Pallone in Soffitta – Italia-Belgio ’22, Burlando nella storia

I capitani De Vecchi e van Hege prima di Italia-Belgio ’22

Aspettando il quarto di finale di Euro 2020 tra Italia e Belgio, rispolveriamo un aneddoto su un precedente relativo a 99 anni fa: quando il terzino Luigi Burlando entrò nella storia azzurra.

21 maggio 1922

La Nazionale italiana di calcio aveva aperto i battenti da appena dodici anni. Il 21 maggio 1922 a Milano, nello stadio di via Lombardia, la rappresentativa affrontò il Belgio in amichevole. Era una domenica pomeriggio. Alle ore 15:30, l’arbitro olandese Mutters diede l’avvio a una partita di prestigio: la selezione dei Diavoli Rossi era infatti campione olimpica in carica, forte della medaglia d’oro vinta due anni prima in casa ad Anversa. All’epoca, con la Coppa Rimet al via otto anni dopo, i Giochi rappresentavano l’evento principe per le squadre Nazionali.

L’Italia

Come si presentò a quell’incontro la compagine azzurra? Gli elementi che la componevano furono questi, quel giorno a Milano: Trivellini, Caligaris, De Vecchi, Barbieri, Burlando, Felice Romano, Migliavacca, Baloncieri, Moscardini, Luigi Cevenini, Forlivesi. Spiccano autentiche leggende del calcio italiano come <Il figlio di Dio> Renzo De Vecchi, il futuro iridato ’34 Umberto Caligaris, il formidabile Adolfo Baloncieri e il primo oriundo della storia della Nazionale: l’italo-scozzese Giovanni Moscardini, che nel 1917 era rimasto gravemente ferito a un braccio nella Battaglia di Caporetto. La gestione era affidata a una Commissione Tecnica, fatto usuale all’epoca, composta da Agostini, Galletti, Marengo, Meazza e Resegotti. Il quintetto avrebbe passato la mano proprio dopo questa gara.

Gli avversari

Come accennato, la Nazionale belga godeva di grande credibilità in virtù dell’oro olimpico di Anversa ’20. In occasione della partita contro l’Italia, i protagonisti di allora erano quasi tutti i medesimi: Debie, Pirlot, Verbeeck, Fierens, van Halme, van Hege, Elst, Gillis, Larnoe, Thys, Michel. Louis van Hege, grande cannoniere, era una vecchia conoscenza per aver militato nel Milan dal 1910 al 1917. Nel 1930 il Belgio sarebbe stato tra gli iniziatori del Campionato del Mondo in Uruguay, con una generazione già successiva.

La partita

Quel giorno la partita terminò 4-2 in favore dell’Italia. Doppietta di Baloncieri, reti di Moscardini e Burlando per i padroni di casa, Larnoe e Thys per i belgi. Il match viene ricordato anche – e soprattutto – per la prodezza del difensore azzurro Luigi Burlando che, al 71° minuto, segnò l’unico gol in Nazionale della carriera in modo semplicemente memorabile: da metà campo e di testa! Non esistendo riflessi filmati della rete realizzata dal genoano, ci affidiamo al ricordo dello stesso goleador, intervistato da La Stampa nel marzo 1950.

<Eurogol> 

Ero piazzato a metà campo mentre un terzino avversario batteva un calcio di rinvio. Il pallone arriva proprio verso di me. Scarto un attaccante belga e salto entrando decisamente di testa sul pallone colpendolo fortissimo. Indi mi giro indietro pensando che, invece di rinviare tanto forte, avrei potuto smorzare la palla facendo un passaggio ad un compagno. Ma un urlo della folla mi scuote. Sento gridare al goal. Mi giro e vedo la palla in rete. Era successo che il pallone aveva compiuto un volo […] Ma De Bie fu accecato dal sole e non vide più la palla, la quale dopo essere rimbalzata per terra, gli passò sul capo e finì nella porta incustodita. Un vero infortunio“.