Ciclismo, le grandi squadre italiane – Vini Caldirola

L’emergenza coronavirus ha interrotto, come è giusto che sia, qualunque tipo di attività sportiva. Ciclismo compreso. In questo periodo di forzato stop, è bello aprire il libro della storia di questo meraviglioso sport e ripercorrere le vicissitudini delle più importanti squadre italiane. Quest’oggi è il turno della Vini Caldirola.

Le aziende che, nel corso degli anni, hanno sponsorizzato squadre ciclistiche italiane sono riconducibili a non molti settori industriali. Anzi, si contano sulle dita di una mano. Vi sono industrie di cucine componibili, vi sono industrie alimentari di gelato, vi sono industrie di abbigliamento. E vi sono industrie che producono una vera eccellenza italiana: il vino.

E, tra le diverse compagini dedicate a Bacco, nel mondo del pedale italico ha spiccato senz’ombra di dubbio la Vini Caldirola. Azienda di Missaglia, cittadina del Lecchese, la Vini Caldirola entrò nel ciclismo nel 1998 per sponsorizzare il gruppo sportivo di Roberto Amadio, già Jolly Componibili e Aki. Dopo un primo anno di “ambientamento”, la svolta avvenne nel 1999, quando alla corte della Vini Caldirola approdarono Francesco Casagrande, Massimo Donati e Romans Vainsteins.

Casagrande nel 1999 si impose al Giro di Svizzera (ultimo italiano a vincere la corsa a tappe elvetica) davanti a Jalabert e Simoni e ad agosto concesse il bis personale alla Classica di San Sebastian. L’anno susseguente arrivò la gioia più grande per Nando, il successo alla Freccia Vallone togliendosi di ruota sul muro di Huy il belga Verbrugghe e ancora il francese Jalabert. Ma, contemporaneamente, arrivò anche la delusione più grande.

Al Giro d’Italia, Casagrande dominò la tappa con arrivo sull’Abetone (la montagna che fece conoscere a tutti l’immenso talento di Fausto Coppi) e indossò la Maglia Rosa. La tenne fino al penultimo giorno, quando nella cronometro individuale con arrivo in salita al Sestriere crollò, subendo il sorpasso decisivo in classifica da Stefano Garzelli.

Massimo Donati, invece, lasciò il suo segno in diverse classiche italiane. In particolar modo, in quelle che costituiscono il cosiddetto Trittico Lombardo. Nel 1999, il corridore di Santa Maria a Monte vinse la Coppa Agostoni, mentre l’anno dopo primeggiò nella Tre Valli Varesine.

Ultimo ma non ultimo, Romans Vainsteins. Il lettone si rivelò al grande ciclismo in maglia Vini Caldirola nel 1999 imponendosi in due frazioni alla Tirreno-Adriatico e vincendo una tappa al Giro d’Italia a Foggia, mentre nel 2000 fece sua la Coppa Bernocchi e, a Plouay (Francia), si laureò Campione del Mondo. Nel 2000, la Vini Caldirola poté festeggiare anche il successo nel Giro dell’Appennino con Paolo Zanetti.

Alla fine di quella stagione, il gruppo sportivo si fuse con la Tacconi Sport – Amica Chips di Davide Boifava e la Vini Caldirola lasciò la sponsorizzazione. Ritornando nel 2003, appoggiando la squadra che come capitano conta su, ironia della sorte, Stefano Garzelli. Il varesino accettò la proposta della Vini Caldirola, tornando alle corse dopo la squalifica di 11 mesi per la positività al Probenecid riscontratagli durante il Giro d’Italia 2002. Garzelli ripagò la fiducia vincendo due tappe al Giro 2003, quella di Terme Luigiane e quella del Terminillo, indossando anche la Maglia Rosa.

Un primato effimero, dato che Gilberto Simoni lo scalzò a Faenza, iniziando la costruzione del successo del suo secondo Giro d’Italia, con Garzelli che si accontentò di battere l’ucraino Popovych per il secondo posto. L’anno susseguente, il varesino non risultava più essere competitivo ad altissimi livelli, ma si tolse la soddisfazione di vincere la tappa della Presolana. La Vini Caldirola, in quel Giro d’Italia, mise nel carniere anche la tappa di Fondo grazie a Pavel Tonkov. Successo passato alla storia per il gesto dell’ombrello del russo sulla linea del traguardo, “dedicato” a chi lo aveva criticato in precedenza.

A fine 2004, la Vini Caldirola lasciò definitivamente il mondo del ciclismo. La maggior parte del gruppo sportivo, sotto l’egida di Roberto Amadio, divenne il nucleo fondante della Liquigas-Bianchi.

Carta d’identita e palmarès

Nome: Vini Caldirola
Periodo di attività: 1998-2000; 2003-2004
Colori sociali: azzurro-fucsia (primo periodo), giallo-nero (secondo periodo)
Grandi Giri: 0
Podi nei Grandi Giri: 2; Giro d’Italia, Casagrande, 2° nel 2000, Garzelli, 2° nel 2003
Tappe nei Grandi Giri: 7; tutte al Giro d’Italia, 3 nel primo periodo, 4 nel secondo periodo
Classiche Monumento: 0
Altre grandi classiche internazionali: 2; Freccia Vallone 2000 con Casagrande; Classica di San Sebastian 1999 con Casagrande;
Grandi classiche italiane: 4; Coppa Agostoni 1999 con Donati; Coppa Bernocchi 2000 con Vainsteins; Giro dell’Appennino 2000 con Zanetti; Tre Valli Varesine 2000 con Donati;
Grandi corse a tappe di una settimana: 1; Giro di Svizzera 1999 con Casagrande

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Nato a Salerno il 3 maggio 1986, laureato in Fisica, ex arbitro di calcio FIGC. “Sportofilo” a 360° con predilezione per calcio e ciclismo, è un acceso e convinto fantacalcista.