Football Manager, come e perché Sports Interactive investirà nel calcio femminile

Il gioco manageriale di calcio più famoso al mondo, Football Manager, nelle prossime edizioni implementerà il calcio femminile dopo anni di richieste. Ad annunciarlo è lo stesso Miles Jacobson, direttore di Sport Interactive, azienda che produce questo videogioco. Non si sa ancora quando il calcio femminile debutterà, magari tra uno o magari tra tre o quattro anni, ma la notizia ha mandato in visibilio molti appassionati.

Tra qualche anno potremmo creare il nostro allenatore, che già nelle attuali edizioni può essere personalizzato sia come uomo, sia come donna, e cominciare magari dal Chelsea femminile anziché da quello maschile. Stagioni dopo potremmo decidere di cambiare aria, prendendo il posto di Tomas Tuchel per allenare Timo Werner al posto di Samantha Kerr.

TUTTO PARTE DA ZERO

Il processo sarà comunque molto lungo, spiega Jacobson, visto che bisognerà rifare da capo i modelli delle giocatrici, perché uomo e donna hanno strutture fisiche totalmente diverse. Alcuni parametri delle varie abilità cambieranno rispetto alla parte maschile del gioco, facendo risultare il gameplay il più realistico possibile.

Non basterà quindi mettere nomi di giocatrici e squadre, mantenendo dei modelli 3D maschili. Al giorno d’oggi esistono dei database, sviluppati da giocatori per altri giocatori, che fanno proprio questo, usano i modelli maschili già presenti con nomi di giocatrici del calcio femminile. Così però è come giocare con un Leonardo Bonucci camuffato da Sara Gama, cambiandone solo la statura e qualche abilità qua e là.

Sara Gama database Women On Football Manager

Per sviluppare questi modelli 3D il team di Sports Interactive si è già messo all’opera con Rosie Kmita, calciatrice del Watford, e con la sorella Mollie Kmita. Le due gemelle, secondo quanto riportato da Miles Jacobson, hanno già completato due sessioni di motion capture.

COSA È IL MOTION CAPTURE?

Per sviluppare un videogioco con delle animazioni realistiche si chiamano sempre delle persone reali che indossano delle tute in velcro con dei marcatori riflettenti in una stanza piena di telecamere per carpirne i movimenti. Per un videogioco di avventura come Uncharted, per esempio, vengono chiamati degli attori e degli stuntman professionisti, nel caso di Football Manager o di qualunque altro titolo sportivo sono gli stessi atleti a lavorare con il motion capture.

Questa è però solo la base perché tutti questi movimenti, che sono dati informatici, devono essere poi perfezionati dai game designer e da altre sessioni di motion capture. Solo per avere delle animazioni credibili si dovranno attendere, probabilmente, almeno uno o due anni. E non è detto che, quando il calcio femminile verrà lanciato nel mondo di Football Manager, queste animazioni siano perfette. Con il tempo potranno, anzi sicuramente dovranno essere migliorate.

Come succede già da 28 anni in Football Manager con il calcio maschile, quello femminile subirà molte migliorie anche dopo il suo debutto. Sports Interactive ha proprio dichiarato di voler prestare supporto e attenzione continui a questa novità anche dopo la prima implementazione.

FIFA, ESEMPIO DA NON SEGUIRE

I videogiocatori si augurano vivamente che il calcio femminile non venga poi dimenticato a sé stesso, una volta dentro al gioco. Già con FIFA, un altro titolo calcistico, abbiamo visto come dal 2015 a questa parte il calcio femminile sia messo lì tanto per completezza.

FIFA 16 era stato il primo titolo sportivo a portare la modalità femminile sulle console e sui PC. Erano state rese disponibili le migliori nazionali femminili del pianeta ed era possibile giocare pure la coppa del mondo nella modalità “torneo”. Tuttavia da FIFA 16 in poi è rimasto tutto statico. Le squadre femminili sono praticamente le stesse ogni anno, non ci sono aggiunte di club o altre rappresentative, e le modalità di gioco sono limitate. Non è possibile cominciare, per esempio, una carriera con il già citato Chelsea femminile, come lo sarà in Football Manager.

Quindi il gioco mirerà a perfezionarsi sempre di più, restando anche al passo con il calcio femminile reale. Le rose verranno aggiornate ogni volta, arriveranno sempre più nuovi campionati e non solo. Chissà come sarà il mercato in questa modalità tra qualche anno con l’avvento del professionismo? E le leghe ancora dilettantistiche come saranno gestite? Football Manager si adeguerà di conseguenza.

IL CICLO MESTRUALE

In questi anni è cambiato anche il modo di allenare le calciatrici. Fino a poco tempo fa le donne erano trattate dagli allenatori come degli uomini, in sostanza. Però tra i due generi ci sono delle differenze sia per quanto riguarda la struttura del corpo, sia per quanto riguarda il ciclo mestruale.

Ci sono poi altre domande che dobbiamo porci, per esempio: da quale livello di dettaglio dobbiamo partire? C’è una vasta letteratura in merito all’impatto del ciclo mestruale sull’allenamento e gli infortuni, ma come possiamo inserire questo aspetto senza intaccare troppo la meccanica di gioco? E la gravidanza? Se ci sono giocatrici e membri dello staff incinta, servono diversi modelli 3D per le varie fasi della gravidanza?” scrive Jacobson.

Potrebbe suonare strano, ma il ciclo è un fattore che non va sottovalutato. Avere le mestruazioni non per forza impedisce di fare attività fisica, ma richiede di farlo in maniera diversa, magari con carichi diversi e delle attenzioni in più. Emma Hayes, attuale allenatrice del “nostro” futuro Chelsea, si è accorta come le giocatrici durante il ciclo mestruale siano meno efficienti rispetto ai periodi normali.

Secondo l’ortopedico brasiliano João Holanda, che lavora da anni con la nazionale brasiliana femminile, il ciclo mestruale porta le atlete a essere meno agili, meno reattive e mangiare male e troppo. Ciò può scombussolare la forma e il rapporto tra massa magra e grassa, il cui controllo è fondamentale per competere ad alti livelli. Inoltre evidenzia come gli infortuni frequenti al crociato siano frutto anche di una sottovalutazione del periodo mestruale, il quale rende particolarmente fragile questa parte del corpo.

L’APP FITRWOMAN

In finale di FA Cup nel 2016 Hayes aveva mandato in campo per la maggior parte titolari in periodo mestruale, finendo per perdere contro l’Arsenal. Le calciatrici con il ciclo sembravano meno reattive del solito, perciò dopo la partita la tecnica inglese ha quindi deciso di approfondire la questione, affidandosi al consulto della dottoressa Bruinvels.

La medica ha così cominciato a far visita al centro di allenamento una volta ogni due settimane, per controllare tutte le atlete e studiarle. In questo modo, elaborando dati e conoscenze mediche, ha deciso di sviluppare un’applicazione di nome FitrWoman che elabora dei programmi di allenamento da adottare durante il ciclo.

Football Manager quindi come si comporterà a fronte di questa differenza tra il calcio femminile e quello maschile? Ci troveremo nello staff un medico apposito oppure nell’interfaccia ci sarà direttamente una sezione con la stessa app nel gioco? Del resto parliamo di un titolo che simula in toto la gestione di una squadra, quindi pensiamo possa essere quasi d’obbligo inserire qualcosa a riguardo.

Le differenze non finiscono qui, perché gli uomini non rimangono incinti, mentre le donne possono decidere di affrontare una gravidanza. Certamente sono poche le atlete che decidono di diventare mamme in attività, ma esistono. Perciò noi manager dovremo pagare la maternità alle future mamme, qualora dovesse succedere a una delle nostre atlete.

UN PROGETTO LUNGIMIRANTE

Il lavoro, come dichiarato da Miles Jacobson, sarà molto dispendioso e frutterà pochi ricavi nel breve periodo. Tuttavia alla lunga potrebbe spingere un’importante fetta di appassionate e appassionati del calcio femminile a comprare Football Manager. Perfino i direttori sportivi e gli scout potrebbero sfruttare questo gioco come software basilare per scovare qualche ragazzina di talento. Nel maschile già accade.

Le vendite potrebbero quindi raddoppiare rispetto a oggi, contribuendo anche a far scoprire il calcio femminile anche a chi è poco interessato o addirittura ha pregiudizi a riguardo. Ovviamente ci sarà sempre qualcuno che non giocherà a priori con una squadra femminile, per motivi più o meno validi, e cercherà sminuire la novità in tutti i modi. Per loro c’è già comunque la modalità maschile, quindi basterà continuare a giocare con quella.

Ci sarà anche chi protesterà, chiedendo a Sports Interactive di investire su altre migliorie, come su un nuovo sistema di calci piazzati. Paradossalmente questi giocatori saranno i primi a essere contenti in un futuro quando questo investimento darà i primi frutti. Se il progetto dovesse avere successo, i soldi da reinvestire altrove saranno molti di più per l’azienda.

Le collaborazioni tra competizioni e società femminili e Sports Interactive porteranno a un ampliamento degli affari su tutti i fronti. I club guadagnerebbero visibilità e soldi, così come la stessa casa di produzione di videogiochi. Questa è una manovra di marketing sicuramente ben studiata e ci sono tutte le promesse per l’inizio di un progetto rivoluzionario e interessante.