Esclusiva Mp – Derby di Roma, Lanna: “Quel giorno che mi crollò il mondo addosso…”

Marco Lanna è uno che di derby se ne intende, nel bene e nel male. L’ex difensore di Roma e Sampdoria, sotto l’ombra del Colosseo per quattro stagioni, ha vissuto diverse stracittadine durante la sua permanenza nella Capitale. Il 18 febbraio 1996 fu protagonista di uno sfortunato episodio che sancì la vittoria della Lazio allenata da Zeman: un suo tocco di mani in area di rigore, infatti, permise a Giuseppe Signori di portare in Paradiso il popolo biancoceleste.

Marco, come ci si sente in quei momenti?

Lì per lì non mi accorsi di nulla. In campo pensai addirittura che l’arbitro avesse fischiato fallo a mio favore. Per il resto della partita rimasi concentrato, perché non  potevo fare altrimenti, poi al termine del match mi crollò il mondo addosso. Solo a mente fredda capisci cosa un tuo errore significhi per una tifoseria intera.

I derby con la Lazio, però, le hanno regalato anche belle soddisfazioni…

Come sempre avviene nel calcio, basta una singola partita per sancire il rovescio della medaglia. Per fortuna quando penso al derby, il primo ricordo che mi viene in mente è il 3 a 0 del 94, con Mazzone in panchina. Fu una grandissima gioia, il mister non stava più nella pelle.

Come viveva la settimana antecedente al match?

Con molta tranquillità, cercando solo di lavorare bene e con concentrazione. A Roma, soprattutto in occasione dei derby, gli eventi sono amplificati a dismisura dalle radio e dai giornali. Se ti fai coinvolgere troppo, rischi di arrivare scarico alla partita.

Ha giocato anche la stracittadina di Genova: quali le differenze?

Il derby romano è il massimo per quanto riguarda l’atmosfera che precede l’incontro e per il numero di persone che coinvolge. Però, a dire il vero, dentro al campo sentivo molta più pressione a Marassi: avere i tifosi attaccati è qualcosa di elettrizzante, purtroppo all’Olimpico non è possibile.

Lazio-Roma è anche Klose contro Totti…

E’naturale che sia così. Klose è l’unica punta di caratura mondiale a disposizione dei biancocelesti: basta la sua sola presenza per mettere pressione sui difensori avversari. Totti, a parte il peso simbolico che ha sempre avuto, sta dimostrando di essere il migliore anche sul campo. Il capitano giallorosso garantisce un mix di classe ed esperienza: con lui i compagni si sentono al sicuro.

Quali prospettive intravede per il campionato di entrambe?

Le inserisco nella lotta selvaggia per il terzo posto, assieme a Napoli, Fiorentina e forse Milan. C’è molto equilibrio: a mio avviso se la giocano tutte alla pari.

Un pronostico per domenica?

Nel mio cuore c’è la Roma, ma vedo la Lazio favorita. I biancocelesti sono una formazione facilmente inquadrabile, sappiamo cosa aspettarci da loro. Se dimenticheranno la sconfitta di Catania, allora faranno una grandissima partita. Quella di Zeman è invece una squadra strana, può stravincere così come perdere 4 a 0. Potenzialmente è fortissima, se rende in base alle proprie qualità ce n’è per pochi.

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Scrive per "Il Quotidiano della Calabria" e "Il Crotonese". Classe '92 ma già con una discreta esperienza alle spalle: ha collaborato con diversi siti internet e anche con la romana Radio Ies. Tra i superstiti del primo MP.