Atlético Mineiro-Boca Juniors, ennesima figuraccia del calcio tra risse e arresti sfiorati

È inaccettabile che nel calcio una rivalità sportiva sfoci in risse e immagini violente, malgrado anni e anni di sensibilizzazione per rendere questo sport non una guerra, come in passato, ma solo una sana competizione. I disordini al Mineirão di Belo Horizonte, dopo l’eliminazione del Boca Juniors dalla Copa Libertadores contro l’Atlético Mineiro, sono l’ennesima pagina vergognosa di questo sport.

LA RISSA CON LA POLIZIA

Siamo passati dai tifosi inglesi che si scambiavano affettuosamente pugni fuori alle porte di Wembley a EURO 2020 al debutto in MMA dei giocatori del Boca Juniors. Durante la partita, bellissima dal punto di vista tecnico e di intensità, il gioco è stato interrotto varie volte per le tante risse sfiorate in campo.

Fuori la situazione è degenerata dopo la fine, con gli xeneizes scatenati che hanno sfoggiato colpi degni di boxeur professionisti ai danni di giocatori e dirigenti dell’Atlético Mineiro. L’intervento con gli spray al peperoncino della Policia Militar di Minas Gerais ha solo peggiorato la situazione, perché gli sconfitti hanno deciso poco lucidamente di affrontare fisicamente i pubblici ufficiali brasiliani.

ERRORI ARBITRALI

Tutto questo è scaturito per un arbitraggio, secondo gli argentini, scandaloso. Tra andata e ritorno al Boca Juniors effettivamente sono stati annullati due gol in maniera discutibile, portando entrambe le sfide a terminare 0-0. Ai rigori poi l’Atlético ha avuto la meglio, vincendo alla lotteria con le parate e la rete decisiva del portiere Everson. Il risultato questa volta però è poco importante, perché ci sono fatti ben più gravi da analizzare al posto degli errori arbitrali.

È valsa la pena litigare alla fine in quel modo per una sconfitta? Oltre a essere un comportamento anti-sportivo che tutte le persone sensate dovrebbero riluttare, non ha portato a nulla di buono per i perdenti. Gli scontri non hanno convertito l’eliminazione in una qualificazione.

ARRESTI SFIORATI

Anzi, questo tipo di azione è costata molto cara ad alcuni atleti del club di Buenos Aires, che ha passato 12 ore in un commissariato di Belo Horizonte per degli interrogatori, senza che però alcun giocatore o membro dello staff venisse di fatto arrestato. Il Boca in seguito agli interrogatori ha pagato 3.000 reais (500 euro circa) di cauzione per due componenti dello staff di Russo, mentre tre giocatori sono stati processati in libertà e altri quattro hanno patteggiato.

Sebastián Villa, Cristian Pavón e Norberto Briasco sono stati accusati di danni materiali nei confronti dello stadio e probabilmente nelle settimane a venire dovranno pagare delle multe per ripagare i rubinetti rotti e le pareti danneggiate. Curiosamente i primi due in passato hanno avuto problemi con le autorità a seguito di denunce per violenza di genere.

Il processo di Villa è ancora in atto, visto che a fine giugno 2021 è stato confermato che sarà processato a breve per questo crimine. Il Boca Juniors l’aveva prima messo fuori rosa, agli albori della denuncia, mentre ora finge di non sapere nulla. Queste immagini cruente non dovrebbero quindi sorprenderci, se in campo ci sono persone accusate di violenza che dimostrano effettivamente di essere violente e che non si pentono nemmeno di ciò che fanno.

Invece Marcos Rojo, Diego González, Carlos Zambrano e il dirigente Raul Cascini sono stati condannati per lesioni corporali, ma patteggiando sono potuti rientrare in Argentina. Tuttavia non sono gli unici che meriterebbero questa condanna, poiché dai video si possono vedere aggressioni anche da parte di altre persone, anche sulla sponda atleticana.

NON SOLO BOCA

Per esempio, Izquierdoz viene ripreso mentre dà un pugno a quello che sembrerebbe essere un dirigente del Galo. Sérgio Coelho, presidente dell’Atlético Mineiro, invece si è improvvisato uno sniper e ha tentato di colpire i giocatori del Boca Juniors con delle bottiglie di plastica, fermato solo dal centrocampista bianconero Nacho Fernandez, ex River Plate. A testimonianza che non tutti gli argentini siano violenti e men che meno tutti i brasiliani siano dei santi.

Sui social i luoghi comuni e le offese gratuite, razziste e xenofobe, sono dilagate, com’era successo già durante la Copa América. Il campo riflette anche quello che succede fuori. La battaglia belo-horizontina è cominciata la notte precedente al ritorno dell’ottavo di finale, quando alcuni tifosi hanno scoppiato petardi e fuochi d’artificio fuori dall’hotel dei giocatori del Boca Juniors. Quella è stata una delle tante gocce a far traboccare il vaso.

E QUANDO TORNEREMO ALLO STADIO COME PRIMA?

In questo periodo di Covid il pubblico ovviamente non c’è in Sudamerica, quindi si limitano indirettamente confronti tra tifoserie rivali. Qualcuno allo stadio ci è perfino tornato per assistere a Flamengo-Defensa y Justicia, ma non ci sono ancora le orde di una volta di appassionati per l’intera città come un tempo. Tuttavia, quando la pandemia sarà terminata, bisognerà urgentemente ricorrere a sanzioni e alla prevenzione di scenari simili ad Atlético Mineiro-Boca Juniors.

Come si può fare? Iniziando ad arrestare o comunque a sanzionare penalmente e civilmente, come in questo caso, anche in maniera pesante, chi compie questi atti, che siano tifosi, giocatori o dirigenti. Non si può dormire sugli allori, aspettando le multe e le squalifiche della CONMEBOL. In secondo luogo, sarebbe però ancora più efficace sul lungo termine educare i tifosi di domani ad accettare la sconfitta e a rispettare l’avversario.