Il calcio che non vedi – La diagonale difensiva della Juve, l’unione del Santa Fé

Nuova puntata della rubrica Il calcio che non vedi… Questa settimana vogliamo concentrarci maggiormente su quella che è la fase difensiva e i movimenti tecnico-tattici che riguardano tale fase. Per fare ciò, come di consueto ci sposteremo nel tempo e nello spazio viaggiando attraverso Italia, Europa e Sudamerica alla ricerca degli spunti migliori e degli episodi più esemplificativi di questa settimana calcistica.

Partiamo allora con l’analisi di un paio di episodi andati in scena proprio nella nostra penisola nell’anticipo della ventisettesima giornata di Serie A giocato al San Paolo tra le prime della classe Napoli e Juventus. Napoli-JuveIl primo episodio arriva in pieno primo tempo quando un lancio lungo pesca Vidal in posizione regolare, il cileno è abile ad agganciare la palla e a servire Vucinic alla sua sinistra che poi si divora un gol che sembrava già fatto. In questa occasione i difensori, colti impreparati dal lancio si precipitano giustamente su Vidal; l’errore difensivo più che della retroguardia vera e propria è, infatti, del centrocampo azzurro: Vucinic viene lasciato completamente solo mentre Behrami e Inler restano a guardare con un timido tentativo di recupero di quest’ultimo.

Il secondo episodio notevole riguarda, invece, la buona fase difensiva mostrata, nel secondo tempo dello stesso match dalla retroguardia bianconera. Ancora Behrami recupera un pallone e serve Inler che scambia con Hamsik; a questo punto Bonucci gli si fa incontro a tamponare lo sviluppo dell’azione mentre Barzagli e Chiellini chiudono con un’ottima diagonale difensiva il centro dell’area costringendo Hamsik alla conclusione – comunque pericolosa – da fuori. Dal video si può vedere inoltre come anche lo stesso Peluso si stesse accentrando in fase di copertura al momento del tiro.

http://www.youtube.com/watch?v=TttFZAEmcxo&list=UUBJeMCIeLQos7

Fase difensiva che si rivela spesso decisiva e, se lo si nota poco quando viene eseguita nel migliore dei modi, si rende ben evidente quando viziata da errori grossolani. Scendiamo di un piano e andiamo ad Empoli dove è atteso il Varese per la ventinovesima giornata di Serie B. La partita termina con una vittoria netta dei padroni di casa per 3-1, vittoria che possiamo certo dire regalata dalla disattenzione della difesa avversaria; il terzo gol dei toscani origina da una bella apertura sulla destra di Saponara mentre il secondo è dovuto al clamoroso errore di Marino che, ultimo uomo della difesa, perde palla regalandola a Maccarone che firma la doppietta. Ciò che invece più interessa da un punto di vista globale dell’assetto difensivo è la situazione da cui nasce il gol dell’1-0 in favore dei padroni di casa: all’origine troviamo ancora Saponara in possesso di palla sull’out di sinistra, il quale si accentra e serve in mezzo in direzione di Maccarone; l’assurdo è che in area possiamo contare quasi sette maglie bianche contro gli appena tre giocatori dell’Empoli, eppure – strano ma vero – la difesa del Varese si addormenta e la palla giunge proprio dalle parti di Maccarone che anticipa l’uscita di Bressan e deposita in rete.

Le difficoltà nel trovare un assetto difensivo equilibrato e soprattutto nel mantenerlo quando si subisce un attacco da parte degli avversari non risparmiano nemmeno il Boca Juniors che a sorpresa Union Santa Féperde in casa contro l’Union Santa Fé nella gara del Torneo Final giocata domenica in Argentina. Il merito è certo in gran parte degli avversari, abilissimi a penetrare la retroguardia del Boca ma qualcosina in più i difensori di casa potevano certo farla. L’azione oggetto delle nostre attenzioni è quella che porta gli ospiti in vantaggio al 26′ grazie alla splendida combinazione di Lizio e Franzoia e alla conclusione in porta del primo. Lizio si accentra con la palla e poi con un brusco cambio di direzione evita l’avversario che era corso a pressarlo; a questo punto il portatore di palla, vistosi raddoppiato da un centrocampista del Boca, è abile e intelligente nel passare la palla a Franzoia, il quale stoppa la palla e la serve subito in profondità per lo stesso Lizio che conclude poi in porta battendo il portiere con un bel pallonetto. Non può non risultare evidente la staticità della difesa dei padroni di casa, immobile prima nel contrastare il movimento accentrante di Franzoia, immobile poi nel lasciare Lizio libero di scattare in profondità, raccogliere la palla e avere persino il tempo di fare una finezza – in particolare da quella posizione decentrata – come il pallonetto.

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Nasce nel 1986 a Terni. Nel 2010 consegue la laurea in Lettere. La passione per il calcio, unita a quella per la scrittura e per la linguistica lo portano ad avventurarsi nel campo del giornalismo sportivo. Email: dgubbiotti@mondosportivo.it