La cattiva gestione della Fiorentina premia la caparbietà spezzina

La buona notizia è che la Fiorentina ha interrotto la serie negativa con cui si era momentaneamente congedata prima dello stop legato alle nazionali. La pessima invece che la compagine viola ha gettato alle ortiche una partita, che dopo pochissimi minuti di gioco sembrava già destinata nel risultato. Sul campo del Manuzzi di Cesena la Fiorentina contro lo Spezia trova il suo primo pareggio stagionale (2-2) e raccoglie un punticino utile solo a muovere di poco la classifica.

Una domenica pomeriggio da archiviare all’istante. Una Fiorentina sprecona fa ritorno a Firenze piena di rimpianti. I toscani infatti sembravano futuri protagonisti di un successo, perché dopo soli quattro minuti si sono ritrovati avanti di ben due reti; la prima marcatura sugli sviluppi di un calcio d’angolo con la firma di testa del solito Pezzella, specialista di queste situazioni. Il raddoppio un paio di minuti dopo quando la rapidità sulla corsia di destra di Lirola ha innestato dalla parte opposta l’intervento dell’accorrente Biraghi contro una retroguardia spezzina ancora colpita dallo svantaggio precedente. I tre punti erano già in tasca e ci si apprestava a una partita di normale accademia, invece i viola si sono adagiati troppo e, complice anche un pressing coraggioso e asfissiante dei padroni di casa, sono pian piano calati di intensità e scomparsi dal campo. La rete di Verde prima dello scadere, in posizione di fuorigioco ma graziato dall’intervento a vuoto di Caceres, è stata la scintilla per punire l’atteggiamento troppo morbido dei toscani e cambiare esito al match. Per il pareggio spezzino si è dovuti attendere fino al 75′ quando la punta di Farias ha beffato l’estremo difensore Dragowski. Un gol a quel punto prevedibile per come si era messo l’incontro. Negli ultimi minuti poi un tenace Nzola, uno dei migliori in campo, è andato vicino anche alla terza rete, senza dubbio meritata; una sola questione di centimetri ha salvato gli ospiti da una delusione ancora più profonda.

La Fiorentina era giunta a Cesena per cambiare trend e mettere a tacere le malelingue scatenate dopo la sconfitta con la Sampdoria: missione fallita. La gestione del risultato è stata deleteria, il doppio vantaggio ha spento la grinta iniziale di alcuni personaggi e il resto è stata solo una conseguenza: l’errore di Caceres ha riaperto l’incontro, ma è solo un episodio all’interno di una dinamica ormai prevedibile da chi stava assistendo alla partita. Bisognava chiuderla prima e dopo la rete subita non si è vista inoltre una reazione decisa. Non resta che guardare alle note positive come la prestazione a centrocampo di Amrabat, sempre pronto a dare ossigeno alla manovra gigliata anche se nel finale ha pagato la stanchezza. Buona la difesa con Pezzella e Milenkovic che hanno cercato di reggere finché si poteva; l’infortunio dell’argentino in quest’ottica è stato un colpo duro da mandar giù per l’undici di Iachini. Il tecnico viola in attacco ha provato tutte le carte in proprio possesso ma senza risultati. Vlahovic è stato un autentico pasticcio e la sua prova fatica ad arrivare al 5, Cutrone si è mostrato con una buona discesa sulla destra per poi rovinare tutto consegnando la sfera sulle mani del portiere ligure, per Callejon e Kouame invece poco tempo a disposizione per infierire.

Un peccato perché il carattere visto a settembre adesso è un lontano ricordo. Ancora presto per parlare di esonero di Iachini nonostante a Firenze sia già scattato il processo al tecnico viola. Il clima caldo e le ultime gare non permettono ulteriori passi falsi e nel prossimo turno una mancata vittoria con l’Udinese farà senza dubbio traballare qualcosa.

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Nasce a Roma il 30 maggio 1979 mentre il Nottingham Forest di Brian Clough vinceva la sua prima Coppa Campioni. Radiocronista sui campi dell’Eccellenza laziale, adora il calcio minore ed il futsal.