Serie A – La griglia di partenza: 20° Empoli

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Terminato il mercato estivo, inizia oggi l’analisi approfondita delle venti squadre di Serie A: un sondaggio interno in redazione ci ha portato a stilare la nostra griglia di partenza. Due volte al giorno, alle 8.30 e alle 16.30, scopriremo piano piano – dall’ultima piazza alla prima – tutte le formazioni che disputano la massima serie nazionale, svelandone punti forti e deboli, oltre che agli obiettivi presumibilmente raggiungibili. Oggi tocca all’Empoli, squadra che occupa la nostra 20° piazza virtuale.

Sei stagioni di cadetteria per gli azzurri, con il baratro della terza serie sfiorato nel 2011-12 (18° posto e play-out contro il Vicenza): tanto ci è voluto per ritrovare il palcoscenico principale alla società del presidente Corsi. La A sarà affrontata per la decima volta nella storia del club che, nell’ultima apparizione (2007-08), fu protagonista di un paradosso: il ritorno in B fu contestuale al debutto europeo, in Coppa UEFA, con l’eliminazione al primo turno da parte dello Zurigo, prima dei gironi. Già un anno prima l’Empoli del bravo Luigi Cagni aveva staccato il biglietto continentale, ma dovette rinunciare per questioni burocratiche.

Il presente: con il mercato, la società ha cercato di puntellare il più possibile una squadra d’ossatura giovane, ricorrendo soprattutto allo strumento del prestito. La “linea verde” già in essere è proseguita con gli arrivi di Aguirre, Bianchetti, Laxalt, Vecino e, all’ultimo tuffo, Zieliński, oltre a una serie di rientri da prestiti, tra cui quello di Rovini. Un organico che l’allenatore Maurizio Sarri avrà il compito di valorizzare al meglio, centrando, magari, l’obiettivo salvezza.

COSA VAContro l’Udinese, si sono visti i pregi di questo Empoli: intraprendenza, freschezza, velocità e ordine tattico. La giovane età non sembra corrispondere a una prevedibile timidezza e se i senatori Tavano (buona la prima) e Maccarone dovessero lavorar bene pure da chiocce, la crescita della squadra sarà assicurata. Il pacchetto arretrato è quasi interamente costituito da atleti nati negli anni Novanta, con la preziosissima possibilità di schierare i due centrali titolari della nazionale Under 21 di Luigi Di Biagio, ossia Bianchetti (in panchina a Udine, per far spazio a Tonelli) e la promessa Rugani. Sui lati, due, anzi tre prospetti interessanti: il transalpino Laurini (sfortunato protagonista del secondo gol dell’Udinese l’altra sera), il mancino lusitano Mario Rui (buon tiratore da lontano) e l’universale Hysay, albanese classe 1994, in grado di giocare su entrambe le fasce.

COSA NON VA – Croce e delizia degli azzurri, la gioventù è stata anche la debolezza denotata dalla sconfitta in Friuli. Lo ha sottolineato con lucidità mister Sarri: “In B, gli stessi errori non si pagano: in A è diverso“. Dopo un primo tempo arrembante, contraddistinto da rapidi inserimenti e da una vivacità in grado di sorprendere un organico anch’esso giovane ma più rodato come quello dell’Udinese, la prestazione degli azzurri è stata rovinata da due amnesie (in particolar modo la seconda) che in A nessuno perdona, finendo per subire il contraccolpo psicologico anche in fase di costruzione. Il centrocampo ha perso smalto e, di conseguenza, l’attacco (già rimaneggiato a causa delle assenze per infortunio di Maccarone e Aguirre) ne ha risentito sensibilmente. Il compito dell’allenatore sarà, dunque, sgrezzare al meglio il fresco gruppo di giocatori, senza far perdere loro entusiasmo e dinamismo.

COSA ASPETTARSI – La parola d’ordine è una sola: salvezza, con l’obbligo di mettere in mostra giovani affamati, dietro alla “vecchia guardia”. Obiettivo non facile, ma neppure impossibile: la Serie A è lunga, accidentata e la corsa per non retrocedere, le ultime stagioni lo dimostrano abbondantemente, è quella che riserva più sorprese. Di certo, per l’Empoli si prospetta un campionato da affrontare con il coltello tra i denti, sperando di poter accumulare al più presto quei punti in grado di mettere una rosa tanto giovane in condizione d’esprimersi al meglio, facendo la corsa sulle parigrado. Se poi, come in molti sperano in Toscana, qualcuno dei talenti in squadra dovesse davvero esplodere, ci si potrebbe divertire parecchio.

Igor Vazzaz
Igor Vazzazhttp://www.losguardodiarlecchino.it/
Viareggino di origine friulana, si occupa di teatro, sport, musica, enogastronomia. Collabora con varie testate, cartacee e web. Talvolta, pubblica libri e dischi. Tifa Udinese. Il suo cane è pazzo.

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