Miscere utile dulcis

È stato un Napoli meno bello di quello visto con la Roma. In quella circostanza, i giallorossi hanno rischiato di portarsi via i tre punti; stavolta non c’è stata storia, se non in quell’arco limitato di tempo post gol di Caputo, in cui il risultato è stato (per poco) fermo sul 2-1.

Napoli più concreto, meno spettacolare. Ancelotti, nel post partita, ha ammesso esattamente ciò: i suoi ragazzi hanno giocato meglio contro i capitolini. Quindi, ciò che si evince, è che il pensiero Ancelottiano sia esattamente miscere utile dulcis: unire l’utile dei punti al bel gioco proposto dai suoi ragazzi. Fidatevi: è importante sapere ciò. Perché il calcio non sempre è uno sport in cui chi gioca bene vince, no? Ma serve vincere per scalare la classifica, e il più delle volte i tifosi son contenti dei tre punti, anche se arrivati con un gollonzo al 90′. Giocare bene, poi, è un qualcosa di accessorio, il più delle volte. È puro edonismo, è pacche sulle spalle, è conoscenza di tattiche e armonia. Ma non punti, perlomeno non sempre.

Il 5-1 con l’Empoli, maturato anche grazie alla evidente superiorità tecnica del collettivo azzurro, che ha contribuito in modo chiaro al rendere efficiente la manovra imposta da Ancelotti. Che sì, abbiamo capito essere uno che ci tiene allo stile (che in campo si traduce nel bel gioco), a patto che porti risultati. Perché dai, impossibile credere al “sono più arrabbiato che emozionato” che il tecnico azzurro ha dichiarato nel dopo-gara: non avrà girato a dovere il motore del Napoli, e l’Empoli avrà giocato meglio, ma i tre punti son rimasti a Napoli. Diteci come si può, davvero, non essere felici dopo 5 gol messi a segno.

L’Empoli, dal canto suo, c’ha provato. Ha fatto la sua degna partita, è stato anche sfortunato. Ha trovato dinanzi a sé un avversario molto più forte. L’Empoli ha giocato meglio, vero? Ma non ha vinto. Eh sì, signore e signori: siamo sempre lì.

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