Gare di Liga negli USA? no, grazie

Siamo ormai abituati a veder giocare la Supercoppa italiana lontano dai confini nostrani. Libia, Stati Uniti, Cina e ora la tanto discussa Arabia Saudita: quest’ultima una sede scomoda per le ultime vicende di cronaca, con tante richieste di boicottaggio. L’asticella potrebbe alzarsi di livello con la diretta conseguenza che il nostro calcio e più in generale quello europeo finisca per essere esportato all’estero.

L’idea nasce dalla Liga spagnola che vuole far giocare in nome del dio denaro la sfida di campionato Girona-Barcellona negli States ed esattamente a Miami. Una proposta che prende ispirazione da ciò che fa già la NFL e anche la NBL, disputando alcuni match di stagione regolare a Londra; la NBA ha previsto anche dei tour preseason nel vecchio continente. In altre discipline sportive poi va ricordato il ciclismo con le grandi corse a tappe protagoniste in passato di tappe extra come Israele, Belgio o Irlanda. Ovviamente l’idea di far giocare la pulce Messi davanti al pubblico statunitense fa gola sia alla federazione spagnola per motivi economici sia al movimento calcistico statunitense per invogliare il pubblico oltreoceano e appassionarlo a questa disciplina trasformando la MLS in un campionato di spessore.

Una trasferta di lusso che sta trovando però l’opposizione di Infantino; quest’ultimo si appella all’obbligo di far giocare le partite di campionato nei propri confini. Ma fino a quando verrà fatto rispettare se poi dalla parte opposta ci sarà il rischio di forti pressioni dalle leghe? Crediamo purtroppo pochissimo. All’orizzonte c’è un calcio sempre più avido e malato di denaro e i nuovi mercati che fanno gola; in nome di quei soldi si può passare sopra la passione dei tifosi storici per acquisire più fan provenienti da terre lontane. Un po’ come il comportamento di certe compagnie che nel mercato attuale riservano promozioni e occasioni ai cosiddetti prospect, i potenziali abbonati, mentre chi ha un contratto di vecchia data si sente quasi dimenticato dal suo gestore.

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Nasce a Roma il 30 maggio 1979 mentre il Nottingham Forest di Brian Clough vinceva la sua prima Coppa Campioni. Radiocronista sui campi dell’Eccellenza laziale, adora il calcio minore ed il futsal.