Finale da brividi: chi retrocederà tra Fiorentina, Empoli e Genoa?

Alzi la mano chi avrebbe pensato a un finale così infuocato. La lotta-salvezza è tutt’altro che chiusa e si deciderà nei novanta minuti finali. Merito di un Empoli combattivo, che ha saputo rialzarsi quando tutti lo davano per spacciato. E demerito di Fiorentina e Genoa, ottenebrate da prestazioni inguardabili e incapaci di chiudere i conti. Già, perché queste due squadre la vita se la sono complicata da sole. Entrambe hanno cacciato l’allenatore, anche se in momenti diversi della stagione. E a conti fatti non è stata una scelta che ha pagato.

FIORENTINA 40 – I gigliati si sono affidati al “cavallo di ritorno” Vincenzo Montella, che però non è ancora riuscito a portare a casa una vittoria. Ciò che preoccupa di più è la cattiva vena dell’attacco viola: la Fiorentina ha segnato solo una volta nelle ultime sette partite, per giunta in una partita persa (quella contro la Juventus). I tre attaccanti (Muriel, Chiesa e Simeone) non segnano da due mesi e anche contro il Parma hanno palesato notevoli difficoltà davanti alla porta. La squadra sembra stanca e priva di forza, ma soprattutto scarica mentalmente. Ed è un problema, perché l’involuzione di molti giocatori non consente a Montella di stare tranquillo, neppure coi due punti in più dell’Empoli e i tre del Genoa.

EMPOLI 38 – A ben guardare gli uomini di Andreazzoli sono quelli che hanno l’impegno più difficile. L’Empoli sfiderà l’Inter dell’ex Spalletti, e lo farà in un contesto non semplice: i nerazzurri sono alla disperata ricerca di una vittoria per sigillare l’obiettivo Champions, che altrimenti gli sfuggirebbe incredibilmente di mano. È pur vero, però, che i toscani sono la squadra più in forma del lotto. Sono in trance agonistica, dopo aver battuto in ordine Fiorentina, Sampdoria e Torino. E una vittoria a San Siro non è più di tanto un’utopia.

GENOA 37 – I rossoblù hanno sprecato con la Roma ma si sono salvati con il Cagliari. Sempre di rigore, e sempre nei minuti finali: il primo sbagliato da Sanabria, il secondo segnato da Criscito. La situazione è drammatica, soprattutto perché a questo punto non basta più una vittoria contro la Fiorentina. Prandelli e i suoi non sono padroni del loro destino e devono sperare nella sconfitta o nel pareggio dell’Empoli a Milano. Preziosi ha messo in vendita la società, l’ambiente è in subbuglio, indeciso tra la contestazione e l’ultimo incitamento ai loro beniamini.

 

Condividi
Empolese e orgoglioso di esserlo, ha cominciato ad amare il calcio incantato dal mito di Van Basten. Amante dei viaggi, giocatore ed ex insegnante di tennis, attualmente collabora con pianetaempoli.it.