L’handicap di subire almeno un gol a partita. Una spada di Damocle sull’Empoli di Iachini

A chi è amante delle statistiche probabilmente non è sfuggito un dato: l’Empoli – oltre a essere la seconda peggiore difesa dopo il ChievoVerona – non riesce proprio a mantenere la propria porta inviolata. È accaduto solamente in due occasioni, e per giunta ai primordi del campionato. Ossia nella partita inaugurale contro il Cagliari, vinta per 2-0 al Castellani, e in quella contro il Chievo di tre settimane dopo. Poi, nonostante il cambio di guida tecnica e il passaggio a un più prudente 3-5-2, la retroguardia azzurra ha continuato a balbettare pesantemente. Beppe Iachini, in fondo, era stato preso proprio per questo: modificare la rotta, infondendo agli azzurri maggiore sicurezza in fase difensiva.

Così non è stato, almeno finora. L’Empoli ha continuato a subire gol e a palesare i soliti grossi limiti. Si sono verificati molti errori, anche individuali. Non ultimo quello del portiere Provedel, che ha procurato il rigore che ha permesso alla Lazio di aggiudicarsi i tre punti giovedì scorso. Ma anche nelle partite precedenti i componenti del pacchetto arretrato sono incappati in errori da matita blu. A cominciare da Veseli, che dopo l’incertezza di Cagliari che aveva permesso a Farias (suo attuale compagno) di segnare ha perseverato sbagliando i tempi del retropassaggio contro il Genoa, mandando in porta Kouamé. Ma anche Silvestre e il giovane danese Rasmussen, finiti anche loro sul banco degli imputati per gli svarioni nel match contro i rossoblù.

Problema di attenzione, di qualità tecniche individuali? Oppure un problema che abbraccia tutto l’undici di Iachini, partendo dai centrocampisti? Come sempre accade la verità sta in mezzo. Probabilmente Provedel, Veseli, Silvestre e Rasmussen hanno pagato a caro prezzo cali di tensione, di concentrazione. Ma un’altra ragione può essere ricercata dalla natura dei centrocampisti a disposizione di Iachini. Tutti calciatori (Bennacer, Krunic e Traoré) con un passato da trequartista e in fondo poco propensi alla fase difensiva. E anche sulle fasce qualche intoppo c’è stato, tra un Di Lorenzo non sempre preciso e un Pasqual che, ormai quasi 37enne, non ha più il passo della gioventù.

Attualmente il problema principale è questo per l’Empoli. Perché nonostante gli undici gol realizzati da Caputo, vero trascinatore della squadra, la vittoria manca da oltre due mesi. In generale in Serie A è difficile imporsi, non ci sono partite scontate come dimostrano gli ultimi successi esterni di Bologna e Frosinone contro Inter e Sampdoria. Ma se parti con l’handicap di subire almeno un gol a partita tutto si fa tremendamente più complicato. La prossima occasione per svoltare si chiama Sassuolo e l’Empoli, in questo momento, non può certo sbagliare.

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Empolese e orgoglioso di esserlo, ha cominciato ad amare il calcio incantato dal mito di Van Basten. Amante dei viaggi, giocatore ed ex insegnante di tennis, attualmente collabora con pianetaempoli.it.