“Io e Sinner contro Coello e Tapia a padel? Vinciamo noi, senza dubbio”. Carlos Alcaraz lo dice con il sorriso di chi scherza ma neanche troppo: battuto nei giorni scorsi nel Masters 1000 di Miami da Sebastian Korda, lo spagnolo è rimasto a Miami, e prima di tornare in Europa si è goduto lo spettacolo del padel. Accolto dal presidente della FIP Luigi Carraro, dal CEO di Premier Padel David Serrahima e dalla leggenda Fernando Belasteguin, direttore del Miami Premier Padel P1, Alcaraz è tornato al Convention Center per il secondo anno consecutivo e salutato tanti amici.
L’abbraccio con Agustin Tapia e Arturo Coello, poi quelli con Mike Yanguas e Franco Stupaczuk, prima di assistere ai match seduto in prima fila in tribuna autorità accanto al presidente Carraro. “Anche io mi sto avvicinando al padel ultimamente – dice il numero 1 del tennis mondiale –. Bastano pochi giorni di allenamento e…”. “E batterai tutti”, gli risponde scherzando Carraro.
Ma chi sarebbe secondo Alcaraz il tennista più difficile da affrontare a padel? “Sicuramente qualcuno con un buon tocco, per esempio Dimitrov. Ma anche Zverev, forse anche lui per via dell’altezza, con i suoi smash”. E nel padel? “Nel padel tutti”. Anche se, c’è da starne certi, Alcaraz se la caverebbe anche con la pala: il padel gli piace e lo diverte, lo aveva visto dal vivo per la prima volta proprio un anno fa a Miami e ha voluto fare il bis.