Champions League, ritorno dei playoff: Krasnodar e Midtjylland, prima volta tra le grandi. É già tempo di Gironi.

Alla fine, nonostante le avversità dovute al contesto pandemico che ha caratterizzato il 2020, il lungo cammino dei Preliminari delle coppe europee è in dirittura di arrivo. Stasera l’ultima tornata di playoff di Europa League, mentre ieri si è concluso il preambolo funzionale a designare le 32 invitate alla Fase a Gironi della Champions League 2020/2021: blasone, rimonte e prime volte a caratterizzare un’ultima due giorni dall’andamento altalenante.

La serata di martedì, infatti, regala pochi colpi di scena: Olympiacos PireoDinamo Kiev e Ferencváros festeggiano l’accesso tra le grandi d’Europa, gestendo una qualificazione in parte già conquistata a valle delle gare di andata. Netta l’affermazione di greci e ucraini, con l’Olympiacos che a Cipro si limita a gestire le sfuriate dell’Omonia tenendo salde le due reti di vantaggio e uscendo dal campo con un preziosissimo 0-0. Più agevole il compito della Dinamo di quella vecchia volpe di Mircea Lucescu, che pur non accolto benissimo dai tifosi della Dinamo (dato il decennale passato a tinte arancioneri dello Shakthar) trascinare la compagine in maglia bianca prima oltre l’AZ Alkmaar (piegato 2-0 non senza difficoltà) e successivamente contro il Gent travolt 3-0 nella serata di martedì dopo il già fondamentale blitz per 2-1 in trasferta. In bilico rimaneva Ferencváros-Molde, con i magiari che nonostante il 3-3 dell’andata cercano di prendere il pallino del gioco in mano salvo poi cederlo nella seconda parte di gara agli scandinavi, bisognosi di un blitz in trasferta: Dibusz chiude la porta a Hestad nella più nitida occasione per il Molde, sbarrando ai norvegesi la strada per la Champions che il Ferencváros ritrova a 25 anni dall’ultima partecipazione quando i magiari presero il lusso di fermare sull’1-1 il Real Madrid tra le mura amiche.

Se il Ferencváros trova la Champions League a distanza di quasi tre decenni, Midtjylland e Krasnodar aggirano ossi durissimi e si regalano una storica “prima volta“. A Herning i danesi e lo Slavia Praga partono dallo 0-0 maturato in Repubblica Ceca, ma dopo tre minuti Olayinka ha già rotto gli equilibri in favore degli ospiti, costringendo il Midtjylland a una rimonta che contro un osso duro come lo Slavia appare subito durissima. Gli scandinavi, che nella sessione di mercato estiva hanno ingaggiato anche Pione Sisto dal Celta Vigo, superato lo choc comandano le operazioni sciupando però un paio di buone occasioni con Kaba; la punta guineana ha modo di rifarsi a mezz’ora dalla fine, quando su traversone di Mabil anticipa l’errata uscita di Kolář e infila l’1-1 di testa. Kaba potrebbe essere l’eroe della serata, ma a una manciata di minuti dalla fine si fa respingere il rigore del 2-1: i danesi però passano in un amen dallo sconforto all’euforia, perché il rigore va ribattuto (Kolář non aveva i piedi sulla linea) e lo strike 2 è insaccato senza problemi da Scholz all’84’. Il gol ora serve allo Slavia, che però non ne trova e affonda amaramente in una serata iniziata nel migliore dei modi: Onyeka e Dreyer calano il poker, ai Gironi ci vola il Midtjylland.

Per la prima volta nella storia, ai Gironi di Champions League troveremo tre russe: a Zenit e Lokomotiv Mosca, già qualificate, si aggiunge il Krasnodar che vola a Nyon grazie al blitz a Salonicco, in casa di un PAOK che vive oramai come una maledizione i Preliminari di Champions League. Ai bianconeri, dopo l’1-2 di Krasnodar, serviva una vittoria di misura, ma a festeggiare sono i russi: la gara si rivela una partita a scacchi, sbloccata a venti minuti dalla fine da un beffardo autogol di tacco del giovanissimo Michailidis. El Kaddouri mette le cose a posto al minuto 77, quando al PAOK basterebbe un gol per i supplementari; incredibilmente però sulla ripresa del gioco gli ellenici si fanno sorprendere, e Cabella raccoglie una respinta del palo insaccando comodamente il 2-1 diventando come all’andata il match-winner e spegnendo le velleità di rimonta del PAOK. Ultima qualificata è il Salisburgo, l’anno scorso nel gruppo del Napoli, che stende (non senza qualche piccola ansia) il Maccabi Tel Aviv 3-1 in casa dopo aver già ipotecato la qualificazione in Israele.

Con le ultime sei arrivate si compongono quindi le quattro urne, dalle quali alle 17.00 verranno composti gli otto raggruppamenti della Fase a Gironi.

Da una prima occhiata, si evince come a conti fatti decisivi possano risultare (per le italiane, ma in generale) gli accoppiamenti dalla Pot 2: Barcellona,  Atlético Madrid, le due di Manchester, Shakthar, Borussia Dortmund, Chelsea ed Ajax la rendono difatti una Pot 1-bis, con anzi Porto e Zenit nella prima urna a incutere ai top-club forse un po’ meno timore del resto delle compagini. Differentemente dalle ultime stagioni (in particolare della 2018/2019) le Fasce 3 e 4 sembrano, con l’occhio delle italiane, meno terrificanti: malsano però a sottolineare qualsiasi impegno, perché le ultime due urne pullulano di compagini insidiose pur se sprovviste di “blasone”, capaci di rendersi fatali nel tentativo di qualificarsi agli Ottavi di Finale (ne sa qualcosa l’Inter, bloccata da Slavia Praga e PSV Eindhoven in tempi recenti, o anche la Juventus eliminata dal Galatasaray nell’inverno del 2013).

Per la Juventus di Andrea Pirlo, ancora un cantiere fisiologicamente aperto, la Pot 2 è una vera e propria trappola: difficile “pescar bene”, in un’urna che ha il grande rischio di portare i bianconeri a incrociare le lame “troppo presto” con alcuni dei massimi calibri del calcio europeo. L’urna numero tre, italiane escluse, presenta avversarie insidiose ma sulla carta abbordabili per la Juventus, mentre dall’ultima è fortemente sconsigliato il Borussia, peraltro incrociato nel recente passato da Chiellini e compagni.

Inter, Atalanta e Lazio, sono sulla stessa barca. Come per i bianconeri, la pesca dall’urna 2 esporrà a un test che potrà spaziare dal “molto difficile” (Chelsea, Ajax,  Atlético Madrid), al proibitivo (i due Manchester, Barcellona); per il trittico in Pot 3 pescare Porto e Zenit potrebbe autorizzare sogni di qualificazione agli Ottavi, ma russi e lusitani sarebbero comunque ossi molto duri. Come già anticipato, però, fare troppe elugubrazioni lascia il tempo che trova: siamo in Champions League, e di squadre da “sperare di prendere” ce ne sono relativamente poche.

CHAMPIONS LEAGUE 2020/2021 – Ritorno dei playoff

martedì 29/09
Omonia Nicosia-Olympiacos Pireo (and. 0-2) 0-0
Ferencváros-Molde (and. 3-3) 0-0
Dinamo Kiev-Gent (and. 2-1) 3-0

mercoledì 30/09
Midtjylland-Slavia Praga (and. 0-0) 4-1 3′ Olayinka (S), 65′ Kaba (M), 84′ rig. Scholz (M), 88′ Onyeka (M), 90’+1 Dreyer (M)
RB Salisburgo-Maccabi Tel Aviv (and. 2-1) 3-1 16′ Daka (R), 30′ Karzev (M), 45’+4 rig. Szoboszlai (R), 68′ Daka (M)
PAOK Salonicco-Krasnodar (and. 1-2) 1-2  73′ aut. Michailidis (P), 77′ El Kaddouri (P), 78′ Cabella (K)É

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Nato a Roma nel 1989, si avvicina al calcio grazie all’arte sciorinata sui campi da Zidane. Nostalgico del “calcio di una volta”, non ama il tiki-taka, i corner corti e il portiere-libero.