Olanda, è (finalmente) tempo di Eredivisie

Con il calcio che in giro per il Vecchio Continente comincia gradualmente a dare il via alla stagione 2020/2021 anche in Olanda è, finalmente, tempo di ripartenza:  prende piede questo fine settimana la stagione di Eredivisie, in un paese che tra i primi fece forzatamente calare il sipario sulla stagione 2019/2020 congelando la graduatoria non senza polemiche di addetti ai lavori e non, considerando il beffardo destino cui furono condannate alcune compagini.

L’AZ Alkmaar in primis, capace di insidiare a lungo l’Ajax sconfiggendolo in entrambi gli scontri diretti (1-0 ad Alkmaar, 2-0 alla Johan Cruijff Arena) e di chiudere agli stessi punti dei Lancieri la regular season al momento del blocco forzato; solamente la differenza reti (8 reti nette di differenza in favore dell’Ajax) condannerà i Cheesefarmers oltre a dover rinunciare al sogno di titolo (non assegnato causa Covid-19), a dover rinunciare alla qualificazione diretta alla Fase a Gironi della prossima Champions League dovendo invece passare per le forche caudine dei Preliminari.

L’Utrecht di van den Brom, ad esempio, si vide sfilare l’Europa League dal sorprendente Willem II, nonostante i Tricolores avessero tre lunghezze di vantaggio sull’Utreg anche in virtù di un match disputato in più; ulteriore beffa per i ragazzi di van den Brom, l’esclusione dall’Europa nonostante una Finale di KNVB Beker contro il Feyenoord ancora da disputarsi. Similare il destino di Cambuur e De Graafschap, prime due forze della seconda serie olandese che però in forza del blocco di promozioni e retrocessioni non poterono salire al piano superiore, per il grande sollievo di ADO Den Haag e RKC Waalwijk la cui discesa era per molti ormai certa.

Sulla bontà delle decisioni della KNVB si può discutere all’infinito, ma risultano oramai scolpite nella pietra; oggi l’Olanda vuole tornare a parlare di calcio giocato, bruscamente interrottosi a inizio marzo al termine di un Groningen-PSV Eindhoven deciso da un gol di Dumfries che, insospettabilmente (all’epoca), rappresentò l’ultimo highlight della stagione 2019/2020.

E se a Groningen si interruppe lo scorso Campionato olandese, proprio da Groningen partiamo nel presentare la stagione 2020/2021. Si, perchè non ce ne vorranno le tre grandi storiche del calcio olandese, ma proprio i biancoverdi hanno registrato il colpo in entrata mediaticamente più roboante del panorama calcistico olandese: dopo mesi di corteggiamento, infatti, tornerà  a vestire la maglia biancoverde a distanza di quasi venti anni nientemeno che Arjen Robben.

L’Alieno, che le scarpette al chiodo le aveva appese circa un anno fa al termine del contratto con il Bayern, ha ceduto al costante pressing della dirigenza del Groningen e, per motivi indubbiamente anche sentimentali, si è deciso a intraprendere questa nuova avventura: sul ritorno in biancoverde di Robben e su cosa sia lecito aspettarsi avevamo avuto già modo di parlare su queste pagine, quel che è certo è che oltre l’indubbio rinforzo sul versante tecnico l’ex-asso olandese rappresenti per il club della sua terra natia anche un sensazionale ambasciatore. Ironia della sorte, la prima di Campionato contrapporrà il Groningen al PSV Eindhoven, club con cui Robben si consacrò sui palcoscenici internazionali; da segnalare in casa Groningen anche gli arrivi di Dankerlui dal Willem II (con il difficile compito di sostiuire Zeefuik volato all’Hertha Berlino) e di Josten dall’Utrecht, con quest’ultimo sicuramente utile anche nel centellinare all’occorrenza Robben nel corso della stagione.

Primo in classifica “a tavolino” nella scorsa stagione ma non anche Campione d’Olanda, l’Ajax di Erik ten Hag cerca riscatto nella stagione entrante dopo un 2019/2020 fatto di più ombre che luci, con un harakiri europeo (fuori ai Gironi di Champions e subito eliminato dal Getafe in Europa League) accompagnato da un cammino in patria mai del tutto esaltante. Fisiologico forse un anno di transizione, dopo le cessioni di tre pilastri come Schönede Jong e de Ligt per un Ajax che dalla memorabile stagione 2018/2019 continua a perdere pezzi; ai saluti, quest’anno, arrivano Ziyech e van de Beek, ceduti rispettivamente a Chelsea e Man United.

In casa Ajax, però, agli addii (ben remunerati) sono più che abituati, e Overmars non ha perso tempo: addirittura a gennaio si è chiusa con il San Paolo l’operazione da quasi 16 milioni di euro che in dote ha portato Antony, ventenne fantasista che nelle speranze ajacidi dovrebbe contribuire a far dimenticare Ziyech e che del Sudamerica è uno dei giovani prodotti più talentuosi. A rinforzare la potenza di fuoco degli ajacidi dalla Danimarca arriva un altro giovane da osservare con interesse: trattasi di Mohammed Kudus, 19enne ghanese capace di refertare 11 gol e 1 assist con il Nordsjælland nella scorsa Superligaen. I due sbarbati neo-acquisti ajacidi potranno crescere ad Amsterdam sotto la sapiente guida di ten Hag in panchina, potendo anche contare sull’esperienza e il carisma di una vecchia guardia che può comunque farsi ancora forza del contributo di senatori come Onana, Tagliafico, Tadić, Promes, Álvarez  e Blind che con sollievo dell’intera comunità del football professionistico sembra aver risolto i problemi cardiaci riscontrati nelle ultime settimane. Non manca, come da buona tradizione ajacide, il talento e le forze fresche provenienti dal vivaio: ten Hag, che potrebbe abbandonare il 4-3-3 in favore del 4-2-3-1, sembra intenzionato a concedere spazio importante a uno dei talenti più fulgidi dallo Jong Ajax, Ryan Gravenberch, mentre Sergiño Dest e Mazraoui sono destinati a dare vita a un entusiasmante testa a testa per la titolarità della corsia difensiva di destra.

Capace di insidiare i Lancieri per un’intera stagione durante lo scorso Campionato, accaparrandosi entrambi gli scontri diretti, l’AZ Alkmaar di Arne Slot cerca di ripetersi dopo un 2019/2020 nel quale solamente il Covid-19 ha frenato il tentativo di impresa dei Cheesefarmers; i rossi di Alkmaar sono riusciti a mantenere intatta un’intelaiatura di squadra dalla certificata spettacolarità ed efficienza in patria, sia in termini di guida tecnica che in termini di uomini grazie alla permanenza tra gli altri di Stengs, Boadu e Koopmeiners. Alla voce “acquisti” però, non si sono registrati movimenti roboanti, con l’ex-Sassuolo Timo Letschert unico rinforzo dei Cheesefarmers; la sensazione, sulla carta, è che la concorrenza di PSV Eindhoven e Feyenoord si rivelerà ben più consistente nell’entrante Campionato olandese.

Il PSV Eindhoven riparte da una nuova guida tecnica: quella griffata Roger Schmidt, sbarcato in Olanda dopo un’ultima agrodolce esperienza cinese ma con buoni risultati ottenuti in Austria (Salisburgo) e Germania (Bayer Leverkusen). Guardando alla rosa, tanti gli addii in casa Boerens: via Zoet (Spezia), Doan (Arminia Bielefield), Schwaab, Afellay (entrambi svincolati), Rodríguez (Milan), Mitroglu (OM) e probabilmente Lammers (che radiomercato da instradato verso Bergamo), per una compagine che però ha registrato in ingresso l’arrivo di Max dall’Augsburg da cui tanto ci si aspetta sulla corsia di sinistra (8 milioni all’Augusta), di Mvogo in prestito dal Lipsia e nuovo titolare della porta biancorossa nonché il ritorno di Mauro Júnior (dopo la bella stagione ad Almelo). Non manca inoltre, in casa biancorossa, il talento fatto in casa: da Sadílek a Ihattaren, passando per Malen e Gakpo, diverse le giovani promesse capaci di regalare l’atteso rilancio al PSV.

Assieme ai Boerens, cercherà di mettere i bastoni tra le ruote all’Ajax il Feyenoord: archiviata l’infelice parentesi Stam i Rotterdammers hanno trovato solidità e continuità con quella vecchia volpe di Dick Advocaat infilando nello scorso Campionato una striscia di 14 risultati utili che allo stop forzato dell’Eredivisie ha addirittura collocato i biancorossi al terzo posto in classifica, davanti al PSV. Tra i volti nuovi destano sicuro interesse il portoghese João Teixeira prelevato dal Vitória Guimarães (10 gol e 3 assist nella scorsa stagione), mentre rendimento assicurato in Eredivisie dovrebbero garantirlo Brian Linssen (stella del Vitesse, ingaggiato a scadenza dal Feyenoord) e Mark Diemers (1,2 miloni di euro al Fortuna Sittard). Non mancano i giovani da monitorare con interesse tra le fila dei biancorossi di Rotterdam:  Orkun Kökçü, Wouter Burger e Robert  Bozenik tra i nomi che promettono di far parlare di loro.

Guardando alla zona playoff, tra addii dolorosi e scommesse interessanti, troviamo nomi più o meno noti tra le contendenti all’ultimo ticket-UEFA fornito dall’Eredivisie: Utrecht, Groningen, Heerenveen, Vitesse sono le compagini più accredite a completare il vagone del treno che come ultima fermata mira alla post-season, mentre qualche qualche passo più dietro sembrano partire Willem II ed Heracles, se non altro per alcune pesanti uscite (Dessers, Mauro Jr, dos Santos, Merkel per per i bianconeri, Dankerlui e Vrousai tra le fila Tricolores). Fortuna Sittard, Zwolle e Sparta Rotterdam sembrano avere le carte in regola per regalarsi una stagione tranquilla, mentre la permanenza in Eredivisie sembra poter essere più impegnativa per il resto del plotone: dall’ ADO Den Haag al Waalwijk (salvatesi dal baratro nella scorsa stagione), passando per Twente ed Emmen, l’Eredivisie da l’impressione di dover essere una conquista.

 

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Nato a Roma nel 1989, si avvicina al calcio grazie all’arte sciorinata sui campi da Zidane. Nostalgico del “calcio di una volta”, non ama il tiki-taka, i corner corti e il portiere-libero.