RB Salisburgo, la miniera d’oro del calcio europeo

Non è azzardo indicare il Salisburgo come la Juventus d’Austria. Più che altro per i titoli conquistati negli ultimi anni: se i bianconeri sono a quota 8 consecutivi, gli austriaci ne hanno ottenuti sei. Se andiamo a guardare più approfonditamente, notiamo che il dominio dura dal momento in cui il colosso Red Bull ha acquistato la proprietà del club, più precisamente dal 2005. Da quell’anno il Salisburgo non è mai sceso oltre la seconda posizione, ottenendo dieci scudetti su quattordici stagioni disponibili. Certo, l’Austria non avrà un campionato così competitivo come i principali tornei europei, ma dà la misura di quanto bene abbia fatto questa squadra negli ultimi quindici anni.

I risultati sportivi sono sotto gli occhi di tutti. Ma non solo. Il Salisburgo continua a produrre plusvalenze, vendendo a peso d’oro i calciatori che arrivano da sconosciuti e se ne vanno da predestinati. Gli ultimi esempi sono quelli di Erling Braut Håland, prelevato lo scorso anno dal Molde e ingaggiato a suon di milioni dal Borussia Dortmund e di Takumi Minamino, arrivato cinque anni fa dal Cerezo Osaka per meno di un milione di euro e ceduto al Liverpool in questa sessione di mercato.

I due calciatori menzionati sono solamente gli ultimi di una lunga lista. Come dimenticare Sadio Mané, recente vincitore della Champions League e Pallone d’Oro africano 2019, passato anche lui da Salisburgo prima di spiccare il volo in Inghilterra (prima al Southampton, poi al Liverpool). Oppure Naby Keïta, centrocampista prelevato dai Reds dopo essere transitato al Lipsia, altra squadra marchiata RB. Altre cessioni, meno strombazzate ma ugualmente redditizie, sono state quelle di Amadou Haidara e Dayot Upamecano allo stesso Lipsia e del giovane croato Ćaleta-Car al Marsiglia. In Italia, anche se per ora con alterne fortune, sono giunti Lazaro (Inter), Berisha (Lazio) e Igor (SPAL).

Insomma, pare evidente che il Salisburgo abbia una certa predisposizione a scovare talenti, farli maturare per poi venderli al maggiore offerente. Ha una rete di scouting imponente e non ci sono confini alle sue scelte. I giocatori provengono da tutto il mondo, senza troppe distinzioni. Hanno una sola caratteristica, vengono presi giovanissimi e lanciati nel calcio europeo, anche grazie a un campionato che gli permette di crescere senza intoppi. Non ci meraviglieremmo se il prossimo calciatore lanciato dal Salisburgo fosse Luis Phelipe, ala classe 2001 che in Youth League fece letteralmente impazzire la Primavera del Napoli. Il Salisburgo continuerà a essere per molto la miniera d’oro del calcio europeo.

 

Ecco come sarebbe la formazione ideale del Salisburgo senza le cessioni avvenute in questi anni:

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Empolese e orgoglioso di esserlo, ha cominciato ad amare il calcio incantato dal mito di Van Basten. Amante dei viaggi, giocatore ed ex insegnante di tennis, attualmente collabora con pianetaempoli.it.