Esclusiva Mp – Derby di Genoa, Francioso: “Contro la Samp non ho mai perso. E’ la partita più bella d’Italia”

Quando un tifoso del Genoa pensa al derby con la Sampdoria, uno dei primi nomi che gli viene in mente è quello di Cosimo Francioso. Bomber rossoblu dal 98 al 2002, con ben 65 reti in 132 partite, l’attuale allenatore del Brindisi non ha mai perso nelle stracittadine della Lanterna. Impossibile non chiedergli un parere sulla sfida di domani.

Mister Francioso, Genoa-Sampdoria è una partita che lei conosce benissimo. Come la viveva da calciatore?

Durante la settimana la tensione mi divorava. Ho sempre avuto un rapporto stupendo con i tifosi del Genoa e ci tenevo a non deluderli. Il derby è una partita che comincia già ad agosto, quando stilano i calendari. 

4 novembre 2001: una sua punizione regala la vittoria ai grifoni. E’quello il derby che ricorda con più emozione?

In linea di massima sì, anche se ci tengo a sottolineare che in sei partite contro la Sampdoria non ho mai perso e quindi le ricordo tutte con gioia. Però quel 4 novembre provai delle sensazioni indescrivibili.

Perché è una stracittadina diversa rispetto alle altre?

Perché è la più bella d’Italia. Perché le tifoserie, in particolare quella del Genoa (ride n.d.r.) sono splendide e la cornice del Marassi è la migliore possibile per una sfida del genere.

Le due squadre arrivano da un periodo nero: chi perde è nei guai?

Domanda difficile. Per scaramanzia preferirei non dire nulla, ma affermo solo che non dobbiamo lasciarci ingannare dalla classifica. Certamente attraversano entrambe una fase di crisi, soprattutto il Genoa, ma la cosa più brutta sarebbe tenersi il tarlo di una sconfitta fino al derby di ritorno. 

Recuperando gli indisponibili, penso in primis a Vargas e Borriello, la sostanza dei rossoblu cambierebbe di molto?

L’assenza di Borriello è pesantissima: stiamo parlando di un campione, di un centravanti che fa reparto da solo. Immobile è bravo ma è alla prima esperienza in serie A. Se rientrasse il compagno, il primo a trarne giovamento sarebbe lui. L’importante, però, è non accampare scuse. Domani bisogna vincere senza se e senza ma.

Come se la passa sulla panchina del Brindisi?

Bene, sono a casa. Siamo decimi in classifica e sinceramente ci aspettavamo qualcosina in più, ma la rosa a mia disposizione è giovanissima e può solo crescere. Per quest’anno pensiamo a consolidarci: nel prossimo campionato punteremo al salto di categoria.

 

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Scrive per "Il Quotidiano della Calabria" e "Il Crotonese". Classe '92 ma già con una discreta esperienza alle spalle: ha collaborato con diversi siti internet e anche con la romana Radio Ies. Tra i superstiti del primo MP.