I “flop” degli Anni ’10 – Che fine ha fatto… Josip Radošević?

Concluso da pochi giorni il decennio 2010-2019, abbiamo voluto analizzare alcuni dei più clamorosi “flop” del calcio italiano ed europeo, analizzando le storie di quei giocatori arrivati con grandi attese e, invece, rivelatesi delle enormi delusioni. Rispondendo così all’inevitabile domanda che ogni tanto ci poniamo a tempo morto o mentre si parla con gli amici: ma che fine ha fatto?

Negli anni in cui stava cominciando a prendere forma quella generazione d’oro di giocatori croati destinati poi a sfiorare qualche tempo dopo addirittura la vittoria della Coppa del Mondo, Josip Radošević sembrava essere destinato a diventare il futuro erede dei vari Modric e Rakitic nel decennio successivo, con l’obiettivo di conquistare al più presto un posto nel centrocampo della Nazionale scacchi biancorossi. Ci credevano molto anche il Napoli e l’allora ds Bigon, che avevano visto nel ragazzo prodigio dell’Hajduk Spalato una centrocampista di quantità e tanto lavoro sporco, nella speranza di aver piazzato un importante colpo in prospettiva.

E, in effetti, i primi segnali con la Primavera, soprattutto al Torneo di Viareggio, furono molto positivi da parte del “piccolo Gattuso”, come lo definì il suo agente all’arrivo a Napoli. Una piccola conferma rispetto a quanto di buono aveva fatto vedere negli anni degli esordi a Spalato, ma anche nelle giovanili della Nazionale. Ma, alla fine, il croato non è riuscito a imporsi né sotto la guida di Mazzarri né con quella di Benitez, giocando appena 8 gare in Serie A, senza dare però mai l’impressione di avere di fronte un giocatore dal livello tecnico superiore e finendo ben presto ai margini della rosa. Tanta imprecisione nei passaggi, poca intensità in quel pressing che sarebbe dovuto essere la sua caratteristica principale: per chi si aspettava sempre una giocata da fuoriclasse o un colpo di genio dal centrocampista, rimaneva costantemente deluso, creandosi l’impressione che il ragazzo facesse fatica a gestire i ritmi di un campionato di livello maggiore.

L’esperienza effettiva in azzurro, però, è stata breve, perché Radošević ha finito per trascorrere diverso tempo altrove in prestito, prima ai croati del Rijeka e poi con i baschi dell’Eibar. In nessuna delle due esperienze è arrivato il segnale di ripresa atteso e così, nell’estate 2016, il Napoli ha deciso di concludere anticipatamente il contratto del croato, che da svincolato si è accasato al Red Bull Salisburgo.

Che fine ha fatto?

Conclusa l’esperienza austriaca, Radošević è tornato a giocare proprio nel suo Hajduk Spalato, in cui è tornato a essere protagonista in una squadra che ha trovato nel centrocampista una risorsa fondamentale in un momento delicato della propria storia. Con i biancorossi, il croato ha fatto tutto sommato bene nell’unica stagione disputata, salvo poi passare alla sua attuale squadra, i danesi del Brondby: nella sua nuova squadra, il centrocampista è già protagonista di diverse ottime prestazioni in prima squadra, collezionando in totale 57 presenze, 3 reti e 4 assist e cominciando ad assumere, soprattutto di recente, una posizione più offensiva per contribuire alla costruzione del gioco. Il campionato danese, forse, potrebbe presto risultargli un po’ stretto come accaduto nel ritorno in Croazia, ma, a 25 anni, la carriera brillante che si prospettava agli esordi di Spalato si è lentamente spenta, facendo crollare definitivamente quel castello di fantasie che lo avrebbe voluto un giorno come protagonista della Nazionale croata, magari proprio per assumere l’eredità degli attuali grandi campioni della squadra.

 

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Nato a Monza nel '95, ha tre grandi passioni: Mark Knopfler, la letteratura e il calcio inglese. Sogna di diventare giornalista d'inchiesta, andando a studiare il complesso rapporto tra calcio e politica.