Tottenham e Ajax, un filo rosso vi lega

Chi se la aspettava una semifinale di Champions League tra Tottenham e Ajax? Scommettiamo nessuno e, a dire tutta la verità, nemmeno noi. Ma il calcio è imprevedibile e, seppure non sempre, spesso succede che i valori predefiniti, ma soltanto teorici, si ribaltino e accadano avvenimenti al limite della immaginazione.

Il calcio totale olandese, interpretato in chiave contemporanea dalla freschezza dei giovani Lancieri e diretto da un semisconosciuto ex difensore del Twente, parte da un ormai classico 4-3-3 per trasformarsi in fase di possesso in un 2-4-4 composta da continue sovrapposizioni, scambi,  triangolazioni e fraseggi nello stretto; e che in fase di non possesso diventa 6-4 (sì signori 6-4) con la massima partecipazione di tutti gli effettivi.

Dall’altro lato gli Spurs dimostrano grande compattezza in tutte le occasioni e, nonostante l’assenza di Eric Dier, il Manchester City, tra le altre, lo ha subito sulla propria pelle. Il Tottenham è una squadra che gioca a memoria un calcio estremamente fluido, ricco di combinazioni palla a terra nella trequarti avversaria (spesso innescati dalla verticalizzazione di un centrale o di un centrocampista) e di un ottimo sistema di pressing e contropressing collettivo.

In generale, se l’Ajax nella sua storia ha messo in bacheca quattro Coppe dei Campioni; di contro, il Tottenham nessuna ed è l’unico trofeo mancante avendo vinto una Coppa delle Coppe nel 1963 e due Coppe UEFA negli anni ‘70. Eppure, nel percorso dell’Ajax e nei suoi successi c’è tanto di Tottenham e un filo rosso, un nome nello specifico, lega due club così apparentemente distanti.

Un signore con sigaretta e cappello campeggia tra Spurs e Lancieri e si tratta di Vic Buckingham. Centrocampista del Tottenham dal 1935 al 1949 e poi allenatore dell’Ajax in due riprese: dal 1959 al 1961 e nella stagione 1964-1965. Insomma, fu lui a far esordire un giovanissimo Johan Cruijff, diventando uno degli artefici e dei creatori del calcio totale e, in particolare, dell’Ajax che dimostrò al mondo un calcio moderno, un calcio che rivoluzionò il modo di intendere questo sport dal punto di vista della tattica e della interpretazione, fatto di fraseggi e possesso palla. La sua frase più celebre fu: “se conquisti la palla, mantienila. Gli altri non potranno segnare“.

Machiavelli sosteneva una ciclicità che va dalla rovina alla grandezza, all’ozio, alla debolezza, per poi tornare di nuovo alla rovina; quello che va dall’ordine al disordine per poi tornare all’ordine.

E così, dopo anni, se non decenni, di rovine, Tottenham e Ajax sono nuovamente grandi e il destino ha voluto che non ci sia, almeno per il momento, nessun altro da sconfiggere prima dell’assalto finale di una delle due alla coppa dalle grandi orecchie. 

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Giornalista, appassionato di storia, letteratura, calcio e mediani: quegli “omini invisibili” che rendono imbattibile una squadra. Il numero 8 come fisolofia di vita: grinta, equilibrio, altruismo e licenza del gol.