Brignone-Sestriere: un binomio vincente nel DNA

Sestriere in festa in un tripudio di bandiere tricolore per celebrare un nuovo felice della squadra italiana femminile di sci alpino. Nello slalom gigante disputato sulla Kandahar è arrivato il terzo trionfo stagionale per Federica Brignone. Una gara divertente in una giornata solare in cui si sono messe in luce le migliori tre atlete della classifica generale, racchiuse al traguardo da un solo incredibile centesimo:  1. Brignone e Vlhova, 3. Shiffrin a 1’’. Un arrivo a pari merito forse sarebbe stato più equo e giusto per le emozioni che queste tre sciatrici hanno saputo regalare al pubblico della cittadina torinese.

L’annata della Brignone si conferma un crescendo di risultati; due secondi posti tramutati successivamente nel primo successo, poi la vittoria anche nella prima prova di combinata e ora il suo nome lì affiancato a due colossi dell’attuale Circo Bianco. Sestriere-Brignone è un binomio racchiuso nel DNA perché nel lontano 1983 su queste nevi trionfò sua madre, Maria Rosa Quario, anche se in quel caso si trattava di uno slalom speciale.

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Nella classifica di slalom gigante la Brignone resta in testa a 375 punti e guadagna qualcosa sulla Shiffrin (314 pt); interessante anche la classifica generale dove la Shiffrin resta leader, ma alle sue spalle la nostra azzurra consolida il terzo posto lasciandosi lontane le due elvetiche Holdener e Gisin. Il sabato azzurro però ci dà modo di registrare una serie di risultati importanti per il team azzurro. Sofia Goggia e Marta Bassino  sono riuscite a ottenere un posto nella top 10 occupando rispettivamente la nona e la decima posizione. Irene Curtoni nella seconda manche è stata protagonista di una impeccabile rimonta, che le ha permesso di risalire fino al 18° posto. C’è poi la discesa libera di Wengen dove Dominik Paris era a caccia di punti importanti dopo le buone prestazioni in prova e in combinata. Il primo posto purtroppo non è arrivato e l’altoatesino si è dovuto accontentare di un secondo piazzamento dietro allo svizzero Feuz: la sfida in discesa tra i due si rinnoverà tra una settimana su un’altra prestigiosa location come Kitzbuhel. Scendendo in classifica fino al 56° posto troviamo Emanuele Buzzi: la sua storia merita una piccola riflessione. Lo scorso anno ottenne un ottimo sesto posto proprio a Wengen, ma cadde dopo l’arrivo e si infortunò seriamente al ginocchio. Oggi è tornato su quella pista capace di dargli nel giro di pochi secondi emozioni contrastanti.

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Nasce a Roma il 30 maggio 1979 mentre il Nottingham Forest di Brian Clough vinceva la sua prima Coppa Campioni. Radiocronista sui campi dell’Eccellenza laziale, adora il calcio minore ed il futsal.