“Stasera andiamo al cinema? C’è la Serie A!”

Non più solo film, spettacoli teatrali, balletti o concerti. A partire dal prossimo mese, nei cinema e nei teatri italiani, potremmo ritrovarci con i nostri amici il sabato o la domenica sera, con la sciarpa della nostra squadra del cuore al collo e la sana adrenalina da tifosi in circolo, per assistere a uno spettacolo diverso dal solito: una partita di Serie A. È questa la novità più affascinante approvata in giornata nell’offerta dei diritti tv non esclusivi approvata dall’assemblea di Lega, che sarà ufficializzata lunedì prossimo. In particolare, la proposta prevederà la possibilità di trasmettere in diretta gare della massima serie del calcio italiano in cinema e teatri, a patto che si trovino a minimo 80 chilometri di distanza dagli stadi in cui la gara viene disputata: un limite ovviamente diretto a tutelare gli incassi dei club allo stadio.

Nel mondo del calcio italiano, si presenta così una nuova, rivoluzionaria idea che potrebbe cambiare anche il nostro modo di vedere le partite, in un’estate già ricca di novità dopo la lunga battaglia sui diritti televisivi che ha cambiato gli equilibri nella trasmissione degli eventi legati alla Serie A. Una soluzione che qualcuno sta già trovando simpatica, ma che sullo sfondo potrebbe evidenziare anche l’obiettivo di rilanciare due mondi in grande difficoltà come quelli di cinema e teatro, potentemente ridimensionati ed entrati in crisi negli ultimi decenni in seguito alla diffusione sempre più massiccia delle Pay-tv nelle case degli italiani. Andare al cinema o a teatro, insomma, potrebbe rivelarsi una curiosa opportunità per viversi la gara in maniera più intensa rispetto a casa, ma senza essere costretti a recarsi necessariamente allo stadio, con tutte le problematiche (anche economiche) che porta con sé, soprattutto per chi abita lontano da dove gioca solitamente la propria squadra.

Certo, lo stadio continuerà a rimanere il luogo privilegiato per vivere le emozioni più forti di una partita: quel clima febbrile, di festa, di tristezza o di rabbia, lo si può respirare davvero soltanto sulle tribune, al freddo tagliente dei periodi invernali o il caldo dell’inizio e fine stagione. Sul tavolo, però, ora c’è una nuova alternativa: tutto sommato, un buon compromesso per assistere alle gare della nostra squadra del cuore in un ambiente diverso da quello comodo, ma spesso solitario di casa propria.

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Nato a Monza nel '95, ha tre grandi passioni: Mark Knopfler, la letteratura e il calcio inglese. Sogna di diventare giornalista d'inchiesta, andando a studiare il complesso rapporto tra calcio e politica.