Verso Euro 2012: l’Inghilterra

Continua il nostro percorso verso gli Europei del 2012. Lunedì, mercoledì e venerdì, Mondopallone.it vi offre la possibilità di conoscere a fondo le nazionali che parteciperanno alla rassegna continentale in Polonia e Ucraina. Analisi approfondita, pregi e difetti tecnici e tattici insomma, tutto ciò che c’è da sapere sulle 16 squadre qualificate alla fase finale. Quattro gironi, il turno oggi è dell’Inghilterra, si conclude il 28 maggio con la Francia. Buon viaggio e buon divertimento…

INGHILTERRA

Gli inventori del calcio si accingono a partecipare per l’ottava volta alla massima competizione continentale per rappresentative nazionali. Nonostante si tratti della compagine più antica della storia di questo sport, l’Inghilterra non è riuscita quasi mai a lasciare un segno tangibile riuscendo a ottenere il successo finale solamente nei Campionati del mondo del 1966, in cui erano i padroni di casa, un terzo posto nell’edizione dei Campionati europei del 1968, vinti dall’Italia, e una semifinale, della stessa competizione, nel 1968 quando dovettero inchinarsi alla Germania che vinse ai calci di rigore.

Questo non sembra sicuramente essere l’anno del rilancio delle ambizioni del movimento calcistico inglese per diversi motivi: il primo riguarda il cambio della conduzione tecnica con il passaggio travagliato da Fabio Capello (dimissionario l’8 febbraio di quest’anno a seguito della decisione della FA di togliere la fascia da capitano a John Terry dopo l’accusa d’insulti razzisti rivolti al calciatore del QPR Anton Ferdinand) a Roy Hodgson; il secondo va ricercato in alcune scelte drastiche nelle convocazioni dello stesso ex manager del WBA, come la decisione di lasciare a casa i difensori Rio Ferdinand, Micah Richards e Kyle Walker e gli attaccanti Peter Crouch e Darren Bent.

Oltretutto, il neo CT inglese, in un girone eliminatorio ricco d’insidie con Francia, Svezia e i padroni di casa dell’Ucraina, dovrà fare a meno, per le prime due giornate, di Wayne Rooney squalificato a seguito dell’espulsione rimediata nella partita contro il Montenegro.

LA DIFESA (voto: 6,5)

L’assenza di un pilastro come Rio Ferdinand e di buone alternative sugli esterni potrebbe rappresentare un serio problema per la tenuta difensiva inglese. In porta dovrebbe partire titolare il fresco campione d’Inghilterra Joe Hart (Manchester City, 19.04.1987), buon portiere ma che ancora deve dimostrare le sue qualità in campo internazionale. Gli altri due estremi difensori convocati sono Robert Green (West Ham, 18.01.1980) e John Ruddy (Norwich City, 24.10.1986), che non rappresentano sicuramente una garanzia tra i pali.

Sugli esterni di difesa dovrebbero trovar spazio Ashley Cole (Chelsea, 20.12.1980) a sinistra e Glen Johnson (Liverpool, 23.08.1984) a destra. La coppia difensiva centrale dovrebbe essere quella composta da Joleon Lescott (Manchester City, 16.08.1982), protagonista di una strepitosa annata col City, e John Terry (Chelsea, 07.12.1980) che, nonostante le accuse di razzismo che hanno destabilizzato l’ambiente inglese e l’espulsione ricevuta nella semifinale di Champion’s League contro il Barcellona, dovrebbe avere il posto da titolare assicurato. Si tratta, quindi, di un reparto difensivo complessivamente discreto che, però, manca di un trascinatore, di un fuoriclasse assoluto capace di prendere in mano la situazione nei momenti di difficoltà.

Completano il reparto: Leighton Baines (Everton, 11.12.1984), Gary Cahill (Chelsea, 19.12.1985) e Phil Jones (Manchester United, 21.02.1992).

IL CENTROCAMPO (voto: 7)

Il centrocampo è certamente il punto di forza della nazionale inglese. Dalle convocazioni si evince che le fasce esterne saranno il fulcro del gioco della nazionale dei tre leoni, caratterizzato da due ali molto veloci come Theo Walcott (Arsenal, 16.03.1989) a destra e Ashley Young (Manchester United, 09.07.1985) a sinistra favoriti per i posti da titolari. Al centro del reparto centrale ci sarà sicuramente il capitano Steven Gerrard (Liverpool, 30.05.1980), affiancato da Gareth Barry (Manchester City, 23.02.1981) che costituiranno la diga davanti la difesa, senza però disdegnare le incursioni in fase offensiva, essendo entrambi dotati di buone capacità d’inserimento e di un ottimo tiro dalla medio-lunga distanza.

A sorpresa compare tra i nomi dei 23 convocati quello di Alex Oxlade-Chamberlain (Arsenal, 15.08.1993), giovane ala sinistra di grandi qualità fisiche e tecniche ma che, in questa stagione, ha collezionato solamente 16 presenze in Premier League.

Completano il reparto: Stewart Downing (Liverpool, 22.07.1984), Frank Lampard (Chelsea, 20.06.1978), Scott Parker (Tottenham, 13.10.1980), James Milner (Manchester City, 04.01.1986).

L’ATTACCO (voto: 6,5)

Il reparto offensivo della nazionale inglese è un enigma. Hodgson dovrà fare a meno di Wayne Rooney (Manchester United, 24.10.1985) nelle sfide contro Francia (11/06) e Svezia (15/06) e dovrà fare le sue scelte tra Andy Carroll (Liverpool, 06.01.1989), autore di una stagione non esaltante con sole 4 reti in 35 presenze in campionato, Jermaine Defoe (Tottenham, 07.10.1982), autore di 11 reti in campionato e 3 in Europa League, e Danny Welbeck (Manchester United, 26.11.1990) giovane attaccante che ha realizzato 9 reti in campionato e 2 in Champion’s League. Quindi, per le prime due giornate mancherà il vero e proprio bomber della squadra e lo spettro di un ritorno a casa prematuro fa tremare i tifosi inglesi.

LA STELLA

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Wayne Rooney

Croce e delizia, genio e sregolatezza. Questo è Wayne Rooney. L’unico vero e proprio attaccante inglese, autore di 34 reti in 43 partite stagionali, rischia di aver vanificato la rincorsa dell’Inghilterra ai vertici del calcio europeo per aver scalciato il difensore montenegrino Miodrag Dzudovic durante l’ultima partita del girone di qualificazione. Salterà i primi due incontri, sicuramente i più suggestivi e quelli maggiormente indicativi per il percorso della propria nazionale. Tornando al Rooney calciatore, va sicuramente sottolineata la sua duttilità tattica e il suo spirito di sacrificio, doti che hanno contraddistinto l’intera carriera di un giocatore che è ai vertici del calcio mondiale da molti anni nonostante abbia solamente 26 anni. Tutto il popolo inglese spera che  la stella di Liverpool possa dare il suo contributo alla causa, anche perché questo vorrebbe dire che l’Inghilterra sarà andata avanti e non si sarà fermata di fronte ai primi ostacoli.

IL COMMISSARIO TECNICO

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Roy Hodgson (64 anni)

Potremmo definirlo come un uomo d’esperienza, un uomo di mondo, ma sicuramente non un vincente. La sua carriera è stata un girovagare per l’Europa, ma ha lasciato il segno solamente in campionati “minori”: quattro Campionati svedesi, due con l’Halmstad (1976, 1979) e due con il Malmö FF (1986, 1988); due Coppe di Svezia con lo stesso Malmö FF nelle stesse due annate della vittoria in campionato; un Campionato danese e una Supercoppa di Danimarca con il Copenaghen nel 2001. Questi successi sono stati intervallati da lunghi periodi di mediocrità e delusioni per le molte squadre, come Inter, Udinese, Liverpool, Blackburn e diverse nazionali come la Svizzera, gli Emirati Arabi e la Finlandia che non sono riusciti a spiccare il salto di qualità con Hodgson in panchina. A livello internazionale è riuscito solamente una volta a giungere in fondo a una competizione: nel 2009/2010 quando, in Europa League, la cavalcata del suo Fulham si è interrotta solamente nella finale giocata (e persa per 2 a 1 ai tempi supplementari) all’Imtech Arena di Amburgo contro l’Atletico Madrid. Vedremo come riuscirà a cavarsela in questa esperienza che sarà, molto probabilmente, la più difficile della sua lunga carriera.

FORMAZIONE TIPO (4-4-2)

Hart; Cole, Terry, Lescott, Johnson; Young, Gerrard, Barry, Walcott; Defoe, Welbeck (Rooney).

VOTO GLOBALE SQUADRA: 6.5
God save the Queen… e la nazionale inglese. L’Inghilterra si presenterà ai Campionati Europei con troppe incognite che, con altissima probabilità, non le consentiranno di lottare alla pari con le favorite Germania, Spagna e Olanda. La confusione derivata dall’addio di Fabio Capello, l’indecisione della FA nella scelta del successore, le scelte discutibili di Hodgson, un girone molto complicato e la squalifica della stella Rooney sono un mix che potrebbe aver distrutto tutto quello che si era cercato di creare dopo la delusione delle qualificazioni agli europei del 2008. Nel calcio si sa che il pallone è tondo e che tutto può accadere, ma pronosticare l’Inghilterra tra le prime quattro nazioni del Vecchio Continente è un’impresa ardua e solo per veri temerari. Potrebbe trattarsi di un nuovo inizio, oppure solamente di un’altra occasione persa per tutti i tifosi inglesi.

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Nato a Roma il capodanno del 1988, è laureato in Informazione, editoria e giornalismo presso l'Università Roma Tre. Ha collaborato con corrierediroma.it e con l'Ufficio attività sportive dell'Università Roma Tre in veste di inviato sul campo.