Lugano, se ci sei batti un colpo

Dal nostro inviato a Lugano (CH)

Dopo la scialba prestazione del Letzigrund, la settimana scorsa, tutti quanti si aspettavano una prova d’orgoglio da parte del Lugano, impegnato a Cornaredo contro il Vaduz, che veniva anch’esso da diversi risultati non esaltanti. La sconfitta dell’undici di Jacobacci, maturata oltretutto in circostanze negative sul piano del gioco, ha così dato il via a una serie di polemiche, soprattutto da parte del presidente Renzetti il quale, a fine partita, non le ha mandate a dire.

(CdT Sport): “Non mi arrabbio nemmeno più, perché non ne vale la pena. La riga si tira sempre alla fine, come ho sempre detto, ma non è un mistero che in queste ultime settimane abbiamo gettato via troppi punti. Quando le cose non girano, dovrebbe subentrare il gioco a tenere in piedi tutto: ma questa squadra, di gioco, non ne ha. Ho visto giocatori fuori ruolo e sostituzioni senza una chiara spiegazione tattica. In questa stagione spesso ci siamo aggrappati all’organizzazione, grazie anche al fatto di poter contare su una difesa forte e di non aver avuto grossi problemi d’infortuni. Ora che ci manca qualcuno, come Bottani, che sta facendo la sua migliore stagione, state vedendo tutti come sta andando a finire.” 

Il Pres ha quindi concluso“Le cose, adesso, si fanno difficili. Martedì andiamo a Basilea, poi troveremo il Sion in casa e chiuderemo a Lucerna, ma non ho fiducia, soprattutto se ci andremo con questo atteggiamento. Rischiamo seriamente di gettare alle ortiche una stagione che stava andando bene; vi dico che, se rimango, rifonderò la squadra.” Parole pesanti, quelle del massimo dirigente bianconero, che mettono in discussione anche la posizione di Jacobacci.

Il tecnico, che abbiamo ascoltato a fine partita, aveva invece dichiarato di avere apprezzato l’impegno dei suoi, facendo anche i complimenti agli avversari per la buona prestazione. La nostra sensazione, dalla tribuna, è stata invece quella di una squadra scarica dal punto di vista mentale, e incapace di trovare la forza di fare un cambio di marcia, dopo essersi trovata sotto nel punteggio. Poca incisività, palloni passati all’indietro per non affrontare i duelli individuali, quando invece serviva scardinare gli schemi difensivi dei biancorossi, chiusi nella loro metà campo.

Nell’azione del primo gol, per esempio, gli ospiti hanno potuto riconquistare palla due volte grazie a rinvii sbagliati della retroguardia bianconera, senza contare la mancata chiusura su Çiçek, che arrivava da dietro. Sul secondo, ha lasciato perplessi in tribuna l’atteggiamento della retroguardia ticinese e di Baumann, poco reattivi sulla palla che Schmied ha poi insaccato. Il tutto a conferma di una scarsa concentrazione.

A fine partita, il tecnico non ha potuto che prendere atto di una scarsa vena offensiva dei suoi, a secco da tre partite. Le cifre sono impietose: 35 gol segnati (meno ne ha fatti in Super League solo il Vaduz), e solo 10 messi a tabellino dai giocatori offensivi. Capocannoniere dei bianconeri è Mattia Bottani (che non è certo una prima punta) e vice Mijat Marić, che è un centrale difensivo (anche se il bottino tiene conto dei rigori). Sono numeri da squadra di bassa classifica, compensati da una buona difesa che, però, nelle ultime 3 partite ha sempre incassato reti (ben 6), e non fanno ben sperare per il futuro.

Che dire? Serve un reazione, già da martedì sera a Basilea. Renzetti, probabilmente, con il suo intervento piuttosto deciso ha voluto far capire che nessuno deve sentirsi al sicuro. Martedì scorso, alla ripresa del lavoro dopo la trasferta di Zurigo, il tecnico aveva avuto un chiarimento con il gruppo, che si era concluso con una insolita sessione di allenamento individuale facoltativo, sotto la direzione del preparatore atletico e non dell’allenatore.

Fatto, questo, che aveva provocato polemiche, a causa di alcune indiscrezioni di stampa. Le stesse avevano costretto la società a emettere un comunicato sul proprio sito ufficiale, nel quale si confermava comunque che Jacobacci non aveva presenziato alla seduta individuale, pur informando che la scelta di non effettuare la consueta seduta collettiva era figlia di una decisione dello staff tecnico.

L’allenatore bianconero, a conferma della propria inquietudine, è apparso anche insolitamente critico nei confronti dei cronisti, durante la tradizionale conferenza stampa del venerdì (“Voi avete continuato a citare l’Europa, adesso capite perché io sino a poco tempo fa non ne parlavo perché è proprio quello che è successo, abbiamo sbagliato una partita. Voi giornalisti avete pensato troppo a quello. Ho sbagliato perché mi sono fatto prendere dal vostro gioco.” – Eco dello Sport -).

L’ambiente, in definitiva, è piuttosto caldo. Vedremo già domani quali saranno le reazioni di Jacobacci nella conferenza stampa di presentazione della sfida in riva al Reno (calcio d’inizio martedì sera alle 20.30). Di sicuro la tifoseria si aspetta un finale di stagione orgoglioso, anche se l’Europa, probabilmente, è definitivamente compromessa, vista anche l’eliminazione del Servette dalla Coppa svizzera per mano del San Gallo.

Tuttavia, ci sono da gettare le basi per una nuova stagione, facendo vedere quanto di buono era stato fatto sino a poche settimane fa. E che aveva legittimato aspettative ambiziose da parte di tutto l’ambiente, giustificate dalla posizione in classifica e dall’equilibrio del torneo. E il Basilea, che mai ha avuto ragione dei bianconeri in stagione sinora, potrebbe essere l’avversario giusto per ritrovare autostima e motivazioni per finire bene.