Serie A, il calendario stile Premier League è solo una moda?

Manca circa un mese alla nuova Serie A che comincerà il 22 di agosto. Questo è il periodo giusto per abituarci alle nuove regole che caratterizzeranno e forse innoveranno il campionato italiano. E cosa c’è di più innovativo del calendario asimmetrico?

Dalla prossima stagione le giornate del girone di ritorno non saranno uguali a quelle del girone di andata, come in Premier League ed Eredivisie. Per esempio, il derby tra Inter e Milan si giocherà alla 12esima giornata nella prima fase, mentre nella seconda fase già alla quinta giornata.

Il campionato sarà più imprevedibile

Il calendario asimmetrico non è una moda, ma apporterà più imprevedibilità alla Serie A, mischiando le carte in regola a metà torneo. Questo gusto di spettacolarità accontenterà anche i palati più annoiati dalla monotonia, incrementando la voglia di guardare il campionato italiano anche in coloro che assistono alle partite saltuariamente.

Ciò andrà a favore primariamente dei servizi che hanno acquisito i diritti per trasmettere la Serie A, in Italia e soprattutto all’estero. L’appeal del campionato nostrano è calato di molto, tanto che a inizio 2021 si temeva che le offerte per i diritti TV dalle televisioni e dai servizi in streaming esteri andassero al ribasso. Infatti la Lega Calcio è riuscita a chiudere con Infront per soli 139 milioni di euro a stagione per il triennio 2021/24, cifra in calo del 36% rispetto al precedente triennio.

Grazie a questa nuova veste, gli appassionati potrebbero aumentare. I nuovi abbonati genererebbero una gara più spietata per il prossimo triennio, alzando il prezzo dei futuri diritti TV. In questo modo a guadagnarci sarebbero la Lega Calcio e i club, a lungo termine.

Il confronto spontaneo con la Premier League

In Premier League funziona così da molto tempo il calendario e non è un caso che ogni anno ci siano varie pretendenti. Nelle ultime 10 edizioni in Inghilterra ci sono stati 5 vincitrici differenti in campionato, mentre in Italia l’Inter è riuscita a imporsi dopo il dominio Juventus, 9 volte consecutive campione. Oltremanica c’è più biodiversità nell’albo d’oro delle ultime 10 stagioni che delle ultime 20 di Serie A, durante le quali Milan, Inter e Juventus si sono spartiti gli Scudetti.

Nel campionato inglese abbiamo anche assistito a una delle favole più belle del calcio, il Leicester City. Il calendario asimmetrico non è stato l’unico fattore che ha portato i ragazzi di Claudio Ranieri sul tetto d’Inghilterra, ma ha influito nella loro scalata.

Ricordi da Leicester…

La partita che ha spianato la via del titolo al Leicester è stata quella contro il Manchester City di Pellegrini, sconfitto 3-1 al King Power Stadium. Le due compagini si erano affrontate nel girone d’andata alla 19esima giornata, quindi con un calendario si sarebbero scontrate di nuovo solo all’ultimo appuntamento della stagione. Invece grazie all’asimmetria il match si è tenuto già alla 25esima, la sesta giornata della seconda fase. Parentesi: in Serie A ciò non sarebbe comunque possibile, perché tra l’andata e il ritorno ci saranno almeno 8 giornate di distanza.

Da quel momento i Foxes hanno messo il turbo, non schiodandosi più dalla testa della classifica e perdendo appena un match contro l’Arsenal, arrivato secondo in quella stagione. Invece i Citizens nelle 13 partite restanti hanno racimolato appena 16 punti, scendendo da una media di 2 punti a partita, fino a quel momento, a una di 1,23.

Se si fossero scontrate all’ultima giornate forse avremmo visto un ipotetico spareggio per il titolo. O forse sarebbe stato un big match sprecato e inutile, da vedere a conti già fatti. Valutando questo secondo caso, crediamo sia stato molto meglio che si sia giocato nel bel mezzo del campionato.

Due campionati molto diversi

Certamente una (piccola) riforma al calendario non farà mai mutare la Serie A in un’eventuale Italian Premier League. In Gran Bretagna c’è un sistema del tutto differente di calcio in generale e di calcio professionistico e per capirlo basterebbe solo citare l’investimento di 50 milioni di sterline che il Governo britannico farà negli anni a venire per innovare i campi di gioco delle squadre dilettantistiche.

Entro il 2030 ogni cittadino si troverà a non più di 15 minuti di distanza da un campo di alta qualità. Invece in Italia andiamo avanti con squadre professionistiche che falliscono ogni anno. Ci sono club come il Chievo che vengono esclusi dal calcio professionistico per evasione fiscale. Le infrastrutture sono fatiscenti. I dilettanti e le scuole calcio sono da un anno e mezzo fermi causa Covid senza concrete garanzie per ripartire da settembre, proprio come la scorsa stagione.

Le TV aiutano la Lega Calcio

Tuttavia aggiungere un po’ di pepe a un piatto insipido non guasta mai. Il calendario asimmetrico potrebbe portare più spettacolarità, riaccendendo l’attenzione sulla Serie A. Questo andrebbe a fruttare senza dubbio più soldi e più investimenti per provare a cambiare ulteriormente il sistema. Per farlo però c’è bisogno che gli appassionati guardino le partite e qui vengono in aiuto le aziende che trasmetteranno il campionato in TV o su Internet.

Con l’entrata in scena di DAZN, detentrice di 7 partite in esclusiva a giornata e 3 in co-esclusiva con SKY, si pensava di cambiare perfino gli orari. Lo spezzatino dazniano avrebbe previsto 10 gare ogni weekend in 10 diversi orari. Questo cambiamento però in questa stagione non è arrivato, anche se non è escluso per il futuro.

Probabilmente così sarebbe troppo estremo. Tanto estremo quanto i nostalgici che tornerebbero alle partite tutte in contemporanea la domenica pomeriggio. Serve però smuovere qualcosa per tentare un cambiamento perché rimanendo statici non si va da nessuna parte. Le TV intanto lavorano a ricercare nuove modifiche per migliorare il prodotto, anche a livello visivo.

Dal 2022/23 la Lega Calcio, su consiglio di queste aziende, proibirà le seconde e le terze maglie con il colore verde per non creare un disturbo visivo all’occhio del telespettatore. Il verde si confonde con il prato dei campi. Le prime maglie continueranno comunque a mantenere il verde. Il Sassuolo quindi non sarà obbligato a cambiare colori sociali, mentre se la Lazio dovesse produrre una terza divisa simile a quella dello scorso anno, nemmeno potrebbe scendere in campo.