MondoPallone Racconta… Stephan Beckenbauer e i figli delle leggende

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Pochi giorni fa è scomparso prematuramente Stephan Beckenbauer, figlio del grande Franz. Nella sua parabola agonistica, come altri figli d’arte, ha dovuto sempre portarsi appresso il peso di un cognome pesantissimo. Quello di una leggenda del calcio, status inarrivabile per qualunque erede. Ricordiamo alcune di queste particolari storie di famiglia.

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Jordi Cruyff, il figlio di papà

Classe 1974, Johan Jordi Cruyff è cresciuto calcisticamente nelle squadre simbolo della carriera in panchina del padre Johan senior: Ajax e Barcellona. Quando il ciclo del Dream Team catalano era ormai agli sgoccioli, Jordi venne fatto esordire dal genitore nella Liga nel settembre 1994, dopo l’apprendistato in Segunda con la squadra B. Centrocampista offensivo biondo e filiforme, Jordi alla fine riesce a dimostrare buone qualità nel Barça tanto da venire chiamato nella Nazionale olandese nell’aprile 1996: diventa il quinto della storia a giocare per la rappresentativa senza aver mai militato in patria. Prende parte ad Euro96 (dove realizza una rete alla Svizzera) e tocca così l’apice agonistico a soli 22 anni. Le avventure successive nel Manchester United e nel Celta Vigo sono caratterizzate da diversi infortuni. Si rilancia all’Alavés, che nel 2000-01 perde rocambolescamente la Coppa Uefa contro il Liverpool. Gioca un’altra discreta annata nell’Espanyol ma resta disoccupato tra il 2004 ed il 2006, emigrando in Ucraina al Metalurh Donetsk e poi come player-manager ai maltesi della Valletta. Oggi è direttore sportivo del Maccabi Tel Aviv, club che ha vinto gli ultimi due campionati israeliani.

Stephan Beckenbauer, una parabola sfortunata

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Classe 1968, si è ovviamente formato come calciatore nel Bayern Monaco. D’altronde non poteva andare altrimenti, essendo il padre Franz simbolo storico del sodalizio bavarese. Difensore di alta statura (188 cm), Stephan ha gravitato nell’orbita della prima squadra senza mai esordire, preferendo così passare ai rivali cittadini del Monaco 1860 pur di giocare, seppur in quinta serie. Tra il 1988 ed il 1990, anno in cui il padre divenne iridato da tecnico dopo esserlo stato da giocatore, Beckenbauer junior disputò 31 partite prima di trasferirsi ai Kickers Offenbach e poi agli svizzeri del Grenchen. Con la successiva avventura al Saarbrucken ha finalmente la possibilità di assaggiare la Bundesliga, seppur per 12 sole gare. Rientra al Bayern, nella squadra riserve, dal 1994 al 1997 prima di infortunarsi gravemente e chiudere la carriera a soli 29 anni. Resta nella grande famiglia Bayern in qualità di allenatore delle giovanili. In questa nuova veste ha il merito di scoprire giocatori del calibro di Bastian Schweinsteiger e Thomas Mueller. Viene colpito da un tumore al cervello, che lo strappa alla vita il 1°agosto 2015 a soli 46 anni.

Edinho, erede ribelle del Re

Edson Cholbi do Nascimento, classe 1970, è il secondogenito del Re: Pelè, da molti considerato il più grande calciatore di tutti i tempi. Seguendo i colori storici del genitore, Edinho si avvicina al calcio come portiere nel Santos. La sua storia nel mondo del pallone si apre e chiude negli anni ’90, raggranellando una miseria di apparizioni con le maglie dello stesso Santos e di Portuguesa Santista, Sao Caetano e Ponte Preta. Edinho, ritorna (tristemente) famoso solo col nome di battesimo perchè nel frattempo diventa bersaglio della polizia brasiliana: nel 1999 viene condannato a 6 anni di carcere per un omicidio risalente al 1992 durante una corsa automobilistica stradale finita male. Nel 2005, infine, venne assolto dalle accuse. Ma nel giugno dello stesso anno finì invischiato in un’indagine che smantellò una gang di trafficanti di droga: anche in questo caso, Edson Cholbi venne riabilitato, sebbene riconosciuto come consumatore conclamato di marijuana. Il Santos gli riaprì le porte offrendogli il ruolo di allenatore dei portieri e poi di assistant coach. Ma la giustizia tornò a bussare alla sua porta nel 2014, quando venne condannato a 33 anni di reclusione per riciclaggio di denaro sporco proveniente dal narcotraffico.

Fabio Ornano
Fabio Ornano
Cagliaritano, classe '81. Pazzo per Brera, Guerin Sportivo e Panini. Da anni membro di MP: principalmente ed inevitabilmente, per scrivere sulla storia del calcio. Italiano ed internazionale.

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