Confederations Cup 2013, Italia-Brasile: precedenti, statistiche e curiosità

Il terzo turno del gruppo A regala una delle partite dal fascino più grande di questa Confederations Cup 2013. Allo stadio “Manolo Barradas” di Salvador va in scena Italia-Brasile, la partita delle partite: i brasiliani sono reduci da due vittorie nette nei confronti di Giappone e Messico, gli stessi avversari contro cui l’Italia ha faticato più del dovuto. L’incontro disputato contro i nipponici è stato quanto meno drammatico per gli asiatici, che nonostante il doppio vantaggio accumulato in apertura sono riusciti a perdere 4-3 contro gli azzurri. Pali, traverse, gol annullati e occasioni clamorose divorate: a Kagawa e compagni non ne è andata bene una, e grazie a questa sconfitta sono andate in fumo le residue speranze di passaggio del turno. Discorso opposto per i padroni di casa del Brasile, i quali hanno quasi sempre avuto il controllo dei due incontri, senza però dilagare in nessuno. La sfida nella sfida, quest’oggi, è quella tra Balotelli e Neymar: due tra i migliori giocatori del mondo, i trascinatori delle rispettive compagini in questa Confederations Cup 2013. Dai loro piedi e, soprattutto, dalla loro testa dipenderà molto del destino delle proprie nazionali.

Paolo Rossi

I PRECEDENTI – Nei 15 incontri disputati tra Mondiali, amichevoli e Confederations Cup, il Brasile si è imposto ben 7 volte; 5 invece le vittorie degli italiani, mentre per 3 volte le due squadre si sono divise la posta in palio. L’unico precedente tra Italia e Brasile in questa competizione risale al 21 giugno 2009, quando un autogol di Dossena e una doppietta di Luis Fabiano schiantarono gli azzurri in Sudafrica. Le due squadre, tuttavia, vantano numerosi incontri disputati nelle varie edizioni dei Mondiali. Il primo risale al 1938, quando gli azzurri già campioni del mondo s’imposero per 2-1 sui sudamericani: in tempi più recenti, invece, vi sono più sconfitte che gioie ottenute dall’Italia contro il Brasile. A partire dalla finalissima dei Mondiali del 1970, quando i sudamericani – trascinati da Pelè – si laurearono campioni del mondo vincendo 4-1 contro i nostri connazionali, reduci dalla “partita del secolo” contro la Germania, vinta per 4-3. Dodici anni dopo, però, arrivò la vendetta dell’Italia: nel Mondiale spagnolo del 1982, una tripletta di Paolo Rossi distrusse il Brasile di Falcao e Zico. Qualche giorno più tardi, vincendo in finale contro la Germania, diventammo campioni del mondo per la terza volta nella nostra storia. Non ci andò così bene, invece, nella finale del Mondiale 1994: dopo lo 0-0 dei tempi regolamentari, i brasiliani si laurearono campioni del mondo grazie agli errori dal dischetto di Baresi e Baggio, una ferita che ancora oggi rimane aperta nei cuori dei tanti tifosi italiani.

Neymar festeggia Brasile PP

LE STATISTICHE – Il Brasile ha vinto l’ultima Confederations Cup, disputatasi in Sudafrica nel 2009: è anche la nazionale che ha vinto più volte questa competizione (tre), inaugurata nel 1992. Per quanto riguarda invece l’edizione 2013, i padroni di casa sino a questo momento hanno avuto un ruolino di marcia impressionante: 3-0 al Giappone e 2-0 al Messico, trascinati da un Neymar già in versione mondiale. In totale quindi sono 5 le reti segnate dai sudamericani in due partite, senza che Julio Cesar però abbia ancora incassato un solo gol; destino molto diverso per l’Italia invece, che vanta un attacco migliore frutto dei 6 gol messi a segno, a fronte però di ben 4 gol subiti. Il problema maggiore per la squadra di Prandelli, quindi, sembra essere un reparto difensivo troppo stanco e poco aggressivo nelle ultime uscite. Il capocannoniere dell’Italia in questa competizione è Mario Balotelli, a quota 2; nei verdeoro invece sono ben due giocatori a spartirsi questo privilegio, visto che sia Neymar sia Jo sono riusciti a segnare due reti. Considerando tutti e 15 gli incontri nella storia del calcio, il Brasile ha segnato 26 gol, mentre gli azzurri hanno fermato questo conteggio “soltanto” a 21.

IL PRONOSTICO – Nell’Italia mancheranno due giocatori chiave come Pirlo e De Rossi; il primo ha subito un infortunio nell’ultima partita disputata dagli azzurri contro il Messico, mentre il centrocampista della Roma è squalificato per aver preso due gialli in questa competizione. Non mancano le alternative a centrocampo, visto che sia Montolivo che Aquilani possono ricoprire quel ruolo, ma di certo la qualità nel palleggio offerta soprattutto da Pirlo è veramente difficile da colmare. Si prevede un turnover molto intenso da parte di Prandelli, che nell’ultima uscita ha visto un’Italia troppo stanca; dato che gli azzurri sono già qualificati alle semifinali, quindi, non ci saranno tutti i big. Scolari invece non la pensa così, e probabilmente apporterà soltanto uno o due cambiamenti rispetto alla formazione titolare: di sicuro ci sarà Neymar, il giocatore più pericoloso, così come Julio Cesar, una vecchia conoscenza del calcio italiano. I numeri dicono Brasile in tutto e per tutto, con Neymar probabile marcatore: l’assenza di Pirlo, tuttavia, lascia molto spazio a Balotelli che potrebbe calciare qualche calcio di punizione in più. Perché allora non puntare sul talento nel numero 45 rossonero, nella speranza che possa trascinarci a un risultato che, alla vigilia, appare molto difficile da portare a casa?

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Nato a Genova nel maggio 1992; è un appassionato di calcio, basket NBA e pallavolo (sport che ha praticato per molti anni). Frequenta la facoltà di Scienze Politiche, indirizzo amministrativo e gestionale.