Cronache dalla Russia: l’immobilità dello Zenit

Manca davvero poco alla chiusura del mercato, che sarà il 6 settembre nonostante entro stasera si bisogni consegnare le liste per la Champions League, e lo Zenit non ha ancora messo a segno nessun colpo. Tante voci, come al solito, da Hulk a Nani, passando per i vari Berbatov, Papadopoulos. Ormai l’immobilità dello Zenit nelle trattative non fa notizia: da squadra che comprava poco ma bene si è passati a una società che non compra del tutto. E chissà come la prenderà Spalletti, al quale erano stati promessi 2-3 rinforzi.

Non è una questione di qualità della rosa, bensì di numero. L’infermeria è piena, e la panchina dello Zenit col Rubin era talmente giovane che Spalletti ha preferito non fare alcun cambio. Nellle ultime quattro finestre di mercato è arrivato solo Criscito, che a differenza di Rosina si è rivelato un grande colpo, e la minestra riscaldata Arshavin. Un po’ poco forse per una squadra che vuole giustamente ambire in alto, dopo gli ottavi di Champions League dello scorso Febbraio.

Sono comunque arrivati due “acquisti” dall’infermeria che possono dare la scossa: Kerzhakov è rientrato col Mordoviya e ne ha già fatti due, a dimostrare la sua decisività incredibile e non solo. Miguel Danny è tornato ad allenarsi col gruppo dopo sei mesi di stop: difficile stabilire il suo rientro, però è già una buona notizia. Il girone di Champions non appare impossibile, non passare sarebbe un fallimento.

Discorso diverso invece per lo Spartak, che può lottare per la seconda piazza. Il Benfica è molto forte, il Celtic è ostico, ma nessuno è mai felice di incontrare i Myaso, che si sono dimostrati arcigni a Istanbul e hanno meritato di giocarsi altre sei partite in Champions League. Non malissimo nel complesso anche il sorteggio in Europa League. L’Anzhi ha l’organico per giocarsela con chiunque e poteva pescare peggio; il Rubin dovrebbe passare in carrozza, se così non fosse sarebbe solo demerito suo.

Intanto arriva la tanto criticata nazionale, che se la vedrà contro Irlanda del Nord e Israele per le qualificazioni al Mondiale 2014. E’ già vietato fallire. Le convocazioni di Capello hanno suscitato clamore, poichè alcuni big o presunti tali sono stati esclusi. Pugno di ferro probabilmente giusto, anche se alcune scelte non convincono. Vada per Arshavin, una totale incognita per il nuovo corso russo e che non gioca con continuità nel suo club, ma Zhirkov era da chiamare. E Pavlyuchenko dopo la mancata convocazione ha risposto con una prestazione da urlo nel derby contro la sua ex squadra, lo Spartak, segnando la rete del decisivo 2-1. Dentro invece Zyryanov, mediano di qualità ed esperienza incredibile, ma che forse a 35 anni non può essere la base della rifondazione russa verso il Mondiale casalingo del 2018.

Un week end a suon di nazionali, per poi rituffarci nel campionato, dove le due capoliste Zenit e Terek si affronteranno per regalarci una sfida entusiasmante in un sabato da urlo, con Kuban-Spartak e Lokomotiv-Rubin. E a Rostov vedremo se la Dinamo proseguirà la sua crisi nerissima o meno…

Condividi
Grande appassionato di calcio russo, tifoso dello Zenit San Pietroburgo. Estimatore del calcio giocato nei luoghi meno nobili e più nascosti, preferirebbe vedere un Torpedo-Alaniya rispetto a uno Juventus-Milan. Email: mbraga@mondosportivo.it