Metamorfosi Pellegrini. La Roma può chiudere prima nel proprio girone di Champions League

L’obiettivo è quasi raggiunto. La Roma di Eusebio Di Francesco torna dalla campagna di Russia con una vittoria importantissima e la qualificazione alla fase successiva ampiamente a portata di mano. I giallorossi potrebbero completare l’opera con la possibilità di chiudere al primo posto il proprio girone: per farlo servirebbe una vittoria casalinga contro il Real Madrid e con il periodo di crisi attraversato dai blancos non sembra una missione impossibile.

In casa del CSKA la Roma porta a casa un successo di misura, voluto, meritato e conquistato anche se con qualche fatica viste le tante occasioni da rete non concretizzate. La rete di Manolas apre il match, il CSKA nella ripresa trova il pareggio, ma la gioia dei russi dura pochi minuti perché provvede Pellegrini a spezzare l’entusiasmo del pubblico di casa per il gol del 2-1. Ed è proprio dal centrocampista giallorosso e romano che bisogna partire per raccontare la prova di Mosca. Il gol nel derby di qualche settimana fa lo ha trasformato, ma nessuno pensava che quel giocatore tanto criticato a inizio stagione diventasse una pedina fondamentale nello scacchiere giallorosso. Una buona notizia per Di Francesco perché la zona mediana del campo era sotto gli occhi dei riflettori e delle critiche della tifoseria dopo le partenze eccellenti di Strootman e Nainggolan e l’arrivo di un Cristante poco convincente rispetto alle attese.

La gara di Mosca ha esaltato anche le doti di Kluivert illuminante nell’aprire le strade ai proprio compagni verso la porta avversaria. Tanto impegno e una buona lettura del gioco in transizione al punto da mettere sotto scacco la difesa del CSKA. Peccato che in avanti la Roma abbia peccato di cinismo da una parte mentre dall’altra abbia trovato un Dzeko svogliato, poco grintoso. Cosa sta accadendo al bosniaco in questo periodo? In tanti se lo chiedono. Forse le troppe partite, forse qualcosa che non va all’interno dello spogliatoio ha reso la punta giallorossa abulica; in campo però fa male vedere un giocatore capace di dissipare ciò che i propri compagni costruiscono. Senza di lui la Roma perde un punto di riferimento importante in attacco e gli effetti poi si fanno sentire sul resto della squadra lungo il corso della partita. Se la Roma vuole dare una sterzata alla propria stagione e competere per le prime quattro posizioni allora cercare di svegliare Dzeko da questo incantesimo.

Condividi
Nasce a Roma il 30 maggio 1979 mentre il Nottingham Forest di Brian Clough vinceva la sua prima Coppa Campioni. Radiocronista sui campi dell’Eccellenza laziale, adora il calcio minore ed il futsal.