir, Intellego, Melodicamente). Ha riscoperto il piacere del calcio guardando quello femminile.

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