Buon Compleanno Italia ’90 – Il Brasile spreca, l’Argentina è letale. Caniggia decide il Superclásico

Una sfida così non è mai banale, figurarsi in un Mondiale. Per la verità Brasile-Argentina è molto più di una finale anticipata. È l’essenza del calcio sudamericano, la dicotomia di due modi di vedere il calcio, opposti ma ugualmente bellissimi. Non bastasse tutto questo, in campo c’è un ulteriore derby, quello tra napoletani: da una parte El pibe de oro, Maradona, deus ex machina della squadra di Ottavio Bianchi; dall’altra i due brasiliani CarecaAlemão, assoluti protagonisti in maglia azzurra.

Il ruolino di quel mondiale sembra far propendere l’ago della bilancia a favore del Brasile. L’Argentina finora ha faticato, rimediando una incredibile sconfitta all’esordio contro il Camerun e incespicando contro la Romania. Il terzo posto, raccattato per il rotto della cuffia, ha valso il ripescaggio ma ha lasciato molti dubbi sulla condizione degli uomini di Bilardo. I verdeoro, invece, hanno dominato il girone C. È vero che le avversarie erano inferiori, soprattutto tecnicamente, ma al contrario dell’Argentina sono riusciti a far filare tutto liscio. Ma questo genere di partite non hanno un vero favorito. Possono finire in tutti i modi e non sempre vince la squadra che sta meglio.

Lazaroni sceglie ancora la difesa a tre per contenere la verve offensiva dell’Argentina, affidata come di consueto a Caniggia e Maradona, supportati da Burruchaga. Bilardo deve fare a meno di Batista e propone Giusti accanto a Troglio, ormai titolare inamovibile. L’avvio è di marca brasiliana: la prima occasione degna di nota porta la firma di Careca, che dopo appena sessanta secondi impegna Goycoechea in uscita. La partita sembra seguire un binario ben preciso: il Brasile attacca a testa bassa, l’Argentina punta sul contropiede. Ogni qual volta Maradona tocca il pallone partono rumorosi fischi a suo indirizzo, chiaro segnale che il pubblico di Torino ha già deciso da che parte stare.

Al 18′ nuovo pericolo per Goycoechea: stavolta il portiere argentino deve ringraziare il palo, complice provvidenziale nel respingere il colpo di testa di Dunga. È Troglio a provare a scuotere l’Argentina (26′), ma il suo tentativo – dopo una bella cavalcata solitaria – viene facilmente disinnescato da Taffarel. Continua a latitare il più atteso, Maradona, che non riesce a entrare in partita, tenuto a bada dai difensori brasiliani e probabilmente infastidito dai fischi di del Delle Alpi. Il primo tempo si conclude come era iniziato, ossia col il forcing del Brasile me la strenua resistenza dell’Argentina.

Non ci vuole molto per capire che la fortuna non è appannaggio del Brasile. Al 51′ gli uomini di Lazaroni colgono due traverse nella stessa azione: prima con un velenoso cross di Careca, poi con una conclusione perentorea dalla distanza di Alemão. L’Argentina soffre ma ha il merito di non scomporsi. Anzi, col passare del tempo la manovra verdeoro comincia ad affievolirsi fino a diventare sempre meno incisiva. Tutti si aspettano un epilogo ai supplementari, ma a 9′ dal termine Caniggia estrae il classico coniglio dal cilindro. Maradona si mette finalmente in moto, scarta un paio di centrocampisti, attira su di sé tutta la difesa del Brasile e appoggia all’attaccante dell’Atalanta che, da solo, salta Taffarel e deposita in rete.

Per il Brasile la mazzata è pazzesca. E le cose si mettono ancor peggio dopo quattro minuti, quando il capitano Ricardo Gomes si fa espellere dall’arbitro Quiniou per un fallaccio da dietro su Basualdo. È la pietra tombale sulla partita. La spunta l’Argentina, grazie alla sua caparbietà e anche a un pizzico di fortuna. La spunta Maradona, in ombra per tutta la partita ma illuminante, geniale, nel momento in cui c’era da accendere la luce. Per il Brasile, invece, tante recriminazioni e un mesto ritorno a casa.

BRASILE-ARGENTINA  0-1 (0-0)

TABELLINO:

Brasile (3-5-2): Taffarel; Galvão (83′ Silas), Ricardo Gomes, Rocha; Jorginho, Alemão (83′ Renato Gaúcho), Dunga, Valdo, Branco; Careca, Müller. All. Lazaroni
Argentina (3-4-1-2): Goycoechea; Ruggeri, Simón, Monzón; Basualdo, Giusti, Troglio (61′ Calderón), Olarticoechea; Burruchaga; Maradona, Caniggia. All. Bilardo
Arbitro: Quiniou (Francia)
Marcatori: 81′ Caniggia
Note – Ammoniti: Rocha, Galvão (B); Monzón, Giusti, Goycoechea (A)
Espulso: 80′ Ricardo Gomes (B) per rosso diretto

 

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Empolese e orgoglioso di esserlo, ha cominciato ad amare il calcio incantato dal mito di Van Basten. Amante dei viaggi, giocatore ed ex insegnante di tennis, attualmente collabora con pianetaempoli.it.