Home » No-Flying Dutchman

Mi perdoni la leggenda del veliero fantasma, non voglio andare a risvegliare storie antiche di navi e oceani. Il titolo, però, mi è sempre garbato, e pure parecchio: “L’Olandese volante”. Il vascello che circumnaviga i mari del nord Europa, la nave governata e guidata da fantasmi, e poi, la storia che si tramanda, e arriva fino ai giorni nostri.

Ora, con la testa rivoltà alla leggenda, è dura parlare di calcio, lo so. Ma proviamo a farlo, e caliamoci in un altro tipo di leggenda, quella – per adesso – sconfessata. Olandese pure lui, volante un po’ meno. Clarence: qui sono dolori. Il tuo veliero non decolla, nonostante la tua “cura”. Dovevi far dimenticare Allegri, c’è qualcuno che addirittura osa dire che lo stai facendo rimpiangere. Ovvio, è assolutamente esagerato dire ciò: i miracoli non si fanno in pochi giorni, e risollevare – soprattutto psicologicamente – questo Milan non è certamente la cosa più facile che ci sia.

Il mercato, inoltre, ha portato un po’ di talento: Honda non è male, Taarabt ha la sua buona dose di qualità, Essien e Rami rinforzi utili soprattutto sotto il punto di vista dell’esperienza. Rinforzi utili, certo, ma comunque non così “di spessore” per effettuare quel salto di qualità che la tifoseria richiede. E quando non si fa il balzo decisivo con il mercato, la palla passa all’allenatore, che deve fare di necessità virtù e trovare il bandolo della matassa. Ecco: Seedorf ci sta provando, ma no, non ci sta riuscendo. Fuori dalla Coppa Italia, più dolori che gioie in campionato, ventinove punti finora conquistati, un gioco che non si vede, tanti punti interrogativi, fin troppo poco spazio dato ai giovani (Cristante, lui: baby-fenomeno, ora che il Milan vive una stagione di transizione, andrebbe lanciato, per come la penso).

L’ultimo melodramma, il pareggio con il Torino. Un pareggio… di rimonta, addirittura. Il Toro ha provato a incornare il Diavolo, che alla fine ha evitato il pollice verso solo grazie al destro di Rami. Ha evitato la sconfitta, ma non i fischi di San Siro: manovra lenta, poche idee, centrocampo spento. Seedorf, qua la situazione è delicata. Caro olandese, qua tocca ritornare “volante”. Al più presto.