Quando il gatto non c’è, i topi (non) ballano

La MotoGP senza Marc Márquez: una manna dal cielo per i suoi rivali più accaniti che però a causa di una serie di problemi, non riescono ad approfittarne. Capita così che dopo il brutto infortunio dovuto alla caduta nella prima gara a Jerez, il campione del Mondo ha dovuto saltare 4 gare, rinuncerà anche alle prossime due in Italia e con tutta probabilità rientrerà a Barcellona a fine settembre.

Non sappiamo in che condizioni rientrerà, ma quello che ormai è certo è che con un Mondiale più ristretto in seguito al Coronavirus non potrà più competere per il titolo iridato. Eppure i suoi avversari sembra stiano facendo di tutto per non approfittarne: Quartararo in particolare è spartito nei due Gran Premi in Austria, Dovizioso non è costante e Rossi patisce i soliti problemi in qualifica.

Le graduatorie di ogni gara hanno sempre qualche “sorpresa”, piloti che non ti aspetti che battagliano per i gradini del podio; lo hanno fatto Morbidelli a Brno, Mir, Miiler e Binder in Austria e Oliveira, Espargaró e Nakagami in Stiria. Molto bello per lo spettacolo e l’imprevedibilità di ogni corsa, ma i big dove sono?

Dopo cinque Gran Premi il primo nella classifica iridata è Fabio Quartararo con “soli” 70 punti; l’anno scorso Márquez dopo altrettante gare era già a quota 95 con un ritiro alla terza tappa in America. Il pilota di Nizza ha fatto doppietta nelle due gare a Jerez issandosi come pilota dominatore, ma poi è sparito con un settimo, un ottavo e un tredicesimo posto. Il problema di fondo è la moto: la Yamaha ha faticato terribilmente ed è stata surclassata perfino da Suzuki e KTM.

Stesso discorso vale quindi per i due piloti sulle Yamaha ufficiali: Maverick Viñales e Valentino Rossi. La scuderia giapponese fatica a trovare il bandolo della matassa. In qualifica lo spagnolo è sempre velocissimo, mentre l’italiano fatica addirittura ad entrare in Q2; in gara poi il livello si equilibra con entrambi i piloti relegati nelle posizioni marginali.

Capitolo Dovisioso: il ducatista (che a fine anno lascerà la scuderia di Borgo Panigale) nelle ultime stagioni è stato il rivale numero uno di Márquez e quest’anno, con una vittoria e un terzo posto, occupa la seconda posizione nel Mondiale. Andrea sembra essere in grado di battagliare con Quartararo, ma le prossime due gare a Misano saranno decisive per le sue aspettative iridate.

Chi vincerà il Mondiale quest’anno dovrà ringraziare quindi l’assenza di Márquez: l’impressione è che quando tornerà, lo spagnolo riprenderà a dominare come ha sempre fatto nelle ultime stagioni. Il 2020 sarà particolare, sotto tutti gli aspetti: la MotoGP avrà un campione diverso dal solito.

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Nato a Brescia nel marzo del 1992, ama lo sport in generale, soprattutto calcio, tennis e motori. Pratica i primi due a livello amatoriale senza grandi risultati. Appena può, ama seguire gli sport "dal vivo".