ESCLUSIVA MP- Sannino: “Palermo grande piazza”

Dopo aver portato il Varese dalla Seconda Divisione alla B in soli due anni, Beppe Sannino, persona modesta ma sicura di se, è approdato, seppur in ritardo nel calcio che conta. Lo ha fatto grazie al Siena, squadra che ha allenato nella stagione appena conclusa e con la quale ha ottenuto, oltre alla salvezza, un traguardo storico come quello della semifinale di Coppa Italia. Il tecnico, nativo di Ottaviano (provincia di Napoli, ndr) ha parlato in esclusiva ai microfoni di Mondopallone.it raccontandoci come lui ha vissuto questo salto di qualità:

Si è mai chiesto come mai un allenatore così bravo e preparato come lei si è affacciato un po’ tardi nel calcio che conta?

Io mi sono affacciato in serie A per quello che è il mio destino. Vuol dire che dovevo arrivarci adesso qui.

Molti dicono che il suo 4-4-2 è di stampo “sacchiano”. Ha veramente studiato il calcio di Sacchi?

Io credo che ognuno parte con delle idee, che sicuramente avrai visto da qualcuno ma fondamentalmente una squadra è sempre ispirata al carattare e alla personalità dell’allenatore perciò i numeri li lascio agli altri, quello che importa è l’interpretazione del modulo.

Dal 2008 ad oggi ha fatto grandi cose portando prima il Varese dalla C2 (ora Lega Pro Seconda Divisione) alla B e poi il Siena in semifinale di Coppa Italia.

Io personalmente le ho vissute giorno per giorno e non me ne sono mai accorto, me ne accorgo alla fine di aver fatto cose importanti perchè vedo la gente felice ma io purtroppo sono una persona che non riesce a rendersi conto di quello che fa perchè vivo di calcio ventiquattro ore su ventiquattro e penso sempre avanti. Sicuramente è cambiato qualcosa nella mia vita, e sarei un ipocrita a non dirlo, però so come è fatto il calcio e non mi esalto, sto sempre sul chi va là, cerco di ricordarmi le cose negative e non quelle positive perchè così si migliora.

Dopo aver fatto un excursus della sua carriera, parliamo del futuro: c’è il Palermo alle porte, lei è pronto per una nuova avventura?

Io in tutti i miei lavori non parto mai con delle certezzezze, queste le si hanno solo ad obiettivo raggiunto. Non sono nella situazione di dire dove andrò la prossima stagione, dipende dal Siena, ma se allenerò il Palermo sicuramente sarò lusingato ed entusiasta perchè è una città di grande calcio, è una città passionale.

Lei ha detto delle cose vere, Palermo è una città calorosa e con un grande tifo. Ma c’è anche un presidente che pretende molto. Lei crede di poterci convivere?

Io credo che si potrà parlare delle persone quando si conoscono, in questo momento non posso dire niente, non giudico.

L’ultima domanda è legata al futuro di Mattia Destro: ha fatto una grande stagione, come il suo Siena, è pronto per una big?

Io mi auguro che il suo sia un futuro radioso pari all’onestà e alla lealtà di questo ragazzo che ha ampi margini di miglioramento, quello che abbiamo visto non è il vero Destro, ha doti che secondo me nemmeno lui sa di avere. Gli auguro di potersi confrontare con i grandi campioni e cercare di apprendere tanto, a prescindere dall’allenatore che lui avrà.

Siena ringrazia, Palermo freme per il possibile arrivo di un allenatore capace di grandi gesta. Dal ’90, anno in cui ha esordito come tecnico su una panchina, sono passati quasi 5 lustri affinchè questo signore potesse raccontare ai nipotini di aver allenato in Serie A, beh, meglio tardi che mai..

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"Il calcio è l'ultima rappresentazione sacra del nostro tempo" (Pasolini). Siciliano trapiantanto a Milano, studia Scienza della Comunicazione allo IULM. Ha collaborato con il Giornale di Sicilia, Teleacras e Milannews.