Le due ruote sognano il Giro d’Europa

Gli amanti del ciclismo conoscono bene il racconto “Il grande Pozzi” tratto da “Bar Sport” di Stefano Benni. Una storia di ciclismo di vecchia scuola carica di fantasia, genialità e umorismo. Episodi surreali nel corso di tragitti o gare improponibili per gli amanti delle due ruote; come la Milano-Leningrado oppure gli imponenti 6300 km della tappa Lisbona-Leningrado. Fatiche che solo i due protagonisti Pozzi e Girardoux sarebbero in grado di colmare in scioltezza, ripartendo il giorno successivo con ancora forza sulle gambe.

E ora veniamo alla realtà, quella triste di questi giorni con il Coronavirus che ha praticamente cancellato il programma delle classiche del ciclismo e ora minaccia molto da vicino le grandi corse a tappe. Il Giro d’Italia è quello più incerto tra posticipi e nuove date da trovare, mentre in Francia si pensa a un Tour a porte chiuse anche se ogni ipotesi deve scontrarsi ogni giorno con il continuo evolversi dell’epidemia. La Vuelta per il momento sembra concedere più garanzie visto anche il periodo, a metà agosto infatti è prevista la partenza, ma la situazione della Spagna sta diventando tra le più gravi del vecchio continente e di sicuro non permette grande ottimismo.

In questa situazione generale di stallo e attesa c’è chi sta portando avanti un’ipotesi intricante, quella di un unico grande giro che possa corrersi per l’Europa. Attenzione, non parliamo di tappe lunghe come quelle narrate da Benni, ma di un percorso suggestivo che permetta di attraversa in un unico colpo Francia, Italia e Spagna, magari visitando perle città che più stanno soffrendo come Milano, Bergamo o Brescia (Ovviamente si spera a emergenza finita) e lanciando anche un messaggio di speranza.

Un’idea nata dal nulla, che sta ottenendo pian piano un timido consenso “destinato ad aumentare” qualora ci si rendesse conto dell’impossibilità di poter recuperare le gare. Sarebbe di sicuro un evento strepitoso e soprattutto unico se pensiamo alla qualità delle salite da poter mettere in programma tra Alpi e Pirenei; ai nastri di partenza inoltre potrebbero esserci i più grandi campioni tutti insiemi. Roba da far venire l’acquolina in bocca a tutti gli appassionati. Una gallina dalle uova d’oro considerando sponsor e televisioni. Non è però tutto così facile. Intanto c’è da attendere il termine di tutta questa brutta storia e al momento ancora non si vede la famosa luce in fondo al tunnel; c’è poi da mettere d’accordo tutti i vari interessi che gravitano nel panorama ciclistico internazionale e non è roba da poco. Infine c’è la questione preparazione degli atleti, un tema da non sottovalutare in un momento come questo dove gli allenamenti diventano veramente difficili. Si potrebbe pensare a un grande Giro d’Europa nel 2021, ma fare a meno per due anni di seguito di Giro, Tour e Vuelta sarebbe davvero troppo. Il mondo del ciclismo resta comunque in attesa e chissà che qualcosa non possa veramente concretizzarsi.

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Nasce a Roma il 30 maggio 1979 mentre il Nottingham Forest di Brian Clough vinceva la sua prima Coppa Campioni. Radiocronista sui campi dell’Eccellenza laziale, adora il calcio minore ed il futsal.