Le 7 Marce, GP Monaco – Red Bull avanti, Mercedes “umana”. E solita Ferrari

Gran Premio di Monaco, 5/a tappa del Mondiale di Formula 1 2021. Analizziamo quanto accaduto sul mitico circuito di Montecarlo con la nostra monoposto fornita di un cambio vintage ma potente a 7 marce.

Viaggia in 7/a marcia, la Red Bull – Da quando (2014) si è entrati nell’era ibrida delle cosiddette “power unit”, la scuderia anglo-austriaca per la prima volta è in testa sia al Mondiale Piloti con Max Verstappen sia a quello costruttori. Un primato guadagnato con una corsa sul circuito monegasco oculata e accorta, sfruttando al massimo i difetti delle rivali Mercedes e Ferrari e ottimizzando al massimo i pregi. Vero, la strada verso il titolo mondiale è lunga ma per una volta è bello vedere tutti dall’alto.

Viaggia in 6/a marcia, Carlos Sainz – Lo spagnolo della Ferrari era apparso motivato fin dal giovedì, perché sapeva che la sua SF-21 poteva capitalizzare al massimo le curve lente dell’angusto tracciato monegasco. Ed è stato proprio così. A differenza di Leclerc, Sainz non ha mai sbagliato in questo fine settimana e, complice anche la sfortuna che continua ad attanagliare Bottas, sale per la prima volta sul podio con l’ignifuga colorata di rosso, con un grande e meritato secondo posto.

Viaggia in 5/a marcia, Lando Norris – L’inglese della McLaren si era concesso un fine settimana di pausa in Spagna ma a Monaco è tornato a chiarire le gerarchie in seno alla scuderia di Woking. Con Ricciardo disperso a metà gruppo e mai competitivo, Norris ottiene un terzo posto che contribuisce nel suo processo di consacrazione tra i prospetti più importanti del futuro della Formula 1

Viaggiano in 4/a marcia, l’Aston Martin e Pierre Gasly – Finalmente, la scuderia inglese di patron Lawrence Stroll piazza il suo primo acuto stagionale. Entrambe le vetture a punti con Vettel quinto e Stroll ottavo, piazzamenti ottenuti grazie a un’ottima strategia. Il tedesco, ritardando la sosta ai box, ha sopravanzato in un colpo solo Gasly e Hamilton. Il canadese compie quasi 60 giri con le gomme dure, costruendosi così il tesoretto di secondi necessario a collocarlo in zona punti. Nuova buonissima gara per il francese dell’Alpha Tauri che risponde presente al tentativo di sorpasso ai box da parte da Hamilton e riesce a controllarlo agevolmente per tutta la restante parte del Gran Premio.

Viaggiano in 3/a marcia, Fernando Alonso e Daniel Ricciardo – Sempre triste vedere due piloti che a Montecarlo sono di casa (2 successi per lo spagnolo, 1 per l’australiano) annaspare a metà gruppo e surclassati dai rispettivi compagni di squadra. La situazione però è questa. Contiamo sempre in un colpo d’orgoglio da parte di questi due grandi piloti.

Viaggia in 2/a marcia, la Mercedes – Bentornata sulla Terra, signora di Stoccarda. La Mercedes si dimostra “umana” e quindi fallace in tutte le sue componenti. La macchina, che in questo fine settimana non è stata né a livello della Red Bull né delle Ferrari. Hamilton, che si è visto (fino a quando è stato in gara) sopravanzare da Bottas. La sfortuna, con l’anteriore destra di Bottas che decide impertinentemente di non uscire al cambio gomme provocando il ritiro del pilota finlandese. La strategia, con Hamilton richiamato troppo in fretta ai box per la gioia di Vettel e Gasly che se lo sono tenuto dietro senza particolari problemi. Probabilmente, rimarrà solo un episodio. Ma consentiteci un pizzico di cinica e sadica goduria.

Viaggia in 1/a marcia, la Ferrari – Charles Leclerc nel fine settimana di casa emula prima il Micheal Schumacher di Monaco 2006 andando a sbattere alle Piscine ma conquistando lo stesso la pole position (va ricordato per onor di cronaca che il tedesco parcheggiò deliberatamente la sua Ferrari alla Rascasse e venne retrocesso), poi imita l’Alain Prost di Imola 1991 che uscì al giro di ricognizione. I meccanici della Rossa avevano valutato la vettura di Leclerc danneggiata, riuscendo a salvare il cambio e quindi evitando la retrocessione al sesto posto della griglia. Col senno del poi, è stata una valutazione alquanto frettolosa, considerato il cedimento del semiasse posteriore sinistro. Leclerc è stato costretto così a rinunciare al Gran Premio di casa, con annessa ennesima figura barbina di Binotto e soci, salvati dal secondo posto di Sainz.