Russia, finisce in parità tra Zenit e Anzhi

In uno stadio Petrovskij completamente vuoto, per via della squalifica che ha costretto lo Zenit a giocare gli scontri con le dirette rivali a porte chiuse, la squadra di San Pietroburgo trova un altro 1-1 che, come quello del CSKA, lascia grossi rimpianti per la (ora complessa) rimonta in campionato. Nell’altro posticipo lo Spartak passa a sorpresa nella gelida Kazan.

DIFESA A 5?-Spalletti sceglie di proporre una formazione molto coperta, con l’inserimento contemporaneo di cinque difensori; la retroguardia infatti è formata da Anyukov, Yanbaev, Bruno Alves, Hubocan e Lombaerts. Non si rivelerà una scelta felice, come dimostra il gol del vantaggio degli ospiti: Anyukov tiene approssimativamente Zhirkov che può crossare da distanza ravvicinata, Joao Carlos è completamente dimenticato da Bruno Alves e di testa può battere Malafeev. Le difficili condizioni di gioco accentuano la sterilità del gioco offensivo dello Zenit, che fatica a trovare gli spazi necessari e trova in Hulk l’uomo più spento dei suoi. Al 40′ entrataccia di Diarra: il rosso sarebbe il minimo, ma il franco-maliano viene graziato e soltanto ammonito.

ZYRYANOV MANTIENE IN CORSA LO ZENIT-Ridimensionate le idee iniziali, Spalletti azzecca il cambio di Bystrov con Bruno Alves. L’ex Spartak Mosca ravviva la manovra e con la sua velocità mette in difficoltà i muscolari difensori avversari. Le prime occasioni della ripresa sono però di stampo ospite: al 47′ Eto’o a tu per tu con Malafeev strozza il suo tiro, mentre al 63′ Traorè con un movimento bellissimo trova la giretta perfetta, ma il palo dice no. Al 65′ Hulk si gira sul destro, ma il suo tiro è debole. Tocca quindi ad uno dei giocatori più esperti della squadra, Kostantin Zyryanov, mantenere in vita le speranze dello Zenit; ma gran parte dei meriti del suo gol sono da attribuire ad Anyukov, autore di una giocata di classe che mette davanti alla porta il suo compagno. Nel finale poco da segnalare, se non alcune decisioni rivedibili dell’arbitro Layushkin: Diarra commette un fallo tattico a centrocampo, ma non riceve il secondo giallo; Samba ferma un azione di gioco con la mano, ma l’arbitro non ravvisa alcunchè. In compenso lo stesso direttore di gara non ci pensa su due volte a mandare fuori il capitano dello Zenit, Miguel Danny, reo di aver detto qualche parolina di troppo. Finisce 1-1, festeggia il CSKA: ma il campionato è ancora lungi dall’essere deciso e, mai come quest’anno, rimarrà in bilico fino all’ultimo giro di lancette.

MCGEADY!!! E IL RUBIN TRACOLLA-Una sfida difficile in tutti i sensi quella che si giocava al Tsentralnyj Stadion di Kazan. Difficile per le condizioni climatiche, che nell’immediata vigilia dell’incontro avevano fatto pensare anche all’ipotesi rinvio, e difficile per il momento no sia del Rubin che dello Spartak. Per i Tartari più che una crisi di risultati bisogna parlare di una crisi di spogliatoio, con i casi Tore e Eduardo che hanno messo in discussione anche un maestro come Berdyev. Il gol decisivo è di McGeady, bravo a sfruttare uno spunto di Jurado che grazie un intervento mancato da Sharonov raccoglie il lancio di Bryzgalov, salta Bocchetti e serve l’assist allo scozzese.

RUBIN KAZAN-SPARTAK MOSCA 0-1 60′ McGeady

ZENIT SAN PIETROBURGO-ANZHI MAKHACHKALA 1-1 24′ Joao Carlos (A), 66′ Zyryanov

Il campionato ora tornerà il 10 marzo, mentre le squadre impegnate in Europa League saranno logicamente in campo tre settimane prima. Ma Mondopallone.it continuerà a trattare di calcio russo durante questa pausa con rubriche e speciali, per cui continuate a seguirci!

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Grande appassionato di calcio russo, tifoso dello Zenit San Pietroburgo. Estimatore del calcio giocato nei luoghi meno nobili e più nascosti, preferirebbe vedere un Torpedo-Alaniya rispetto a uno Juventus-Milan. Email: mbraga@mondosportivo.it