È successo in Europa: la UEFA Europa League

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TANTO FUMO E POCO ARROSTO – Si è conclusa la quarta edizione della UEFA Europa League, che pone a confronto 48 formazioni da tutto il continente. Quest’anno, la coppa “meno nobile” del calcio europeo ha lasciato più delusioni che sorprese, vista la presenza di molti club blasonati che hanno reso al di sotto delle aspettative. Per la prima volta non si sono affrontate squadre della stessa nazione. La finale si è giocata all’Amsterdam Arena mercoledì 15 maggio.

Ivanovic Chelsea
Il colpo di testa vincente di Ivanovic che ha regalato la vittoria al Chelsea

A vincere il torneo è stato il Chelsea di Rafa Benítez, che ancora una volta dimostra feeling con le competizioni ad eliminazione diretta. I campioni d’Europa uscenti vengono dapprima eliminati nel girone di Champions League da Juventus e Shakhtar Donetsk, poi proseguono nella fase finale dell’Europa League non senza difficoltà (due sconfitte di misura contro Steaua Bucarest e Rubin Kazan’). Trovano la vittoria finale nei minuti di recupero contro il Benfica, partita conclusasi 2-1 per i blues con le reti di Torres e Ivanović, e in mezzo il gol di Cardozo. Il Chelsea si ritrova così detentore (anche se per pochi giorni) di entrambi i trofei continentali. Il mese di maggio è da dimenticare per i portoghesi di Jorge Jesus, che appena 5 giorni prima avevano perso in casa lo scontro diretto con il Porto, cedendo il passo nella lotta scudetto, oltre alla clamorosa sconfitta in Taça (la coppa nazionale) contro il Vitoria Guimares.

Il capocannoniere del torneo, a sorpresa, è Libor Kozák della Lazio, che ha messo a referto otto gol (più due nei Kozakpreliminari), pur non avendo segnato in campionato. La miglior media realizzativa spetta a Cavani, con un gol ogni 66minuti giocati (7 reti in totale, di cui quattro contro il Dnipro). Spedizione decisamente fallimentare per le italiane (come da tradizione recente): male il Napoli che esce ai sedicesimi, benino l’Inter che viene condannata dalla regola dei gol in trasferta nella doppia sfida col Tottenham; malissimo l’Udinese (addirittura ultima nel suo girone), mentre la già citata Lazio è l’ultima italiana a mollare, raggiungendo i quarti di finale.

LA RIVELAZIONE – il Fenerbahçe

Come detto, non ci sono state grosse sorprese in questa edizione, ma chi ha reso al di sopra delle aspettative è Stadio Fenerbahcesicuramente il Fenerbahçe di Kocaman, che ha dominato il suo girone (5 vittorie e una sola sconfitta, indolore, all’ultima giornata). Il sorteggio è benevolo per i turchi e la prima avversaria designata è il BATE Borisov, non certo una corazzata. Battuti i bielorussi, la squadra di Istanbul trova sulla sua strada il Viktoria Plzeň, che ha eliminato il Napoli. Squadra compatta, a volte poco spettacolare (basti pensare alla doppia sfida nei quarti di finale contro la Lazio) ma efficace quanto basta per raggiungere le semifinali, perse poi a vantaggio del Benfica. Il bomber di squadra è Dirk Kuyt, che ha siglato 4 reti.

LA DELUSIONE – l’Atlético Madrid

I campioni in carica sono sicuramente quelli hanno deluso di più le aspettative di tifosi e appassionati di calcio. Il gioco propositivo di Simeone, che a inizio stagione aveva stracciato il Chelsea in Supercoppa, non ha dato i suoi frutti, e Diego Pablo Simeone Atletico Madrid ppl’Atlético raggiunge solo la seconda piazza nel girone, alle spalle del Viktoria Plzeň. L’urna non è favorevole e l’Atlético pesca il Rubin Kazan’ ai sedicesimi. La sconfitta per 2 a 0 patita in Russia è fatale, e ai colchoneros non basta l’1 a 0 casalingo per passare.

Doveroso, però, citare le altre delusioni di questa edizione. Su tutte l’Olympique Marsiglia e l’Athletic Bilbao, elimate nella fase a gruppi, e il Liverpool e il Napoli, fuori ai sedicesimi.

LA PARTITA PIU’ BELLA – Borussia Mönchengladbach-Lazio 3-3

Nella bolgia del Borussia Park, la squadra di Petković, trova un rocambolesco pareggio nell’andata dei sedicesimi di finale. Con tre rigori contro (di cui uno parato da Marchetti) e un uomo in meno per l’espulsione di Dias, la Lazio pareggia all’ultimo istante con Kozak. Partita emozionante per tutti i 90 minuti, con numerose occasioni da gol e ben due legni colpiti dai folhen. Nonostante lo svantaggio numerico, i biancocelesti non mollano e ottengono un pari importante in vista del ritorno.

IL GOL PIU’ BELLO – Taison in Metalist Kharkiv-Rosenborg BK 3-1

Il fantasista brasiliano si esibisce in una volée con l’esterno destro da posizione impossibile, molto simile al gol di Van Basten nella finale dell’Europeo ’88.

Gol d’antologia anche quello di Umtiti contro il Tottenham, un mix di esplosività e scelta di tempo.

Alessio Ragnoli
Alessio Ragnoli
Nato a Giulianova l'11 settembre 1989. Studente di infermieristica presso l'Università dell'Aquila. Ama il calcio sopra ogni cosa neanche fosse un comandamento.

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