Il Coronavirus blocca l’Italia dello sci nordico

I Campionati Mondiali di sci nordico di Oberstdorf sono terminati in modo imprevisto per la rappresentativa azzurra. Diversi casi di positività al Covid riscontrati in Casa Italia hanno convinto la FISI a riportare a casa la truppa azzurra con alcuni giorni di anticipo rispetto al programma ufficiale. Una decisione presa per tutelare la salute degli atleti nostrani.

Una rassegna iridata in cui l’Italia nutriva poche speranze di medaglie, anzi le uniche erano legate al talento dello sprint, Federico Pellegrino. Il poliziotto aostano però non è riuscito a ottenere il pass per la finale maschile, mentre nella prova a squadre ha concluso quinto in coppia con Francesco De Fabiani. Restano a questo punto le riflessioni al termine di questa sfortunata avventura. Se ai Mondiali di sci alpino di Cortina tutto era andato per il verso giusto, garantendo la regolarità delle gare (meteo permettendo), stavolta la bolla non ha funzionato; questo dimostra quanta attenzione è necessaria in un periodo critico come quello attuale. Casistiche che potranno tornare utili in futuro per evitare circostanze simili soprattutto ai prossimi Giochi Olimpici di Tokyo. Nessuno comunque è perfetto; a dimostrazione di ciò il fatto che la positività al virus abbia fermato anche un personaggio eccellente come il norvegese Granerud, atleta da medaglia nel salto con gli sci. Dal punto di vista sportivo i problemi azzurri restano i soliti al termine di questi Mondiali. Nello sci nordico fatichiamo a ritrovare le buone vecchie abitudini. Non abbiamo più elementi in grado di competere su lunghe distanze e dopo Pellegrino c’è il vuoto. L’Italia deve rinascere in questa disciplina e recuperare terreno sulle squadre scandinave; deve farlo in fretta perché tra cinque anni ci sono le Olimpiadi in casa.