Il capro espiatorio

L’eliminazione dalla Champions League è stata una botta durissima per la Juventus che, mai come quest’anno, si sentiva pronta e collaudata per vincere quel trofeo che, a Torino, manca da 23 anni. I bianconeri erano additati da molti come i principali favoriti in questa edizione, anche grazie all’acquisto-bomba della scorsa estate, quel Cristiano Ronaldo che ha spesso e volentieri fatto la differenza nella massima rassegna continentale. Eppure il bilancio della stagione juventina rischia di essere deludente, macchiato principalmente dalla sconfitta subita contro l’Ajax ma anche da quella contro l’Atalanta in Coppa Italia, partite che hanno fatto terminare la corsa bianconera in entrambi i casi ai quarti di finale. Con una squadra di altissimo rango sia a livello qualitativo che numerico ci si aspettava di più dai bianconeri in questa stagione, pur tenendo conto dello scudetto vinto con ampio anticipo, che forse non ha generato grande entusiasmo proprio per la facilità disarmante con cui la Juve lo ha vinto.

In questa situazione di sconforto la gran parte dei tifosi della vecchia signora ha individuato il colpevole che, come spesso accade, è l’allenatore. La storia di Massimiliano Allegri alla Juventus è molto particolare: accolto in maniera poco festante (per usare un eufemismo) dai supporter bianconeri, in gran parte ancora affezionati e riconoscenti al tecnico uscente Antonio Conte, artefice della rinascita juventina, Allegri è stato capace di portare la squadra a un livello superiore rispetto al suo predecessore, facendo incetta di titoli a livello nazionale (lasciando solo le briciole alle avversarie) e raggiungendo per ben due volte la finale di Champions League. Eppure l’allenatore livornese, nonostante i risultati ottenuti, è stato aspramente criticato dai tifosi bianconeri a ogni mezzo passo falso. L’amore incondizionato non è mai scoppiato all’interno della tifoseria e in molti sono convinti che, con il materiale a disposizione, Allegri abbia ottenuto solo il minimo sindacale.

La Juventus viene eliminata inaspettatamente (per quanto riguarda i pronostici della vigilia) ma meritatamente (per quel che si è visto in campo) dai ragazzi terribili dell’Ajax e il presidente Agnelli, nel dopo gara, assicura in diretta tv che Allegri resterà l’allenatore della Juventus anche nella prossima stagione. “Oltre al danno la beffa”: questo è ciò che hanno pensato molti sostenitori bianconeri, stufi dell’attuale tecnico e smaniosi di vedere un volto nuovo sulla panchina della Juventus. Un volto nuovo o uno già ben conosciuto, per meglio dire: già, perché Antonio Conte è in cerca di una squadra e un suo eventuale ritorno a Torino non è da escludere, nonostante le frasi del presidente. Cominciare una nuova stagione con un ambiente ostile attorno all’allenatore potrebbe essere un grave errore e la società ci penserà a fondo. Il nome più caldo per la panchina bianconera era Zidane che però si è accasato a Madrid. Le soluzioni al vaglio della Juventus sono principalmente estere (oltre al citato Conte): si è parlato molto di Klopp e parzialmente di Guardiola. Entrambi gli allenatori potrebbero garantire un gioco spettacolare alla Juventus e questo è uno dei principali capi d’accusa mossi nei confronti di Allegri: la sua squadra ha ammaliato poche volte il proprio pubblico con il bel gioco e, con la qualità degli elementi a disposizione, questo è da molti ritenuto non accettabile. Klopp e Guardiola sono tra i massimi esponenti del bel calcio ma va ricordato che il primo non ha mai vinto la coppa dalle grandi orecchie (almeno sino a questo momento), mentre il secondo ha sempre fallito l’obiettivo lontano da Barcellona, non raggiungendo in alcuna occasione le semifinali con una corazzata come il Manchester City. Conte rappresenterebbe un’opzione diversa, un capo popolo chiamato a dimostrare di sapersi sedere al tavolo del ristorante con cento euro in tasca.

Allegri può rimanere sulla panchina bianconera a schiena dritta e a testa alta, avendo dimostrato in questi anni di sapere il fatto suo; i risultati parlano per lui, sia in Italia che in Europa: questa stagione è la prima in cui la Juventus è stata eliminata da una squadra ritenuta inferiore, mentre nelle stagioni precedenti ha sempre sbattuto contro squadre di pari livello o addirittura superiore: dalla sconfitta in finale contro il Barcellona al rigore di Ronaldo nel recupero a Madrid, passando per gli ottavi di finale con il Bayern Monaco e la finale contro il Real, la sua Juve è sempre uscita dalla competizione per grandi meriti dell’avversario. Anche quest’anno è successo solo che l’Ajax, nonostante stia facendo vedere grandi cose, non viene ritenuto all’altezza di uno squadrone come la Juventus, sulla carta. Tutto questo scetticismo attorno alla figura di Allegri non è meritato e per questo da qui all’estate molto potrebbe cambiare, quindi non ci stupiremmo certo di un avvicendamento sulla panchina bianconera, sull’onda dell’hashtag #Allegriout che sta spopolando tra i tifosi della Juventus.

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Nasce nel 1987 a Udine, gioca a calcio da quando ha 6 anni. Laureato in Relazioni Pubbliche e Comunicazione Integrata per le Imprese e le Organizzazioni.