Storie di Provincia: la Pistoiese e gli UFO in serie A

Se la storia delle provinciali è costellata di piccole epopee gloriose, tra le pagine chiare e le pagine scure, qualcosa rimane anche di quelle squadre che, come meteore, solo per una fugace stagione hanno volato nei cieli empirei della serie A.
Nel 1980, in una serie A eccitata dalla riapertura delle frontiere e dall’arrivo di grandi campioni stranieri, si affacciò la matricola Pistoiese, festeggiando la prima (e finora ultima) storica promozione in serie A. Il Presidente Marcello Melani, a cui oggi è dedicato lo stadio, al momento in cui assunse la carica dichiarò che in 5 anni, dalla Serie D avrebbe portato la squadra in Serie A. Sbagliando di una sola stagione, riuscì a centrare lo storico obiettivo, grazie anche all’allenatore Riccomini.
Lippi_alla_Pistoiese La prima cosa che balzava agli occhi di quella squadra era la maglia di gioco, insolitamente arancione. I commentatori sportivi presero in simpatia la neopromossa, soprannominandola l’ “olandesina”. L’organico era costituito da qualche giovane promettente ma soprattutto da veterani avviati alla conclusione della carriera, agli ultimi sgoccioli contrattuali. Tra tutti, l’ex CT della Nazionale campione del mondo 2006, Marcello Lippi. Con lui, quattro ex laziali, Borgo, Frustalupi (questi due già campioni d’Italia in biancoceleste, sei anni prima), Agostinelli e Badiani, poi Mauro Bellugi, ex stopper della Nazionale e dell’Inter, lo sfortunato Rognoni e Vito Chimenti, bomber avvezzo a frequentare le squadre di provincia, noto anche per il numero della “bicicletta”, un particolare modo di alzarsi il pallone col tacco da dietro per superare l’avversario con un pallonetto.

luis-silvio La necessità di ingaggiare Chimenti nel mercato di riparazione nacque da un equivoco di mercato rimasto storico. I dirigenti della Pistoiese infatti avevano visionato un giovane brasiliano che in patria era stato segnalato come miglior giovane emergente. Si trattava di Luis Silvio Danuello, considerato in seguito dalla critica come il capostipite di tutti i bidoni stranieri mai arrivati in Italia. Al giocatore fu chiesto: “Sei una punta?” e lo sventurato rispose: “Sì”. I linguisti parlano di “falsos amigos” per avvertire circa quei termini che si prestano a generare confusione nella comprensione, come fu in questo caso: il giovane Luis Silvio aveva capito “ponta”, che in portoghese significa “ala” e in effetti, quello era il ruolo in cui sapeva esprimersi. Così, schierato al centro dell’attacco, il ragazzo non toccò palla e dopo una manciata di presenze scivolò malinconicamente in panchina, in tribuna e poi direttamente a casa. Di lì, fu solo leggenda metropolitana: avvistato come gelataio, attore porno, pizzaiolo, di lui si persero le tracce. In realtà Luis Silvio continuò a giocare a calcio, spendendo in Brasile un’onesta carriera. Così, nel 2007, si raccontò alla Gazzetta dello Sport: «Sono stufo delle sciocchezze che voi italiani scrivete su di me. Il mio secondogenito, Lucas … ogni volta che su “Google” digita “Luis Silvio Danuello” è sommerso dalle bugie sul conto di suo padre … Quel che mi offende, invenzioni a parte, è che si parli di me come se fossi stato scarso. Nel ’79 venni eletto calciatore rivelazione del Brasile. Ho giocato in club di primo livello: Palmeiras, Ponte Preta, Botafogo di Riberao Preto”. Sia fatta giustizia, allora, a Luis Silvio.

In quel campionato, nonostante un discreto avvio che l’aveva proiettata al sesto posto, la Pistoiese retrocesse con qualche giornata di anticipo, totalizzando 6 vittorie, 4 pareggi e 20 sconfitte. Il successo più importante fu quello ottenuto a Firenze, nel derby toscano con la Fiorentina: 1 – 2 , reti di Badiani, Antognoni (F) e Rognoni. (VEDI VIDEO ).

E a proposito di Fiorentina – Pistoiese, detto dell’oggetto misterioso Luis Silvio e della meteora Pistoiese, rammentiamo un altro episodio storico, avvenuto durante un Fiorentina – Pistoiese del 27 ottobre 1954. Allo Stadio Comunale di Firenze si sta disputando una gara del campionato riserve (competizione dell’epoca, non più esistente) quando alle 14.20, nel cielo di Firenze appaiono numerosi oggetti volanti non identificati. Di fronte allo sgomento dello Stadio, l’arbitro è costretto a interrompere la partita. Chissà, forse erano davvero degli alieni. Magari venuti a riprendersi Luis Silvio Danuello, con qualche anno di anticipo.

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Nasce nel 1972 a Roma, dove vive, lavora e tifa Fiorentina. Come Eduardo Galeano, ritiene che per spiegare a un bambino cosa sia la felicità, il miglior modo sia dargli un pallone per farlo giocare. Email: pchichierchia@mondosportivo.it