Giro d’Italia 2019, il vademecum delle tappe – 3/a puntata

La terza e ultima puntata del vademecum delle tappe del Giro d’Italia 2019, che scatta sabato 11 maggio da Bologna con la cronometro che porta fino al Santuario di San Luca.

Domenica 26 maggio 2019, 15/a tappa, Ivrea-Como, 232 km – Il Lombardia all’interno del Giro d’Italia. Sì, perché gli ultimi 75 km della frazione sono gli stessi della Classica delle Foglie Morte con Madonna del Ghisallo, Colma di Sormano e Civiglio. Quest’ultimo ha la vetta a 10 km dall’arrivo e poi solo discesa. Salite storiche, ma che non dovrebbero creare tanta selezione tra i migliori della classifica. Probabile che a contendersi la tappa saranno uomini che non impensieriscono i big e che sono stati capaci di centrare la fuga vincente.

Martedì 28 maggio 2019, 16/a tappa, Lovere-Ponte di Legno, 226 km – Il tappone del Giro. Perché? Definireste diversamente la frazione con Gavia e Mortirolo? La Cima Coppi della Corsa Rosa con i suoi 2618 metri è affrontato proprio dal versante di Ponte di Legno, 16,5 km con pendenza media dell’8% e punte del 16%. Cima a 95 km dal traguardo. 54 chilometri tra discesa e falsopiano in discesa e poi inizia Sua Maestà il Mortirolo, 11,9 km con pendenza media del 10,9% e punte del 18%. Vetta a 28 chilometri dall’arrivo. Discesa tecnica e gli ultimi 17 km in salita leggera, pendenze del 3-4%. Ma con Gavia e Mortirolo nelle gambe, anche un cavalcavia potrebbe fare la differenza. Tappa da non perdere. Qui ci si gioca mezzo Giro d’Italia.

Mercoledì 29 maggio 2019, 17/a tappa, Commezzadura-Anterselva, 181 km – Ancora salita, sebbene più “leggera”. Le ascese del Passo della Mendola, di Elvas e di Terento non sono nulla di insormontabile. La rampa più dura è proprio quella che porta al traguardo dello Stadio del Biathlon di Anterselva, la città di Dorothea Wierer. 5,5 km al 6,9% di pendenza media e punte del 12%. Difficile che uno dei grandi possa fare la differenza, più probabile che vada via una fuga di uomini fuori classifica.

Giovedì 30 maggio 2019, 18/a tappa, Valdaora – Santa Maria di Sala, 222 km – A parte i primi chilometri in leggerissima salita e lo zampellotto di Pieve di Alpago a centro tappa, la frazione è un lungo falsopiano in discesa. Fossimo a inizio Giro, non avremmo dubbi sull’arrivo in volata. Ma a questo punto della Corsa Rosa quanti velocisti saranno ancora in gara? E quali squadre degli sprint saranno in grado di tenere la corsa chiusa?

Venerdì 31 maggio 2019, 19/a tappa, Treviso – San Martino di Castrozza, 151 km – Si arriva in salita praticamente sul Passo Rolle. Dopo le ascese facili di San Boldo e di Lamon, l’erta conclusiva inizia a 13,6 km dal traguardo con pendenza media del 5,6% e punte del 10%. Tappa dove i big avranno una sola cartuccia da sparare. E solitamente queste frazioni fanno più male dei tapponi.

Sabato 1 giugno 2019, 20/a tappa, Feltre-Croce d’Aune Monte Avena, 194 km – Ecco il tappone dolomitico, una pietra miliare del Giro. Si scalano Cima Campo, Manghen, Rolle (dal versante di Predazzo) e infine la doppia Croce d’Aune. La prima, classica, 11,1 km con pendenza media del 5,5% e punte del 16%. Cima piazzata a 11 km dal traguardo, di questi 4 di discesa e gli ultimi 7 in salita verso il traguardo di Monte Avena, pendenza media del 6,9% e punte dell’11%. Terreno per confermare o sconvolgere la classifica del Giro ci sta in abbondanza.

Domenica 2 giugno 2019, 21/a tappa, Verona-Verona (cronometro individuale), 17 km – Se una settimana di grandi salite non è bastate, ecco i 17 chilometri contro il tempo che stabiliranno la classifica definitiva del Giro d’Italia 2019. Tutti pianeggianti? Neanche per idea. Al centro vi sono i 4,5 km della salita delle Torricelle, al 4,6% di pendenza media e punte del 9%. Dalla cima vi sono 3,3 km in discesa e i 4,2 di pianura che portano all’Arena. Luogo dove si celebrerà il vincitore del Giro d’Italia 2019.

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Nato a Salerno il 3 maggio 1986, laureato in Fisica, ex arbitro di calcio FIGC. “Sportofilo” a 360° con predilezione per calcio e ciclismo, è un acceso e convinto fantacalcista.