A tu per tu con Francesca Indelicato, la #queenofsand – 2/a puntata

Dopo la prima puntata di giovedì scorso, ecco la seconda parte della nostra intervista a Francesca Indelicato, la #queenofsand, medaglia d’oro nel Beach Wrestling categoria 60 kg ai recenti ANOC Beach Games 2019 di Doha (Qatar)

2020, anno dei Giochi Olimpici di Tokyo. Come ti preparerai per inseguire il sogno a cinque cerchi?
Beh, devo dire che non mi sono goduta pienamente la vittoria dei Beach Games perché sono partita immediatamente per la Spagna dove mi sto trattenendo per preparare una lottatrice spagnola in vista dei prossimi Mondiali di lotta Under 23. Poi, rientrando in Italia, inizierà la preparazione per i prossimi Campionati Assoluti di Gennaio. Dopo quella gara, verrà selezionata la Nazionale che andrà a disputare le qualifiche olimpiche. Quindi, ora, il principale obiettivo è l’Italiano.

Piccola curiosità, a proposito di preparazione. Immagino che il controllo del peso sia fondamentale. Questo comporta rinunce alimentari? E, se sì, a quale alimento rinunci con maggior dispiacere.
Sì, il controllo del peso è fondamentale. Io stessa sono stata diverse volte a dieta per le gare. Però non è che bisogna per forza rinunciare a determinati alimenti, perché se fai una buona dieta puoi non togliere niente. Sì, riduci le quantità ma se una volta ogni tanto hai desiderio di un cioccolatino, tanto per fare un esempio, puoi mangiartelo senza problemi. Certo, non è semplice mentalmente sopportare una dieta ma devi essere forte e riuscirci se serve per perseguire un obiettivo come può essere quello di una gara. Ovviamente, partendo sempre per tempo in maniera che il corpo stia sempre bene e non soffra la fame. Io per gli ANOC Beach Games non ho dovuto calare tanti chili perché la categoria era 60 kg, mentre sulla materassina devo calare un po’ di più essendo la mia categoria quella dei 57 kg. Ripeto, all’inizio può essere pesante ma sono io in primis a essere motivata nel farcela perché voglio arrivare sempre preparata sia fisicamente che mentalmente alla gara. Poi, soprattutto quando la gara va bene, ti godi di più quel cibo che non hai potuto mangiare per diverso tempo, come può essere per esempio una pizza.

Torniamo al Beach Wrestling. Hai mai pensato che potresti diventare una sorta di ambasciatrice di questa disciplina per le spiagge italiane? Magari d’accordo con la Federazione e sempre in maniera compatibile con i tuoi impegni sportivi. Ti piacerebbe l’idea?
L’idea è bellissima, se la Federazione me lo proponesse sarei felicissima di accettare. Anche perché negli ultimi anni c’è questa tendenza che porta a fare attività sportiva in spiaggia e non solo stare sotto l’ombrellone a prendere il sole. Bisognerebbe organizzare un progetto in tal merito, ma l’idea mi pare davvero molto buona e sarei molto lieta di intraprendere questo percorso.

L’essere l’unica rappresentante azzurra in assoluto del Beach Wrestling agli ANOC Beach Games 2019 ti ha responsabilizzato di più?
Guarda, avevo una pressione a Doha ma una pressione più tutta interna a me perché sapevo di potercela fare a vincere, benché dopo il secondo posto ai Mondiali dello scorso anno mi sia autoimposta di gestire tale pressione affinché non mi pregiudicasse la prestazione sportiva. Esternamente, non ho avuto tanta pressione perché nessuno mi ha detto “vai là e vinci”. Comunque, essere andata a Doha da sola e senza nessuno che praticasse la tua stessa disciplina rappresenta comunque un’emozione unica.

C’è qualche atleta che conosci praticare solamente il Beach Wrestling? Ed esiste qualche tuo collega della Nazionale che è intenzionato a praticare in maniera seria questa disciplina?
Esistono un paio di atleti, uno spagnolo e un pakistano (quest’ultimo anche vincitori di tre mondiali) che da qualche anno a questa parte hanno deciso di dedicarsi completamente al Beach Wrestling. In Italia non so se potrà mai prendere piede. Penso che sia difficile, ad esempio, che accada nella mia città che è Torino, dove di spiagge non ce ne sono. Però in città che sono sul mare, chissà, lo sviluppo di questa attività potrebbe essere maggiormente favorito.

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Nato a Salerno il 3 maggio 1986, laureato in Fisica, ex arbitro di calcio FIGC. “Sportofilo” a 360° con predilezione per calcio e ciclismo, è un acceso e convinto fantacalcista.