Ciclismo, le grandi squadre italiane – Wilier Triestina

L’emergenza coronavirus ha interrotto, come è giusto che sia, qualunque tipo di attività sportiva. Ciclismo compreso. In questo periodo di forzato stop, è bello aprire il libro della storia di questo meraviglioso sport e ripercorrere le vicissitudini delle più importanti squadre italiane. Quest’oggi è il turno della Wilier Triestina.

W l’Italia Libera e Redenta. Prendendo le iniziali delle parole di questa bellissima frase si ha Wilier. Così nacque, nel 1906, in quel di Bassano del Grappa, l’industria di biciclette Wilier per volontà del fondatore Pietro Dal Molin. Un nome che aspettava un complemento, che avvenne nel 1945.

La Seconda Guerra Mondiale era da poco finita, ma una questione pendeva ancora sull’Italia: Trieste. La città giuliana era contesa tra Italia e Jugoslavia ed era stata dichiarata Territorio Libero (sarebbe ritornata sotto l’egida di Roma nel 1954). A Mario Dal Molin, figlio di Pietro e divenuto guida dell’azienda veneta, venne quindi naturale aggiungere l’aggettivo “Triestina” al nome Wilier. E proprio quell’anno nacque la formazione Wilier Triestina che, ovviamente fu prontamente vestita di rosso ramato con l’alabarda, storico simbolo di Trieste, ben in vista sul petto.

Una formazione che rimase in gruppo per sette stagioni, dal 1945 al 1951. E due grandi corridori la esaltarono. In primis, Fiorenzo Magni. Il toscano trapiantato a Monza in maglia Wilier Triestina divenne il Leone delle Fiandre, conquistando la Classica dei Muri nel 1949 e nel 1950. Nel primo anno, bruciò allo sprint il campione del mondo Schotte. Nel secondo, Schotte è ancora dietro il Terzo Uomo, ma di 2’15” perché Magni aveva salutato tutti sul Grammont. Tutto questo dopo aver vinto, con la maglia alabardata, il suo primo dei tre Giri d’Italia.

Un Giro vinto in maniera rocambolesca. Magni con una fuga bidone nella Roma-Napoli guadagnò più di 13 minuti su Coppi e Bartali. Poi, nella terzultima frazione, la Cortina d’Ampezzo – Trento, si difese da uno scatenato Campionissimo che fece il diavolo a quattro sul Pordoi. Alla fine di quella tappa, Magni era Maglia Rosa con 2’11” su Cecchi. Ma venne penalizzato di 2′ per presunte spinte ricevute sul Pordoi, penalizzazione però…non penalizzante dato che il toscano conservò 11″ su Cecchi che gli bastarono per aggiudicarsi il Giro, anche se i tifosi accorsi al Vigorelli di Milano per l’ultima tappa non lo accolsero benevolmente. Anzi.

L’altro grande corridore Wilier è stato Giordano Cottur. Triestino, corse gli ultimi anni della sua carriera con la formazione “di casa”, vincendo tre tappe al Giro d’Italia e finendo sul podio sia nel Giro 1948 vinto dal compagno di squadra Magni che in quello nel 1949 dietro a Coppi e Bartali. In queste due Corse Rosa, indossò per complessivi quattordici giorni il simbolo del primato (nel 1948 perse la Maglia Rosa proprio a causa della precedentemente citata fuga bidone nella Bari-Napoli).

Altri corridori hanno dato lustro alla Wilier Triestina. Come non citare Antonio Bevilacqua, grande pistard e velocista, che in maglia Wilier ha vinto quattro tappe al Giro d’Italia (2 nel 1946, 2 nel 1950) e la Tre Valli Varesine 1950. E poi la Coppa Agostoni 1949, unica vittoria nel professionismo di Antonio Ausenda.

Il quadro è completato da Sergio Maggini e Adolfo Grosso, trionfatori alla Milano-Torino rispettivamente nel 1948 e 1950 e da Rinaldo Moresco, vincitore nel Giro dell’Appennino 1951, in quella che è diventata l’ultima vittoria di rilievo della Wilier Triestina. La formazione alabardata, infatti, dismise la squadra alla fine di quell’anno, perché sull’orlo del fallimento, avvenuto l’anno dopo.

Nel 1969, i fratelli Gastaldello di Rossano Veneto acquistano il marchio e ne danno nuova luce. La Wilier Triestina ritornò nel ciclismo come fornitrice di bicicletta, ma dal 2016 al 2018 fu di nuovo sponsor principale di una squadra, e precisamente del gruppo di Angelo Citracca e Luca Scinto (attualmente Vini Zabù – KTM), ma non conquistò vittorie di rilievo.

Un marchio, un simbolo, una leggenda. Questo vuol dire Wilier Triestina. W l’Italia Libera e Redenta. Sempre.

Carta d’identita e palmarès

Nome: Wilier Triestina
Periodo di attività: 1945-1951; 2016-2018
Colori sociali: rosso (nel primo periodo), giallo-nero (nel secondo periodo)
Grandi Giri: 1; Giro d’Italia 1948 con Magni
Podi nei Grandi Giri: 3; (oltre alla vittoria, Cottur 3° al Giro d’Italia 1948 e 1949)
Tappe nei Grandi Giri: 11, tutte al Giro d’Italia
Classiche Monumento: 2; Giro delle Fiandre 1949 e 1950 con Magni
Altre grandi classiche internazionali: 0
Grandi classiche italiane: 5; Coppa Agostoni, 1949 con Ausenda; Giro dell’Appennino, 1951 con Moresco;
Milano-Torino 1948 con Maggini, 1950 con Grosso; Tre Valli Varesine, 1950 con Bevilacqua;
Grandi corse a tappe di una settimana: 0

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Nato a Salerno il 3 maggio 1986, laureato in Fisica, ex arbitro di calcio FIGC. “Sportofilo” a 360° con predilezione per calcio e ciclismo, è un acceso e convinto fantacalcista.