Il Lugano perde di misura (1-2) con l’Inter: da domenica si fa sul serio

Ultimo test, per il Lugano di Celestini, contrapposto oggi alla nuova Inter di Conte, giunta al termine del ritiro elvetico in riva al Ceresio.

A una settimana dalla partenza della Super League  elvetica,che vedrà i bianconeri impegnati al Letzigrund contro lo Zurigo, i bianconeri hanno giocato, soprattutto nella prima frazione (disputata contro i titolari nerazzurri, a parte Barella, Godin e Lautaro Martínez, oltre ovviamente a Icardi e Nainggolan) un po’ contratti, probabilmente intimiditi dai ritmi imposti dagli avversari, apparsi già in buona forma, nonostante abbiano iniziato da poco a lavorare.

Celestini, come promesso alla vigilia, ha messo in campo un undici molto vicino a quello che, con tutta probabilità, scenderà domenica in campo contro lo Zurigo. Assente Sabbatini, non al meglio, e partiti dalla panchina anche i due nuovi arrivati Holender e Lovrič, entrati nella ripresa.

Hanno però impressionato, come scrivevamo sopra, i milanesi, che dovevano essere, in teoria, quelli più appesantiti fisicamente dal duro lavoro svolto in settimana, agli ordini di Conte e del suo staff. La squadra nerazzurra ha imposto buoni ritmi all’incontro, dimostrando, in particolare, una buona solidità difensiva (il reparto forse più collaudato). I tre centrali difensivi (con D’Ambrosio preferito a Ranocchia come vice Godin) si sono infatti dimostrati insuperabili per gli avanti ticinesi Gerndt e Bottani.

Si è avuta la sensazione che i sottocenerini, senza una prima punta a dare profondità, avessero problemi nella costruzione dell’azione offensiva. E tale limite è stato in qualche modo recepito dal presidente Renzetti  a fine partita, che ha aperto sul possibile arrivo di un nuovo attaccante. Ha fatto bene Rodríguez, l’unico a creare, soprattutto nella prima frazione, qualche problema alla munitissima retroguardia degli italiani. Sull’altra fascia, Aratore ha fatto vedere di avere buone qualità, che lo renderanno importante nel corso di questa stagione.

L’Inter, con un reparto offensivo improvvisato (visto che i probabili attaccanti titolari sono ancora delle ipotesi di mercato), è andata in rete due volte, nella prima frazione, grazie a due centrocampisti, e con due conclusioni da fuori area (Sensi al 24′ e Brozović allo scadere). Nella prima occasione, i ticinesi, dopo aver perso palla in mezzo al campo, sono stati un po’ troppo timidi ad andare a chiudere gli spazi creatisi tra i reparti, consentendo all’ex Sassuolo d’infilare Baumann da fuori area, con una conclusione davvero pregevole.

In occasione, invece, del raddoppio nerazzurro, nessuno, tra i nove giocatori bianconeri all’interno della propria area di rigore, è andato a chiudere sul centrocampista croato il quale, ricevuta la sfera al limite, ha potuto battere a rete indisturbato, con Baumann immobile. Il portiere dei bianconeri ha però sfoderato, nel corso dell’incongtro, almeno 4 interventi di ottimo livello, chiudendo la porta agli avversari in altrettante occasioni.

Nel secondo tempo, con l’Inter completamente rivoluzionata, il Lugano ha fatto ancora fatica, trovando però la rete a 3′ dal termine, grazie ai subentrati Leo (autore di un bel traversone da destra) e Kryeziu, il più veloce di tutti davanti alla porta nerazzurra, per ribadire in rete il suggerimento del compagno.

A fine partita, Celestini è apparso non del tutto soddisfatto della prova dei suoi. Ecco cos’ha dichiarato ai giornalisti (FC Lugano): “Soddisfatto per alcune cose viste oggi e meno per altre. Normale, però, che ci siano ancora un po’ di cosa da migliorare, in questa fase. Noi siamo più avanti nella preparazione, ma il loro tasso tecnico ha ovviamente compensato tutto ciò. Volevo vedere più cattiveria sulle fasce, alla ricerca di quella cattiveria e competitività che ci servirà domenica a Zurigo. Mi hanno soddisfatto le seconde linee entrate nel secondo tempo: li abbiamo integrati bene questa settimana, continueremo in futuro.”

“Sono contentissimo della rosa che abbiamo composto: non cercate di farmi dire che voglio una punta, perché non ve lo dico. Tuttavia, il mercato non è ancora finito, tra qualche settimana qualcosina cambierà, e vedremo se si dovrà intervenire. Ora ci serve lavorare. Riguardo all’undici di partenza, non è ovviamente detto che sia quello con il quale partiremo a Zurigo: ci sono molte cose ancora da vedere. Rispetto a quanto fatto vedere oggi, servirà prendere coscienza della necessità di migliorare la cattiveria e il dinamismo con e senza palla.”

“Sono soddisfatto del lavoro fatto: la squadra è sempre cresciuta nei vari test. Lavoreremo ancora, perché ci vorranno la giusta cattiveria e competitività per affrontare il campionato. La prossima settimana diminuiremo i carichi di lavoro, per essere più freschi e dinamici al via.”

Il capitano di giornata Mijat Marić è apparso tranquillo e consapevole dei limiti attuali della compagine bianconera(RSI) “Lo sapevamo che, dopo quattro settimane di lavoro impegnativo, le gambe non avrebbero fatto sempre quello che volevamo. La prova di oggi ci è per darci consapevolezza rispetto al nostro attuale stato di forma, e ci servirà domenica prossima a Zurigo. L’Inter mi ha impressionato: credo che faranno bene su tutti i fronti”.

Condividi
Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.