Confederations Cup 2013: Uruguay in semifinale, battuta Tahiti

-

L’Uruguay si prende le semifinali, come da pronostico, vincendo contro Tahiti. La prova dei ragazzi di Tabarez migliora durante il secondo tempo, ma non passerà alla storia per l’impegno proferito e per l’attenzione dimostrata. L’espulsione di Scotti la dice lunga. I polinesiani danno invece sfoggio di quanto importante questo torneo sia per loro, risultando aggressivi e mostrando lo spirito giusto.

L’URUGUAY FA IL COMPITO, TAHITI ESCE TRA GLI APPLAUSI – Tabarez dà spazio alle seconde linee, mentre Etaeta fa esordire il terzo portiere e schiera Hnanyine e Simon. Nemmeno il tempo di prendere la penna ed è già 1-0: calcio d’angolo, Scotti prolunga verso Abel Hernandez, che segna di testa. Una volta preso il gol, Tahiti si mostra per quello che è: una squadra attiva, aggressiva e che onora ogni partita a cui prende parte. La retroguardia polinesiana sembra più attenta rispetto alla gara con la Spagna, ma il fatto che sia perennemente schierata alta, per favorire le ripartenze immediate, la rende vulnerabile ai fendenti. E’ in questo modo che arrivano i seguenti tre gol uruguaiani: prima con Hernandez, che uccella Jonathan Tehau con un sombrero e supera Meriel; poi con Diego Perez, che manda la palla di testa sul palo, per poi correggere in rete; poi ancora con l’attaccante del Palermo, che firma la tripletta con un diagonale. Uruguay un po’ molle e impreciso, ma concreto. Tahiti è una gioia per chi, del calcio, ama la magia e lo spirito agonistico. A inizio ripresa succede di tutto: Vallar trattiene Aguirregaray in area e causa un calcio di rigore ben parato da Meriel su Scotti; poi, lo stesso difensore uruguaiano stende Chong-Hue per la seconda volta e si prende il doppio giallo. Il pubblico sostiene i ragazzi di Etaeta a ogni percussione: momenti che nessuno dimenticherà. La parità numerica viene ristabilita al 60′, quando Ludivion si vede sventolare il secondo giallo e, sugli sviluppi della punizione concessa, la Celeste trova il 5-0 con Lodeiro. Gli schemi saltano, Chong-Hue si ritrova a fare il difensore e Aguirregaray viene steso ancora in area: sul dischetto va Hernandez, che fa 6-0. Avrebbe pure l’opportunità per segnare il 7-0 in scioltezza, ma ciabatta malamente all’80’ un cross dalla destra. Ci pensa Suarez due minuti più tardi, dopo aver ubriacato di finte Caroine e, già che c’è, sigla anche l’ottava rete.

Il tabellino:

URUGUAY – TAHITI: 8-0 (4-0).

Uruguay (3-4-3): Silva 6; Scotti 4,5, Coates 6, Aguirregaray 6,5; A.Pereira 5,5, Perez 6,5, Gargano 6, Eguren 6; Ramirez 6 (69′ Suarez 6), Hernandez 7, Lodeiro 6. A disp.: Muslera, Godìn, Rodriguez, Forlan, Castillo, M.Pereira, Arevalo Rios, Gonzalez, Cavani, Caceres. All.: Tabarez.
Tahiti (5-4-1): Meriel 6,5; Aitamai 5,5 (53′ Lemaire 5), Ludivion 5, Vallar 5, J.Tehau 5, Simon 5,5; Chong-Hue 6,5, Hnanyine 5,5 (88′ Tihoni sv), Vahirua 6,5, Caroine 6; L.Tehau 5,5 (71′ Atani sv). A disp.: Roche, A.Tehau, Wagemann, Bourebare, Faatiarau, T.Tehau, Aroita, Vero, Samin. All.: Etaeta.
Arbitro: Pedro Proença (Portogallo).
Marcatori: 2′, 24′, 45’+1, rig. 67′ Hernandez, 27′ Perez, 61′ Lodeiro, 82′, 88′ Suarez.
Note: ammoniozioni: Scotti, Gargano (U), Ludivion, Vallar, Chong-Hue (T). Espulsioni: 51′ Scotti (U), 59′ Ludivion (T).

Francesco Piacentini
Francesco Piacentini
Pavese classe '91, laureato in scienze politiche, per lui lo sport è uno specchio su cui si riflette la storia di un popolo. Stregato dal calcio inglese e greco, ama la politica, l'heavy metal e il whiskey.

Dal pallone alla bottiglia: quando l’ex-calciatore è “divino”

Edmondo De Amicis diceva che il vino aggiunge un sorriso all’amicizia ed una scintilla all’amore. Ciò che l’autore di Cuore non poteva ancora sapere...
error: Content is protected !!