Lugano, Celestini: “A Berna con fiducia”

Tradizionale conferenza stampa del venerdì per Fabio Celestini, tecnico del Lugano, a presentazione dell’affascinante sfida di venerdì pomeriggio contro lo Young Boys, allo Stade de Suisse di Berna.

Al termine dell’allenamento, il tecnico ha comunicato che Čovilo lamenta un problema al tendine d’Achille. Piccinocchi ha invece ripreso ad allenarsi con il gruppo, e potrebbe essere convocato. Ecco, di seguito, le principali dichiarazioni del tecnico dei bianconeri (FC Lugano).

“In stagione non abbiamo mai segnato una rete ai bernesi: speriamo di riuscirci questa volta. Troveremo lo stadio esaurito, e tanto entusiasmo da parte loro: ma noi andiamo a giocare la nostra partita senza timori. C’è la pressione normale di questi casi: siamo in un buon momento, veniamo da diversi risultati positivi, vogliamo andare avanti con questa serie.”

“Abbiamo fatto delle buone partite con loro, ci sono mancati solo i risultati. Loro sono una squadra che non molla mai, hanno risolto tantissime partite negli ultimi minuti: vuol dire avere convinzione, carattere, fiducia nei propri mezzi. Noi andiamo a giocarcela con serenità ed entusiasmo. Con lo Zurigo abbiamo fatto bene fin dai primi minuti: i ragazzi si allenano bene, molti di loro vogliono dimostrare qualcosa, fare il salto, e questo è il momento giusto.”

“Ho una squadra duttile, dove gioca chi sta meglio. Čovilo e Bottani hanno avuto qualche problema fisico: se fossero stati meglio, li avrei utilizzati di più. Vécsei, per esempio, sta facendo bene, e mi consente di utilizzare alcuni schemi. I ragazzi si trovano bene a giocare con la difesa a 5, anche se sono consapevoli che, con i 3 attaccanti, perdiamo un uomo a centrocampo. Però sopperiamo a questa maggiore difficoltà a tenere palle con le ripartenze.” 

“A Losanna giocavo con la squadra più alta: qua, col baricentro più basso, quando riconquistiamo palla, abbiamo 10/15 metri in più di campo da occupare. È una situazione che è compatibile con le caratteristiche dei miei attaccanti: basta andare a vedere i gol che abbiamo segnato nelle ultime partite.”

“La classifica è corta. Lo Xamax ha avuto un rendimento secondo solo a Basilea e Young Boys, che giocano su un altro livello. Nonostante questo, eravamo coi rossoneri a 6 punti: ce ne hanno recuperato uno solo, e mancano 6 partite. Inoltre vantiamo un’ottima differenza reti: un fatto importante in un torneo come quello svizzero.”

“Non sono un mangiagiornalisti, come qualcuno dice nella Svizzera francese. Voi mi avete accolto senza pregiudizi: avete voluto vedere, prima di giudicare. A Losanna sono nato e ho passato la maggior parte della carriera di giocatore e allenatore: hanno tutti la presunzione di conoscermi, con ciò che ne consegue. Si diceva che sarebbe stata impossibile la convivenza tra me e il presidente: invece è lui a dire che l’ambiente non è mai stato così sereno. Più semplicemente, qui avete imparato a conoscermi come sono veramente; a Losanna vivono di pregiudizi.”

Il futuro del tecnico? “Non lo so. Sono una persona curiosa, che deve continuare a crescere: questi anni a Losanna e Lugano mi hanno cambiato nel modo di approcciarmi al gruppo. Mi piace lavorare quotidianamente, come sto facendo qua, e come non mi riusciva a Losanna. Ho un sogno nel cassetto: la Liga spagnola, magari il Getafe, dove come calciatore sono stato benissimo. Di sicuro, desidero mantenere la mia identità: mi piace vedere crescere le squadre e i giocatori che mi affidano. Junior è arrivato a quota 11 gol; Margiotta veniva dalla serie C italiana, e ne ha fatti 9 in sei mesi. Samuele Campo oggi gioca a Basilea. Per un allenatore, queste sono le soddisfazioni che contano.”

“A Lugano sto bene: c’è un club organizzato, con persone disponibili e con le quali ho un ottimo rapporto. C’è un direttore sportivo, una novità per me, e un presidente che fa il presidente. Ho uno spogliatoio non di soli giovani, ma assortito, con elementi anche d’esperienza: una vera squadra, diversa da gestire. Per me si è trattato di un passo avanti. Vorrei finire bene la stagione, è una cosa alla quale tengo tantissimo. Poi vedremo cosa accadrà.”

 

 

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Da bambino si innamorò del calcio vedendo giocare a San Siro Rivera e Prati. Milanese per nascita e necessità, sogna di vivere in Svezia, e nel frattempo sopporta una figlia tifosa del Bayern Monaco.