Forza Atalanta, non fermarti proprio adesso! Prova a seguire l’esempio dell’Apoel Nicosia

Si parla ormai da tempo della possibilità di istituire una Superlega accessibile alle migliori squadre europee. Idea che trova l’appoggio di qualche grande club ma che, ovviamente, non è visto di buon occhio dalle squadre meno blasonate. Il motivo è semplice: considerare le coppe come una sorte di élite, un’aristocrazia calcistica in cui i meriti sul campo vengono sostanzialmente sminuiti, se non sostituiti, dall’aspetto economico, sarebbe contrario a ogni principio di etica sportiva. La Champions e l’Europa League sono belle proprio per questo, perché non c’è nulla di scontato e può succedere di tutto. Se ci fosse stata la Superlega l’Atalanta non avrebbe potuto vivere la sua favola. Non avrebbe potuto qualificarsi ribaltando un girone d’andata disastroso con un girone di ritorno praticamente perfetto.

Gli uomini di Gasperini hanno saputo incassare i pesanti ko delle prime tre partite senza fare una piega. Sarebbe stato probabilmente più facile pensare solo al campionato e lasciare stare la Champions. D’altronde all’Atalanta non si poteva chiedere troppo al suo esordio assoluto nella coppa più prestigiosa. E invece i nerazzurri hanno fatto “scacco matto” in tre mosse. Hanno alimentato la speranza pareggiando contro il City e hanno tramutato il loro sogno in realtà dominando le ultime due gare, contro gli avversari diretti di turno Dinamo Zagabria e Shakhtar. Le gesta dell’Atalanta devono essere celebrate, perché se è vero che il passaggio del turno è avvenuto in un girone che – City a parte – era alla portata della Dea, il modo in cui è avvenuto è semplicemente esaltante.

Adesso, con il sorteggio degli ottavi alle porte, molti pensano che questa Atalanta sarà una vittima sacrificale, soprattutto se si imbatterà in una grande del calcio europeo. In effetti, da seconda della classe, i nomi che potrebbero toccarle in sorte fanno paura solo a nominarli. Ma la storia della Champions ha dimostrato che non c’è niente di scritto. A volte il coraggio e l’incoscienza possono dare una spinta decisiva anche se, nei pronostici, si è ultra sfavoriti. L’Atalanta sta già vivendo un grande sogno. Una di quelle situazioni che vorresti non finissero mai e di cui, quasi inebriato, vuoi assaporare ogni singolo secondo. Si presenterà agli ottavi con l’aria scanzonata di chi sa già che ha compiuto un’impresa storica e che tutto quello che verrà sarà un plus ulteriore.

Un esempio da seguire è l’Apoel Nicosia della stagione 2011/12. I ciprioti arrivarono inaspettatamente alla fase a gironi, passando per due turni preliminari in cui ebbero la meglio sugli albanesi del Skënderbeu e gli slovacchi dello Slovan Bratislava. Ovviamente venivano visti come la Cenerentola dell’intera Champions, visto lo scarso blasone ed esperienza internazionale dei suoi calciatori. Ma in un raggruppamento molto livellato l’Apoel riuscì a qualificarsi addirittura come primo, avendo la meglio su Porto (secondo), Zenit e Shakhtar (ulteriore casualità che li ricollega all’Atalanta). Un risultato storico, impensabile alla vigilia. Naturalmente agli ottavi l’Apoel partiva nettamente sfavorito contro l’Olympique Lione. I ciprioti persero la partita di andata in Francia per 1-0, ma nel ritorno pareggiarono la contesa dopo appena 8′ di gioco. La partita di protrasse fino ai tempi supplementari senza reti ed è qui che accadde l’ennesimo miracolo. La lotteria dei rigori premiò infatti l’Apoel, che approfittò degli errori dal dischetto di Lacazette e Bastos e riuscì a guadagnarsi un’incredibile qualificazione ai quarti di finale (in cui fu eliminato abbastanza nettamente dal Real Madrid).

L’Apoel scrisse la storia andando oltre i propri limiti. Ed è un monito per tutti: per l’Atalanta, perché non si deve accontentare di aver raggiunto un traguardo così importante e storico; ma anche per gli altri, perché nel calcio e, più in particolare, nelle coppe europee non c’è niente di scontato. E quindi, forza Atalanta: chiunque sia il tuo avversario giocati queste due gare al meglio, le imprese a volte si possono pure ripetere.

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Empolese e orgoglioso di esserlo, ha cominciato ad amare il calcio incantato dal mito di Van Basten. Amante dei viaggi, giocatore ed ex insegnante di tennis, attualmente collabora con pianetaempoli.it.