Al via la Super League svizzera: Young Boys in pole position

In questo fine settimana, prenderà il via la Credit Suisse Super League svizzera, che seguiremo con attenzione anche quest’anno, pubblicando ogni lunedì il resoconto settimanale. Naturalmente, come di consueto, particolare attenzione verrà prestata alla stagione del FC Lugano, che seguiremo dal vivo già da domenica prossima, alla partita d’esordio contro il Sion, in casa a Cornaredo.

Abbiamo già scritto, in settimana, a proposito dei bianconeri ticinesi, della conferenza stampa di presentazione della stagione che sta per iniziare. Oggi, quindi, ci dedicheremo alle altre compagini. Tuttavia, prima di iniziare, vi daremo le novità sulla formula del campionato.

Due sono infatti le cose importanti da ricordare. Prima di tutto, nel massimo torneo non ci saranno retrocessioni dirette. L’ultima dovrà giocare lo spareggio contro la terza di Challenge League, da dove saliranno due squadre, per creare il torneo a dodici compagini della prossima stagione, secondo la nuova formula. Inoltre, il passo avanti nel ranking UEFA consentirà alla Svizzera di inviare 4 squadre alle qualificazioni ai massimi tornei europei: la prima e la seconda si giocheranno l’accesso alla Champions League, la terza e la quarta alla Conference League, unitamente alla vincitrice di Coppa.

Detto questo, fermo restando che il mercato non ha ancora chiuso i battenti, con tutto ciò che ne consegue, finora lo Young Boys sembra aver fatto qualcosa in più degli altri. Certo, c’è la grande incognita del tecnico, quel Raphael Wicky che non fece malissimo a Basilea (perlomeno in Europa), ma che viene da un’esperienza negativa in MLS, dove ha guidato i Chicago Fire, la squadra di proprietà di Joe Mansueto, azionista di maggioranza del Lugano.

I bernesi hanno pescato bene, rinforzandosi con elementi come Cedric Itten, Philip Ugrinic e Loris Benito. Il primo, soprattutto, vorrà dimostrare a Yakin di meritarsi una maglia per i Mondiali in Qatar, e ha una gran voglia di rilanciarsi dopo l’esperienza in chiaroscuro a Glasgow. Il tutto va a innestarsi su un telaio collaudato dove, a parte Jordan Siebatcheu, sbarcato in Germania, sono rimasti tutti gli altri pezzi da 90. Peserà a centrocampo la partita del vecchio ma delizioso Miralem Sulejmani, capace di decidere tante sfide sul filo dell’equilibrio? Jean Pierre Nsame, che a Venezia non ha fatto bene, resterà? E, nel caso, tornerà ai suoi livelli? Le risposte le avremo prestissimo.

A Basilea ci sarà tanta aria nuova. Il tecnico innanzitutto: quell’Alex Frei, protagonista della stupenda cavalcata del Winterthur nella serie cadetta, lo scorso anno, che sembrava candidato alla panchina del Lugano dopo l’esonero di Abel Braga. I renani hanno perso il portiere Lindner (a Sion), il difensore Petretta, Kasami, il capitano Stocker che ha appeso gli scarpini al chiodo. Sono arrivati in diversi, tra i quali Zeki Amdouni, ex Losanna, talento di sicuro valore. La squadra è da mettere sempre tra le favorite, ma molto dipenderà dalla capacità del tecnico di assemblare il gruppo, e far passare il suo messaggio.

I campioni in carica dello Zurigo hanno perso il loro capocannoniere: Assan Ceesay, un passato anche in Ticino (Chiasso e Lugano) è infatti approdato a Lecce, mentre Doumbia, come sappiamo, ha varcato il Gottardo per accasarsi a Lugano. André Breitenreiter allenerà in Bundesliga, mentre sulla panchina dei tigurini si siederà Franco Foda, ex tecnico della nazionale austriaca, con la quale ha fatto bene. La Super League non è un campionato facile per chi viene da oltre confine, e non ha esperienza specifica; tuttavia, il presidente Canepa è un uomo di calcio di spessore, che di scommesse ne ha perse poche.

Il resto del gruppo vede, assieme al Lugano, Sion, San Gallo e Servette che hanno pescato abbastanza bene sul mercato e che aspetteranno di fare qualche altro colpo (in Vallese, tra gli altri, è arrivato l’esterno ex Lugano Lavanchy). Il GCZ si affida all’esperienza di Ndenge, mentre a Lucerna è arrivato Ardaiz il quale, dopo la deludente parentesi luganese, ha fatto una bella stagione a Sciaffusa, riguadagnandosi così la massima serie.

Per la retrocessione, come scrivevamo, questa sarà una stagione tranquilla. Ovviamente la prima indiziata al decimo posto è la neopromossa Winterthur, ma non escludiamo che possa sovvertire i pronostici. I biancorossi sono una squadra di tradizione solida (hanno vinto 3 volte il massimo campionato, seppur in un passato molto lontano), godono del sostegno di un pubblico caldissimo,  e, nelle passate stagioni, hanno conquistato importanti successi in Coppa svizzera anche ai danni di Young Boys e Basilea, oltretutto in trasferta. Insomma, giocare alla Schützenwiese non sarà una passeggiata per nessuno.